5 novembre 2025, ore 20:00, scuola secondaria N.Pizolo di Castegnero: alla serata sono presenti molti alunni, sia della scuola primaria che della secondaria dell'IIstituto Bizio, diversi insegnanti, la Dirigente Scolastica, l'assessore del Comune di Castegnero, il Sindaco di Nanto, i rappresentanti della libreria "rifugio" Acchiappa-stelle, vari enti del territorio ed il comitato genitori.
Tutto è pronto e la serata inizia con il brano "Quello che le donne non dicono" di Fiorella Mannoia suonato e cantato dalle classi della sezione musicale della secondaria N.Pizolo.
L’incontro con Gino Cecchettin è emozionante e desta grande interesse tra noi studenti.
I moderatori dell'incontro chiamano uno alla volta alcuni ragazzi e ragazze che fanno delle domande, scritte da loro e dai genitori. Lui dice che vuole fare un gioco, e ad ogni ragazzo e ragazza chiede quale fosse stato il momento più memorabile della propria vita.
Gino quando risponde è sempre serio, ovviamente.
Tra le domande fatte più interessanti queste due:
Che cosa ne pensa dei social?
Lui risponde che siccome lavora con la tecnologia non può dire che la tecnologia, ovvero i social, a lui non piacciono ma che questi devono essere usati nel modo corretto.
"Mi è rimasta impressa la domanda sull’utilizzo dei social perché non
credevo che questi avessero degli aspetti positivi. Ho scoperto che usati
bene possono essere d’aiuto, in questo caso, per cercare le persone
scomparse."
Che cosa pensa del patriarcato?
Lui risponde che quando chiamiamo mostro Filippo è sbagliato perché lui è solo figlio dell'ideologia patriarcale, cioè che la donna deve essere sottomessa all'uomo.
Ci spiega che questa cosa è sbagliata perché le donne devono avere gli stessi diritti degli uomini, perché tra uomo e donna non c'è nulla di diverso.
"mi sono
chiesta cosa si possa provare a vivere in una famiglia di tipo patriarcale
dove le donne non possono decidere per se stesse. Secondo il mio punto
di vista il patriarcato può essere molto pericoloso perché sono gli uomini
a decidere sulla vita delle donne."
Gino quando risponde alle domande sembra un veterano di guerra che parla di pace a chi crede di vivere nella pace ma che in verità fa la guerra.
La serata si conclude con un applauso collettivo e il brano " Mariposa" sempre di Fiorella Mannoia.
"Durante questo incontro ho provato un senso di speranza per il futuro anche grazie alla fondazione dell'Associazione Giulia Cecchettin."
Elisa e Saul classe 2F
l'atrio della scuola N.Pizolo
Diversi gli allestimenti pensati per la serata
Piccole lanterne di luce piene di speranza create dalla classe 3D
Un cartellone ispirato alla lettura di un libro, alunni di classe 3A
"Per me le farfalle sono simbolo di pace perchè sono libere e beate...sono anche leggere perchè svolazzano nel cielo agilmente, senza una meta."
Samuel 1F
"Amo osservare la natura e giocare con essa...le farfalle fanno parte di un mondo naturale ricco di pace e di libertà."
Adam 1F
Tante piume come simbolo di libertà / alunni di seconda della scuola secondaria B.Bizio di Longare