VAN GOGH E’ ARRIVATO IN 4^D!
VAN GOGH E’ ARRIVATO IN 4^D!
INTERVISTE IMPOSSIBILI
In classe abbiamo iniziato a conoscere il pittore olandese Van Gogh, abbiamo potuto esplorare i suoi dipinti tramite la piattaforma google art&culture: abbiamo osservato i colori e le pennellate che utilizzava e i soggetti dei suoi quadri. Inoltre abbiamo provato a sperimentarci anche noi come pittori. Come lui abbiamo realizzato il nostro autoritratto e abbiamo riprodotto due dei suoi dipinti: Notte stellata (1889) e I girasoli (1888). Un pomeriggio però c’è stata una sorpresa: Van Gogh è venuto a trovarci nella nostra classe e abbiamo potuto intervistarlo!
Ciao Van Gogh, benvenuto! Noi siamo gli alunni della 4D, puoi raccontarci la tua vita?
Sì certo! Sono nato il 30 marzo 1853, in una piccola cittadina olandese, ho sempre vissuto in mezzo ai dipinti e questo mi ha fatto innamorare della pittura. Ho viaggiato molto, sono stato a Parigi, ad Arles, in Inghilterra ma ho sempre vissuto in Olanda vicino alla mia famiglia. Ho vissuto tanto con mio fratello Theo, è stato il mio migliore amico per tutta la vita. Ho cominciato a dipingere da adulto, dopo aver tentato di entrare all’università di teologia. Negli ultimi anni della mia vita mi sono trasferito in Francia, in Provenza: amavo molto quell’ambiente naturale, infatti spesso dipingevo all’aria aperta.
Quando hai iniziato a dipingere? Perché?
Ho passato tutta vita in mezzo ai dipinti di altri pittori famosi: mio zio e i miei genitori erano mercanti d’arte e quando li aiutavo ero immerso nei dipinti. Ho iniziato a disegnare sin da giovane, ma il mio primo quadro diventato poi celebre risale al 1881 I mangiatori di patate. Ho dipinto questo quadro a 27 anni, 10 anni prima della mia scomparsa e in quei dieci anni ho dipinto più di 900 dipinti ad olio, un migliaio di disegni e tantissimi schizzi.
Ho iniziato a dipingere per mostrare il bello che c’è in tutte le cose del mondo, anche in quelle più semplici come un fiore o un campo coltivato. Inoltre volevo dipingere la realtà delle persone, la loro vita, i loro mestieri. La pittura mi ha aiutato anche a superare dei momenti tristi della mia vita, mi permetteva di vedere la bellezza nelle cose che mi circondavano.
Vincent Van Gogh, Autoritratto, 1887
Che cosa ti ispirava?
Mi ispirava molto la natura che mi circondava. Passavo ore ad osservare i colori della natura, tra i miei soggetti preferiti ci sono i girasoli e i cipressi: ciascun fiore era diverso e io cercavo di riprodurre sulla tela l’unicità delle sue sfumature.
Amavo anche dipingere i contadini al lavoro nei campi, le famiglie riunite a tavola, le persone intente nel proprio lavoro, mi ispirava la vita reale che mi circondava. Ho dipinto anche più di 60 autoritratti, cercavo di capire la mia immagine e la mia identità. L’ispirazione me la dava la bellezza che mi faceva stare sveglio a dipingere tutte le notti.
Van Gogh, Notte stellata, 1889
Guardavi o immaginavi quello che dipingevi?
Guardavo sempre quello che dipingevo, infatti dipingevo spesso all’aria aperta osservavo tutti i colori e le sfumature…potevo stare ore ad osservare un solo paesaggio per cercare di racchiuderlo sulla tela! Pensate che ho anche dipinto la mia camera da letto e una sedia, per me ogni cosa era abbastanza importante per essere dipinta.
La prima volta che hai dipinto cosa hai provato?
La prima volta che ho dipinto mi sono sentito davvero felice, avevo trovato quello che volevo fare nella mia vita. Non sempre è stato facile perché la mia arte è diventata famosa solo dopo la mia morte. A volte non avevo abbastanza soldi per comprare le tele e allora dipingevo su entrambi i lati di una tela. Però una volta che ho scoperto la pittura non ho mai smesso, era molto importante per me.
Perché usi tanti colori per dipingere?
I colori sono quelli che vedo nella natura, le immagini che vedo nel mondo mi obbligano a scegliere dei colori e usarli. Soprattutto cercare di conoscere e riprodurre tutti i colori della natura.
Vincent Van Gogh, I girasoli, 1888
Classe 4^D