L’ultima giornata del nostro Erasmus a Malmö si è svolta con un’interessante visita alla scuola Mellersta Förstadsskolan, dedicata al 7°, 8° e 9° anno del percorso scolastico, ubicata in un edificio imponente ed elegante, in mattoni, risalente alla fine del 1800 e ristrutturato di recente. Per accoglierci gli studenti avevano preparato una breve presentazione di saluto a scorrimento continuo all'ingresso, un'idea davvero simpatica e da noi molto gradita. Invece i docenti ci hanno offerto tè e caffè nella sala insegnanti, molto ben attrezzata
Per presentarci la scuola e il processo di digitalizzazione sono intervenute la Dirigente Nina Svensson, la Vicepreside Ulrika Wirgin e la Responsabile del team della digitalizzazione, Malin Stiessel Åkerström (da sinistra a destra)
In un discorso a tre voci ben organizzato hanno sottolineato come la loro scuola fosse "mixed and integrated, by a city decision, with great work from the teachers to stay like that, for example by distributing the leadership", coinvolgendo in questo modo tutti coloro che desiderano partecipare con un ruolo più attivo e suddividendo il carico di lavoro, oltre che le responsabilità. Ci hanno spiegato l'approccio metodologico del framework stabilito, seguendo le teorie di Timperley, Robinson e Kotter, e i passi, intrapresi nel 2017 dopo un'attenta analisi della situazione di difficoltà di una consistente percentuale di studenti nelle prove di comprensione, finora compiuti per diventare una scuola digitale, dalle decisioni della Dirigente alla formazione come Google Certified Educators di tutto il corpo docente, che fa un uso davvero costante delle varie app di Google, in particolare di Classroom.
Nella scuola avvengono molti processi allo stesso tempo, richiedendo un sistematico lavoro di qualità, in cui tutti conoscono e attuano obiettivi e strategie, ingranaggi collegati come nel disegno di preside e vicepreside (di cui hanno infatti il copyright, come ci hanno fatto notare).
Quando emerse che il 45% degli studenti non svedesi non passavano la prova di svedese fecero un'indagine e provarono a offrire un gruppo di lavoro prima dell'inizio delle lezioni al mattino, credendo che il dovere degli insegnanti sia di proporre modi di compensare la differenza linguistica per dare a tutti le stesse possibilità di successo scolastico. Da attività in rapporto 1:1 si è passati a piccoli gruppi, da 3 volte a settimana per 30' a 2 mattini per 20'. Questo esperimento ha migliorato i risultati e la sicurezza degli studenti e la loro relazione con i docenti; da colleghi canadesi è arrivato poi il suggerimento di celebrare questo successo e questo ha ulteriormente rinforzato il progresso degli studenti.
La scuola ha collezionato diversi riconoscimenti, dalla nomina come scuola migliore al premio per la qualità della mensa; ora punta al riconoscimento come miglior scuola digitalizzata e per questo ha stabilito precisi step: formare i docenti come Google Certified Educators (già completamente raggiunto), motivare lo staff puntando alla digitalizzazione come area di intervento prioritaria, fornire agli studenti pc e trovare adattamenti per studenti non svedesi.
Dopo questa introduzione abbiamo potuto seguire, divisi in piccoli gruppi, alcune lezioni, tra le quali un’ora dedicata ad alunni che necessitano di recupero nelle tre materie di base, matematica, svedese e inglese, una lezione di scienze e una d’inglese e francese. Durante il modulo di scienze sui acidi, basi e ioni abbiamo osservato la struttura delle lezioni:
quiz
discussione su quiz (prata om quiz)
video e ripetizione (film <-> repetera)
ripasso e appunti (genomgang + anterckningar)
La durata della lezione, 50’, viene indicata sopra il piano delle attività previste insieme all'obiettivo: quiz su acidi, basi, ioni (mål: quiz, syror, baser, joner). Siamo arrivati nella fase 3, dopo il quiz iniziale per verificare la comprensione della lezione precedente e la relativa discussione, quindi per il video, che veniva ogni tanto fermato per permettere al docente di scrivere le parole chiave accanto alla zona di proiezione del video; dopo c'è stato un breve confronto a coppie per poi rispondere alle domande del docente; infine gli studenti hanno recuperato gli appunti che avevano già stampati per arricchirlo di ulteriori annotazioni durante il ripasso condotto dall'insegnante, che li proiettava alla lavagna scrivendo sopra la proiezione per mostrare esattamente dove integrare gli appunti. La classe di 20 studenti era estremamente composta e silenziosa, non è mai stato necessario alcun richiamo, gli studenti scrivono gli appunti con minimi interventi, ognuno ha il suo pc.
