RACCONTIAMO EMERGENCY
RACCONTIAMO EMERGENCY
Giovedì 18 ottobre 2023 sono venuti a trovarci alcuni volontari di Emergency. Per prima cosa ci hanno spiegato che cos’è questa associazione e di cosa si occupa. Emergency opera in tutto il mondo dal 1994, per garantire a tutti il diritto alla cura soprattutto alle vittime di guerra e povertà. Emergency promuove una cultura di pace, di solidarietà e di rispetto dei diritti umani.
Ci è stato spiegato che tutti dovrebbero poter mangiare, lavorare ed essere curati senza soffrire per guerre, carestie o malattie.
Abbiamo scoperto che ci sono tante persone, la maggior parte volontari che aiutano bambini e famiglie in difficoltà. Alcuni di loro sono anche medici che lavorano in paesi dove c' è la guerra o ci sono state catastrofi naturali come terremoti o alluvioni.
Parlando ci sono venute in mente tante parole importanti come condividere, aiutare, stare insieme, condividere e abbiamo riflettuto sul fatto che anche noi possiamo scegliere come comportarci per stare bene con gli altri e per sostenerci a vicenda.
Poi abbiamo guardato un breve video dal titolo “L’albero magico” nel quale c' era una famiglia che conservava i semini di alcune pere per far ricrescere gli alberi a simboleggiare l’importanza di non sprecare anche per il futuro.
In ultimo abbiamo creato il nostro albero della pace nel quale abbiamo disegnato le nostre mani vicine come delle foglie rigogliose e unite.
Classe 2^C
L'ALBERO INCANTATO
FIABA AFGHANA
L’ALBERO INCANTATO
Finalmente era arrivata la festa della primavera che segnava per gli afgani anche l’inizio del nuovo anno. Come ogni 21 di marzo, il villaggio era in fermento: i parenti si scambiavano visite e complimenti, tutti si facevano gli auguri, in ogni casa si preparavano banchetti e leccornie, grandi e piccoli indossavano i loro abiti migliori. Nella piazza del paese, sotto l’ombra dei platani maestosi e vicino alla moschea dalla cupola dorata, si teneva come sempre il grande mercato di capodanno. Vi erano bancarelle coloratissime traboccanti di meloni succosi e di stoffe sgargianti. Più in là sostavano i venditori di argenti e gioielli, quelli di dolciumi e delle carni che arrostivano sulla brace. Le strade erano piene di gente che passeggiava e sorrideva e i richiami dei negozianti si rincorrevano nell’aria. Anche Sadia e suo figlio si incamminavano mano nella mano verso il mercato. La donna non era allegra come tutti gli altri perché, da quando era morto il marito, si sentiva molto sola e la sua vita era diventata ogni giorno più difficile. Non c’erano mai soldi a sufficienza per comprare il cibo, per i vestiti di Ziaullah e per i suoi libri di scuola, per riparare il tetto della casa…Ma quel giorno madre e figlio decisero di dimenticare per un po’ la tristezza e di godersi lo spettacolo del mercato e del paese in festa. Stavano guardando una bancarella stracolma di fiori dai mille colori, quando arrivò vicino a loro un venditore che portava con sé un grande cesto traboccante di pere. Erano verdi e gialle, con la buccia lucente e leggermente rugosa, il profumo delicato e un aspetto davvero invitante e goloso. Faceva un gran caldo, come succede spesso di giorno in Afganistan e Ziaullah, con l’acquolina in bocca, chiese alla madre di comprargli una pera. Non potevano permettersi questi lussi, ma Sadia decise di accontentare il figlio e scelse per il suo bambino il frutto più bello e maturo. In un attimo, molta gente si accalcò intorno al fruttivendolo e nel cesto rimasero pochissime pere. Mentre il bambino addentava il frutto con gusto, si fermò vicino a loro un vecchio mendicante. Era magro e vestito di stracci e disse al venditore con voce malferma: "Sono affamato e assetato, ma non ho denaro. Ho visto che oggi hai fatto buoni affari. Mi regaleresti, per favore, una delle tue ultime pere? Anche una piccola piccola o che comincia già a marcire sotto questo sole. Te ne prego!". Il venditore lo guardò infastidito e gli rispose in malo modo: "Non sono certo qui per nutrire i