UN LETTORE MILLE VITE
a cura di Ginevra D. e Michela (3B)
È risaputo che la lettura dà molti benefici, ci apre la mente, ci permette di ‘’entrare’’ in un mondo tutto nuovo. Ciò nonostante, soprattutto in Italia, la percentuale di bambini e adolescenti che leggono si è notevolmente ridotta. Questo perché tra i ragazzi di oggi c’è una maggiore preferenza di videogames e social, piuttosto che della lettura, ma non solo: i ragazzi associano la lettura ad un’attività noiosa, come se leggere fosse più per adulti e anziani.
Da giovani e appassionate lettrici, vi diciamo che non è così.
È vero, alcuni libri per noi giovani possono essere abbastanza noiosi, come i romanzi storici che raccontano eventi passati (imprese eroiche, la storia di civiltà importanti, ecc.). È anche vero, però, che esistono tanti libri molto più interessanti per ragazzi e ragazze. Ad esempio, ci sono: libri d’avventura, per chi ama il rischio; romanzi gialli o thriller, perfetti per gli appassionati di crimini e delitti; libri fantasy, per chi è attratto da mondi irreali e immaginari; libri fantascientifici, per chi adora l’inverosimile; romanzi rosa, per i romantici. Fumetti e manga, per chi ama i disegni.
I libri in generale, qualunque genere si scelga, ci danno parecchi benefici. Ad esempio, leggere aiuta a stimolare la memoria, la mente, arricchisce il nostro vocabolario, migliora le competenze linguistiche, ci permette di scoprire cose nuove, migliora la creatività, riduce lo stress, ci rende più empatici.
E non solo; leggere un libro significa vivere un’altra vita senza essere realmente i protagonisti della storia, facendo sì che il lettore si senta completamente parte del libro che legge. È come vedere una storia con gli occhi di altri, provando rabbia, gioia, tristezza e dolore e vivere una vita parallela senza lasciare la realtà che ci circonda.
Per noi lettrici tutto questo ha valore. Noi leggendo abbiamo vissuto milioni di vite, essendo ancora solo delle adolescenti. Abbiamo trovato nei libri un rifugio sicuro contro incertezze e paure e ne siamo uscite più forti di prima.
Speriamo tanto di avervi incitati a leggere, e che un giorno possiate provare quello che proviamo noi.
I DOLCI TIPICI SICILIANI
a cura di Giordana e Giulia (1A)
Il Cannolo
I cannoli siciliani sono un simbolo della tradizione siciliana, amati non solo in Sicilia ma in tutto il mondo.
La loro origine è avvolta da storie affascinanti e leggende che risalgono a secoli fa. Si ritiene che il cannolo abbia origini nell'antico mondo romano e che poi sia stato elaborato dagli arabi in Sicilia, siamo intorno all'827 grazie all'arrivo dello zucchero e delle mandorle, fino ad essere lavorato dalle mani delle suore di clausura di un convento vicino a Caltanissetta. Sono stati i pasticceri di Palermo che hanno reso il cannolo un dolce conosciuto e amato da tutti.
La Cassata
Secondo la tradizione la cassata è il dolce più famoso in Sicilia, nato tra il IX e il X secolo.
La cassata si chiama così perché, si dice che una notte un pastore decise di mescolare la ricotta di pecora con lo zucchero, e chiamò questo dolce “quas'at" dal nome della ciotola in cui era contenuto l’impasto.
La più antica versione di questo dolce è stata preparata da alcuni cuochi per l'emiro della corte palermitana quando decisero di ricoprire l’impasto di ricotta con una sfoglia di pasta sfoglia.
Nel corso dei secoli questo dolce ha subito diversi cambiamenti, dapprima fu aggiunta la pasta reale (un composto di farina di mandorle), inventata nel convento della Martorana a Palermo, poi nel '700 la pasta frolla è stata sostituita dal pan di spagna, infine furono aggiunte scaglie di cioccolato, decorazioni con la frutta candita e la glassa di zucchero.
Il dolce, come lo conosciamo noi oggi, è stato definito nel 1873 dal pasticcere palermitano Salvatore Gulì. Questo dolce tipico siciliano ha attraversato i secoli della pasticceria siciliana ed è conosciuto in tutto il mondo per la sua bontà.