Il docente ci ha spiegato al termine della lezione che il materiale è disponibile online in modo che gli studenti possano vedere i video nella lingua che vogliono, con anche i sottotitoli; per gli alunni speciali vengono offerti materiali in più e l'aiuto del docente nel ripasso, ma questi studenti devono comunque essere in grado di seguire programma, altrimenti vengono reindirizzati nelle scuole speciali.
Ritornati tutti nella stessa aula ci hanno spiegato l'organizzazione delle lezioni, compresa la struttura fissa delle attività: ogni lezione ha un programma con obiettivo che deve essere registrato in anticipo e che gli studenti assenti possono vedere.
Il docente indica aula e orario, attività iniziale, obiettivo della lezione, attività della giornata e conclusione.
Dopo siamo stati tutorati da alcuni alunni per programmare con Scratch il gioco “Ping Pong”.
Poi siamo usciti nel cortile per recarci in mensa.
Ci è stato poi offerto il pranzo nella mensa della scuola, incontrando ragazzi e insegnanti che vi accedono secondo turni ben precisi; la mensa è un servizio offerto gratuitamente alle famiglie, mantenuto anche durante i periodi brevi e lunghi di sospensione delle attività didattiche. All'ingresso ognuno segue il percorso indicato e come in un self-service compone il suo piatto; dopo aver consumato il pasto si restituisce il piatto, con posate e bicchiere, alla cucina, dopo aver separato avanzi e spazzatura.
Dopo il pranzo c’è stato un momento di confronto con alcuni studenti dell’ultimo anno pronti a rispondere a tutte le nostre domande; sono emerse ulteriori informazioni su quella che è la conduzione della loro settimana scolastica: la giornata scolastica inizia alle 8:30 e termina alcuni giorni alle 14.30, altri alle 16.00; nel pomeriggio possono essere aiutati dai docenti per lo studio; gli alunni vanno a scuola solo con il pc fornito dalla scuola, senza libri, al limite qualche blocco per appunti; i libri sono uguali per tutta scuola, pagati dalla scuola, forniti cartacei o come ebook, usano anche libri digitali con gli argomenti, un test ascoltabile, video e quiz che i docenti possono vedere (es. gleerups); le lezioni hanno durata di 45/60 minuti ciascuna, con pause di 10 minuti tra una lezione e l’altra per potersi spostare da un’aula all’altra. I compiti assegnati riguardano il portare a termine attività iniziate a scuola; i docenti si accordano tra loro per sottoporre agli alunni non più di due verifiche alla settimana, che sono principalmente test scritti per matematica, scienze, scienze sociali, riservando prove orali solo alle lingue straniere. Le prove sono non un numero fisso, ma sugli argomenti, preparata dai docenti, a parte i test nazionali per le classi del 3°, 6° e 9° anno; i giudizi contengono sempre indicazioni di rinforzo oltre alla valutazione della prova; se si riceve una F si può chiedere all'insegnante una seconda opportunità di dimostrare la propria conoscenza oralmente. Alcuni insegnanti fanno scrivere a mano; per le lingue lavorano sulla grammatica e scrivono lettere a penpals, per esempio in Francia; al 6° anno studiano francese, tedesco o spagnolo. Educazione motoria è a volte fuori dalla scuola, a seconda dell'attività da svolgere.
Ogni anno vengono valutate 3 materie principali, matematica, inglese e svedese, che vanno passate altrimenti non si procede di anno, l'ultimo anno affrontano un esame che per il percorso professionale/lavorativo richiede 5 materie, mentre per studi ulteriori 9 materie oltre alle 3 principali.
Gli studenti consegnano i loro smartphone in una scatola con la maniglia; sul registro elettronico Infomentor trovano voti, lezioni, pagelle e promemoria dei test; non si compila il registro, si prepara e si salva la programmazione delle lezioni, in anticipo rispetto allo svolgimento, gli argomenti vengono esplicitati all'inizio del quadrimestre e la scaletta una settimana prima ; ci sono incontri con i genitori, almeno due volte l'anno, spesso più virtuali che in presenza. Gli studenti costituiscono uno Student Council, che si incontra il martedì pomeriggio, per proporre cambiamenti e miglioramenti, per esempio sulla qualità della mensa.
Dopo il confronto con gli studenti abbiamo visto nuovamente delle lezioni, di inglese, economia domestica e musica; abbiamo ascoltato la parte finale delle prove di una classe impegnata su tastiere, basso e batteria e abbiamo sbirciato per qualche minuto i corsi di cucito e falegnameria.
Nel laboratorio musicale abbiamo giocato sulla rielaborazione di testi classici, liberi da copyright, con l’uso dell'app Garage Band. Ovviamente nell'aula era presente un'ispirazione.
