Sono quei rifiuti che provengono dal mondo vegetale e dal mondo animale
Sono quindi tutti i rifiuti da cucina vegetali (bucce, insalata) ed animali (resti di carne, gusci d’uovo), scarti di giardini ed orti (foglie, erba) e scarti agricoli ed industriali (cassette di legno)
Ognuno di noi produce in media 80kg di rifiuti organici all’anno.
Perché viene trasformato in gas, in biometano, e in fertilizzante.
Intanto dobbiamo premettere che dal riciclo dell’organico si possono ottenere compost e biometano.
Il Termovalorizzatore non è l’inceneritore!! Quest’ultimo brucia i rifiuti e stop! Il termovalorizzatore brucia i rifiuti MA usa il calore generato dalla combustione per riscaldare case, attraverso un sistema di teleriscaldamento, e per produrre energia elettrica che va direttamente nella rete nazionale => RECUPERA ENERGIA! VALORIZZA IL RIFIUTO!
Il termovalorizzatore è, quindi , un esempio di economia circolare, l’inceneritore, invece, di energia lineare
In realtà il compostaggio, un processo che trasforma scarti organici (del mondo vegetale ed animale) in anidride carbonica, acqua e sostanza organica stabilizzata e humificata avviene già naturalmente, infatti, i microrganismi (principalmente batteri e funghi) presenti negli scarti degradano e trasformano la sostanza organica.
Il compostaggio, quindi, può essere anche domestico e si può fare utilizzando una compostiera da giardino o da terrazzo.
Chiaramente il compostaggio industriale accelera i processi naturali di compostaggio per riconsegnare la sostanza organica al ciclo della vita.
Vediamo le fasi del compostaggio industriale:
I rifiuti organici vengono conferiti in appositi contenitori (quelli porta a porta garantiscono la maggior purezza del materiale).
Vengono poi portati in un impianto industriale di compostaggio con dei camion che vengono pesati su una pedana per vedere quanto organico arriva. Dopodiché viene scaricato.
L’organico è biodegradabile al 100%, ma quando arriva di solito è mischiato con plastica, vetro e altri materiali. Chiaramente questo è il risultato di una raccolta non proprio differenziata. Possiamo dire che qui si rimedia agli errori. Vengono eliminati tutti i materiali estranei come buste, frammenti di plastica, di vetro, di metalli (deferrizzazione).
Si triturano i rifiuti in modo che siano più facilmente attaccabili dai microrganismi decompositori.
Questa fase dura circa un mese. Avviene dentro un capannone chiuso, detto reattore, dove viene soffiata dell’aria. Dei sistemi di rivoltamento mescolano l’organico triturato. Qui avviene la fermentazione aerobica cioè la decomposizione in presenza di ossigeno.
Il materiale organico, dopo aver subito la fermentazione aerobica, viene messo all’aperto e lasciato a maturare per circa due mesi in modo da stabilizzarsi completamente. Alla fine di questa fase si ottiene il compost.
Si eliminano dal compost tutte le impurità che non sono state decomposte e si ottiene così un compost di qualità che verrà utilizzato come fertilizzante.
Dall’organico, come già detto, non si ottiene solo il compost, ma anche il biometano.
Dopo la selezione durante la quale vengono eliminate tutte le parti che non sono organico questo viene messo in una vasca e mischiato con dell’acqua. Si forma così una purea. Nel desabbiatore si scarta tutto ciò che è rimasto di solido all’interno di questo liquame. Attraverso un sistema di tubi, questa purea arriva poi al biodigestore. Nel biodigestore avviene il processo di digestione anaerobica (in assenza di ossigeno): ad una temperatura di 41 gradi i batteri trasformano la materia organica in biogas (65%di metano, anidride carbonica ed altri gas). Il gas essendo più leggero sale verso l’alto e viene fatto passare in altri contenitori dove viene poi viene raffinato in biometano (concentrazione di metano del 97,5%).
La parte di liquame che resta in basso (il digestato) è quella che poi seguirà la lavorazione spiegata sopra che porterà al compost.