medicanti. Se non hai soldi, non ti do nessuna pera. Vattene!" E fece il gesto di cacciarlo via. Sadia aveva assistito alla scena e provò una gran pena per il mendicante. Allora, benché fosse povera quasi come lui, prese un soldo e comprò una pera per il vecchio. Questi la ringraziò e mangiò il frutto, avendo cura di conservare i semi uno a uno. Chiamò Sadia e Ziaullah vicino a sé, scavò un buco nella terra, vi pose i semi e li ricoprì delicatamente, poi si mise ad aspettare. Tutti coloro che erano lì intorno, compreso il venditore, osservavano la scena: chi con attenzione e curiosità, chi con derisione e scherno. Improvvisamente spuntò dalla terra un piccolo germoglio che divenne in pochissimo tempo un alberello con fusto e foglie. L'alberello crebbe e in un attimo mise i fiori che poi appassirono e divennero frutti, prima piccoli e verdi, poi sempre più grandi e dorati. Il mendicante colse dall'albero le pere e ne regalò una a tutti i presenti. Mentre l'albero meraviglioso pian piano si faceva piccolo piccolo fino a scomparire, il vecchio diede un seme a ciascuno e raccomandò loro: "Quando vorrete dei frutti buoni come queste pere, piantate i semi, ma dovrete dividere i frutti con tutti i vicini, gli amici, gli sconosciuti, i viandanti...Così disse e in un momento, come era venuto il mendicante scomparve nel nulla e se ne andò mentre nell'aria si spandeva un leggero profumo di pere e di fiori.
“Questa favola è stata raccontata dai bambini ricoverati negli Ospedali di Emergency in Afghanistan.”
Classe 2^ A
I PENSIERI DEGLI ALUNNI SULLA STORIA
Mi piace aiutare gli altri ed essere generoso. (Yassin)
Questa storia mi ha insegnato che bisogna essere generosi con tutti. (Melissa M.)
Questa storia mi ha insegnato che bisogna sempre aiutare gli altri. (Alessandro)
Mi piace essere generosa come Ziaullah e la sua mamma. (Anita)
Questa storia mi ha insegnato che si deve condividere con tutti, anche vicini, amici e anche non amici. (Aurora)
Questa storia mi ha insegnato che io non voglio essere cattivo. (Gian)
La parte che mi è piaciuta di meno è quando il venditore non dava la pera al mendicante. È importante essere gentili con tutti e anche con chi ha più bisogno. (Letizia)
Questa storia mi ha insegnato che non bisogna usare la cattiveria. (Yvonne)
Mi è piaciuto quando ha dato a ognuno la pera perché è stato generoso. (Nael)
La parte più brutta della storia è quando il venditore di pere non gli dava una pera, neanche a più marcia. La parte più bella è stata quando il mendicante dà una pera a ciascuno e quando finisce le pere dà a ciascuno un seme. (Anthony)
Bisogna sempre aiutare tutte le persone, sia gli amici che i non amici. (Melissa Y.)
Mi piace aiutare le persone in difficoltà con la mia mamma. (Jerziel)
Questa storia mi ha insegnato a condividere con tutti. (Maribel)
Mi piace quando la signora compra la pera per il mendicante. (Jared)
Da questa storia ho imparato che è bello essere buono come il mendicante. (Andrea)
Non mi è piaciuto quando il venditore non è stato generoso. (Nicolò)
Mi è piaciuto molto quando la mamma e il figlio hanno aiutato il signore povero. (Alessandra)
Mi piace essere sempre gentile. (Daveed)
Classe 2^A
IL NOSTRO ALBERO DELLA PACE
realizzazione di un cartellone murale
L’albero delle pere della fiaba afghana è nato dai semini messi in una buca dal mendicante e i suoi frutti sono stati regalati a tutti in segno di amicizia e pace.
Anche a noi abbiamo realizzato il nostro albero della pace in classe.
Come è fatto il nostro albero?
OCCORRENTE:
cartellone rosa
fogli bianchi
matite colorate e pennarelli
forbici
colla
una nostra mano
SVOLGIMENTO:
1. Disegna su un foglio bianco l’impronta della tua mano
2. Colora il disegno della mano
3. Ritaglia il disegno
4. Disegna sul cartellone il tronco e i rami di un albero
5. Incolla la mano realizzata su un ramo dell’albero
Ecco il nostro albero della pace! L’abbiamo appeso alla parete della nostra classe.
È davvero bello e ci ricorda ogni giorno di essere sempre uniti e amici!
Classe 2^B