Il plan e le indicazioni per la lezione
Una dimostrazione del compito
e qui sopra il mio tentativo di esecuzione
La giornata si è conclusa con il sempre presente aperitivo durante il quale abbiamo potuto conversare anche con altri docenti del team di digitalizzazione. Dalla docente di musica abbiamo capito che tendono a non lavorare con le note ma a fare accompagnamento e essere creativi con melodie brani già dati, per esempio con i programmi Garage Band e altri tool di elaborazione digitale, visto che peraltro nel loro curricolo c'è stato proprio il cambiamento da saper suonare strumenti tradizionali "o digitali" a "e digitali". Parlando invece coi i docenti di svedese e inglese abbiamo appreso che gli studenti si rivolgono agli insegnanti chiamandoli per nome; tutti hanno una chiave magnetica che registra l'accesso ai locali in modo che alcuni locali possono essere interdetti, mentre negli altri venga comunque segnato l'uso in modo che eventualmente si sappia a chi attribuire la responsabilità.
Gli studenti sono divisi circa a metà tra parlanti svedese e non parlanti svedese; questo significa che tutte le attività linguistiche vengono più puntate sul lessico e sulla comprensione e si cerca per quanto possibile di lavorare per livelli paralleli; sia per svedese sia per inglese lavorano sulle comprensioni di testi che leggono e durante la lettura devono compilare una sorta di report, invece al termine della lettura del libro fanno dei "book talk" tra compagni in gruppetti di massimo tre, che registrano, dando modo così all'insegnante di ascoltare e valutare il livello di competenza e il lavoro sul testo senza che l'alunno abbia la pressione di dover riferire direttamente al docente e quindi essere consapevole di essere valutato, anche perché moltissimi allievi fanno estrema fatica a parlare all'intera classe, soprattutto nel caso non sappiano bene l'inglese. Per quanto riguarda la scrittura a mano viene sfruttata soprattutto in determinate materie per esempio le scienze umane, anche perché devono prendere appunti, mentre per i testi più lunghi sia in svedese sia in inglese nella fase di training utilizzano anche il supporto di correttore ortografico e dizionario online, mentre nei momenti di verifica devono disabilitare queste funzioni in modo che gli insegnanti possano valutare le effettive capacità e conoscenze degli alunni, ma comunque scrivono con il computer. Per i corsi non fondamentali in alcuni anni alternano i due quadrimestri per esempio tra cucito e lavorazione del legno, mentre l'anno successivo possono dedicarsi esclusivamente all'una o all'altra scelta.
Per quanto riguarda il sostegno anche i due docenti hanno confermato che la maggior parte dei casi che hanno nella scuola sono gestibili, hanno delle difficoltà che semplicemente con qualche materiale aggiuntivo può essere compensata senza bisogno di fare dei percorsi personalizzati, le altre situazioni vengono normalmente dirottate nelle scuole speciali. Per il supporto psicologico gli alunni prendono appuntamento e vanno durante l'intero orario scolastico; nella scuola è presente anche un'infermiera che si occupa non solo di problemi di salute, quanto proprio della prevenzione, dei percorsi di prevenzione per disturbi alimentari e altre problematiche. L'educazione sessuale è affidata all'insegnante di biologia al quinto e all'ottavo anno per l'aspetto scientifico e teorico, eventualmente con l'intervento di figure anche esterne e soprattutto in collegamento e collaborazione con dei centri dedicati proprio agli adolescenti che curano appunto tutto il discorso della prevenzione e della responsabilità; non si sentono molto avanti sul versante generi e lgbt, potrebbero secondo loro stessi migliorare. Per l'orientamento al post scuola dell'obbligo lavorano sia l'ottavo sia il nono anno; durante l'ottavo anno svolgono una settimana di alternanza scuola lavoro e hanno sempre la possibilità di confrontarsi con psicologo e docenti prima della scelta per l'esame.
A conclusione del corso un veloce quiz di ritorno sulle nostre aspettative e su quanto appreso e pronto per essere riportato a casa ha preceduto un emozionato saluto di Annie Bergh prima della consegna degli attestati e le foto di gruppo finali.
Usciti dalla Mellersta Förstadsskolan abbiamo fatto un ultimo giro per Malmö riuscendo a intravvedere la sinagoga (in realtà facendo un paio di foto da sopra il cancello e il muro di cinta), rivedendo la Sankt Pauli Kyrka, passando accanto, come tutte le mattine, alla Karoli Kyrka, attraversando ancora la Stortorget, visitando ancora la Sankt Petri Kyrka, prima di dedicarci, sempre con Sonia, al compitino della giornata, creando un collage di immagini, informazioni e riflessioni sulla scuola visitata sul sito eTwinning, e uscire quasi tutti insieme per una cena finalmente tipicamente svedese!