La tromba appartiene alla famiglia degli ottoni. La tromba è uno strumento ad ancia labiale, come tutti gli ottoni. Il suono è generato dalla vibrazione delle labbra. L’aria, spinta con forza fra le labbra, provoca la loro vibrazione, entrando essa stessa in vibrazione: il suono percorre quindi il tubo della tromba ad una velocità di 340m/s, sino a disperdersi nell’ambiente.
Molto importante nel “suonare la tromba” è l’utilizzo di una corretta respirazione.
Ottoni
Posizione labbra per suonare la tromba
La tromba, anche nelle sue origini più antiche, era molto simile allo strumento attuale, almeno per quanto riguarda la tecnica di emissione del suono attraverso la vibrazione delle labbra appoggiate sull’imboccatura.
Strumenti simili alla tromba sono usati da sempre da varie popolazioni, ad esempio:
Lo Shofar, ricavato da un corno di montone, è utilizzato nelle cerimonie ebraiche.
Il Didjeridoo, tubo di legno reso cavo dalle termiti, è utilizzato dagli aborigeni australiani.
Didjeridoo australiano
Shofar
Per la costruzione delle trombe create dai primi gruppi umani, venivano utilizzati materiali naturali, come cortecce, conchiglie, bastoni, corni di animali e perfino ossa.
L’utilizzo di materiali misti e del metallo ampliarono la varietà e il pregio di questi strumenti.
Tromba in ossa
Sono pervenuti fino a noi due esemplari delle prime trombe in bronzo egizie, rinvenute nella tomba del faraone Tutankhamon.
L’esistenza di strumenti simili alle trombe fu attestata anche in alcuni dipinti murali in Messico, risalenti al periodo Maya.
Trombe di Tutankhamon
Dipinti murali risalenti al periodo Maya
Tromba medievale
Lo strumento era suonato in gruppi strumentali e negli eserciti.
I trombettisti furono i primi musicisti a prestare servizio nelle corti, grazie al loro impiego in battaglia e nella trasmissione degli ordini. In seguito ricoprirono funzioni di rappresentanza del signore di corte.
A loro, con il nome di menestrelli, toccava l’intrattenimento musicale durante alcune manifestazione come per esempio i banchetti.
La tromba aveva forma abbastanza diversa rispetto a quella attuale: era dritta, lunga 150 cm ed era usata per accompagnare le bombarde, strumento della famiglia degli oboi, nella musica per la danza. In queste formazioni di strumenti molto sonori, la funzione delle trombe era limitata a fornire un sottofondo alla melodia dei pifferi, usando le poche note a disposizione, principalmente i primi quattro armonici; questi accompagnamenti erano suonati a memoria dai menestrelli.
Intorno al 1400, la tromba diritta conobbe alcune importanti metamorfosi: il diametro del canneggio cominciò a ridursi, e si iniziarono a realizzare dei canneggi non sviluppati in lunghezza, bensì incurvati.
Nella stessa epoca fu inventata anche la tromba da tirarsi. Per "da tirarsi" si intendeva il semplice allungamento dalla canna d’imboccatura, in modo che tale canna potesse rimanere immobile, mentre il resto dello strumento scorreva avanti e indietro. Con questo strumento, che può essere considerato il precursore del trombone, si potevano eseguire anche suoni differenti dagli armonici naturali.
Tromba rinascimentale
Tromba da tirarsi
Tromba naturale
L’età barocca assistette allo sviluppo e allo splendore della tromba che oggi è definita “naturale”. Tale nome per differenziarla da trombe a pistoni o a chiavi.
Lo sviluppo del registro acuto e la riduzione della sonorità, con l’assunzione di un modo di suonare più “dolce”, furono gli aspetti più significativi che permisero alla tromba un ingresso trionfale, da vera protagonista, nella musica concertistica. Inoltre un’ulteriore evoluzione della tromba in questo periodo avvenne nella campana che, perseguendo l’obiettivo di un suono meno cupo e più brillante, assunse con il passare del tempo una forma più simile a quella attuale.
Tromba a chiavi
La tromba, tra la fine del Settecento e Ottocento, venne impiegata anche in movimenti più lenti e cantabili di un motivo musicale, in concorrenza con flauti, oboi…
In quest’epoca, in orchestra, alla tromba venne assegnato un compito del tutto differente a quello che aveva nel Barocco: il suono si sarebbe dovuto fondere con quello degli altri strumenti, non apparendo più come protagonista.
In questo periodo si ebbe anche una grande diffusione della tromba a chiavi, nata già nel tardo Barocco.
La tromba a chiavi consisteva essenzialmente in una tromba naturale a cui venivano applicate delle chiavi, simili alle odierne chiavi applicate sui legni.
La chiave è una leva che serve a chiudere o aprire un foro al di fuori della portata delle dita.
Mediante questo accorgimento si poteva ampliare la gamma dei suoni della tromba naturale nel registro principale, introducendo la scala cromatica.
Molto importante fu l’innovazione costituita dall’introduzione di valvole (pistoni e meccanismi analoghi) che consentirono nell’Ottocento e Novecento di allungare e accorciare istantaneamente il canneggio, così da coprire cromaticamente l’estensione completa in maniera più agevole, omogenea e con più sonorità.
Le valvole e i pistoni andavano in quel periodo da tre a cinque.
Dopo una serie di tentativi per ottenere il pistone “perfetto”, nel 1815 Heinrich Stölzel inventò il pistone usato tuttora. In questo periodo avvennero innovazioni in tutti i campi, è il periodo della rivoluzione industriale.
Il pistone è un meccanismo che consente all'esecutore di variare la nota musicale emessa dallo strumento, permettendo il passaggio dell'aria in tubi aggiuntivi, allungando dunque la lunghezza del canneggio.
La valvola rotativa è un dispositivo meccanico che permette la rotazione di tubi aggiuntivi allungando la lunghezza del canneggio.
La tromba di questo periodo è la stessa di quella usata tuttora.
Le valvole rotative
Tromba a valvole
Funzionamento delle valvole
I pistoni
Tromba a pistoni
Funzionamento dei pistoni
Il Jazz
La tromba è uno strumento molto versatile, ma raggiunge la sua massima espressione con il Jazz.
Il Jazz è un particolare genere musicale nato negli Stati Uniti, nello stato della Louisiana, nel corso del XIX secolo, la cui caratteristica principale è l’improvvisazione. Il Jazz si distingue in particolare per la grande libertà di espressione degli strumenti solisti e per il ritmo basato essenzialmente sul sincopato.
Il più grande jazzista della storia fu Louis Armstrong.