IL GENERE HORROR
a cura di Francesco (3B) e Gioele (3C)
La paura, il terrore e l'angoscia sono emozioni molto forti alla base del genere narrativo dell'orrore o horror.
La letteratura dell'orrore nasce tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento durante il periodo del Romanticismo, quando i temi del mistero e del soprannaturale si diffondono fra gli scrittori.
Il genere horror è stato introdotto da “Horace Welpole”, con il suo primo racconto: “Il castello di Otranto”. Qui sono già presenti alcune delle caratteristiche principali del genere horror: la paura della morte e dell'ignoto, del buio, l'assenza di spiegazioni scientifiche e razionali e le reazioni emotive.
La storia è, infatti, ambientata in un castello diroccato pugliese, durante il periodo delle crociate, e racconta la storia di una famiglia colpita da generazioni da una serie di delitti sovrannaturali.
Dopo la pubblicazione di questo racconto il genere horror si è arricchito di tanti altri romanzi e racconti come quelli di Edgar Allan Poe, di Mary Shelley, con il famoso Frankenstein, fino ai più moderni scritti da Stephen King, Anne Rice e l'italiano Claudio Vergnani.
Quali sono le principali caratteristiche del genere horror?
Le storie sono sempre ambientate in luoghi notturni, isolati e cupi, i personaggi hanno una natura mostruosa e malvagia: zombie, fantasmi, lupi mannari, streghe e mostri. E il finale? Quasi mai la vicenda si conclude con un lieto fine, anzi è introdotto un effetto a sorpresa che il lettore non si aspetta.
Il grande successo di questo genere narrativo è stato confermato anche nel campo cinematografico e dai tantissimi film che sono stati girati. Un successo determinato soprattutto dal pubblico dei più giovani.
Perché i giovani vengono attratti dall’horror?
La visione di film horror provoca reazioni ansiose paragonabili a quelle generate da esperienze ad alta intensità. Durante la proiezione di un film spaventoso, il cervello rilascia, infatti neurotrasmettitori, come l’adrenalina. Mentre alcuni spettatori sono attirati dal film horror perché provano sensazioni così forti che si possono paragonare a quelle che prova chi pratica sport estremi come il bungee jumping o il lancio con paracadute, altri, invece, sono spinti dalla curiosità nei confronti dell’ignoto o semplicemente dalle trame molto avvincenti.
Non aprite quella porta
“Non aprite quella porta” è uno dei più famosi film horror, dal quale è nata una serie cinematografica, fumetti e videogiochi. Narra la storia di un gruppo di cinque ragazzi che finiscono nelle grinfie di una famiglia di assassini cannibali in una piccola cittadina del Texas. Il protagonista è Leatherface un personaggio dalla faccia mostruosa armato di motosega.
IL CINEMA
a cura di Marilena e Martina (2B)
Il cinema nasce nel 1895, grazie a due fratelli francesi August e Louis Lumière che per la prima volta ripresero e proiettarono su uno schermo le immagini di un treno a vapore in movimento, grazie a uno strumento chiamato “CINEMATOGRAFO”, che permette di proiettare immagini in movimento.
Da allora il cinema si è molto evoluto, grazie alle nuove tecnologie, ma conserva un fascino intramontabile.
Un film che ci è molto piaciuto e che consigliamo é WONDER.
Il film racconta la storia di un bambino di nome Auggie che nasce con una deformazione facciale detta “SINDROME TEACHER COLLINS”.
Auggie si trova ad affrontare, tra bullismo e difficoltà di inserimento, il primo anno alla scuola media.
Il film si ispira al romanzo scritto da Raquel Jaramillo Palacio.
Questo film è adatto a tutte le età, fa riflettere molto su diversi argomenti, in particolare su come l’aspetto fisico influenza la vita delle persone e insegna che non conta qual è il nostro aspetto perché ognuno è unico.
Altri film che consigliamo di vedere sono:
Titanic e La vita è bella, due film commoventi che fanno riflettere.
Sole a cantinelle e Quo vado?, due film divertenti.
Ritorno al futuro e Avatar, per chi ama la fantascienza.