Una giornata scolastica senza insegnanti
di Alice De Sanctis
Torniamo ancora una volta nella scuola Secondaria di primo grado di Elice che non smette mai di stupirci. Ieri è stato indetto uno sciopero nazionale al quale hanno aderito tutti i docenti. Il plesso sarebbe rimasto chiuso se non fosse stato per l'insistenza delle classi I, II e III A. Le lezioni sono state gestite interamente dagli alunni, sotto la vigilanza del collaboratore scolastico Daniele Sabatini. I ragazzi si sono trasformati in veri e propri attivisti, impegnandosi a organizzare una manifestazione allo scopo di migliorare il sistema scolastico. Hanno fatto sentire la propria voce attraverso l'utlizzo dei social, arrivando a coinvolgere le scuole di tutta Italia. Hanno aperto una petizione al fine di organizzare qualcosa di più grande e concreto con il sostegno di altri istituti. Ma cosa vogliono realmente questi ragazzi? Meno compiti? Diminuzione di verifiche orali e scritte? Nulla di così scontato. Con grande maturità hanno chiesto continuità didattica. Parole spesso utilizzate quanda si parla di scuola, ma messe sempre meno in pratica. Quante volte nell'arco del loro percorso scolastico gli alunni hanno cambiato insegnante? Da qui è nata la loro richiesta, semplice, ma essenziale: continuità.
Così facendo gli alunni della scuola media di Elice hanno convinto la dirigente, professoressa Simona Marinelli, a dedicare più giornate durante il corso dell'anno scolastico all'attivismo, in particolare al cambiamento. Una parola che può assumere un significato positivo o negativo che ha inizio in noi stessi e questi ragazzi ne sono la prova. Un grande passo per i ragazzi della scuola Secondaria di primo grado di Elice che si sono battuti per la loro istruzione.
di Emanuele Desiderato
La squadra di calcio dell'Elice vince la partita più importante dell'anno e il sindaco organizza una festa
Grande vittoria dell'Elicese che ha evitato la retrocessione superando con un ottimo risultato i playuot. La partita è stata giocata in trasferta contro la Tollese.
Il sindaco, uno dei più accaniti tifosi, entusiasta per la vittoria, ha organizzato nell'atrio della scuola media di Elice un ricco buffet al quale hanno partecipato tutti i paesani. Ospiti d'onore i giocatori dell'Elicese che hanno regalato più di cento maglie e sciarpe ai bambini presenti.
Successivamente i festeggiamenti si sono spostati nel campo sportivo comunale dove i ragazzi si sono divertiti giocando un'animata partita di calcio, anche se alla fine hanno perso tutti i palloni finiti al di là del perimetro del rettangolo verde. Il presidente della squadra dell'Elicese, sebbene molto irritato, ha mandato alcuni uomini alla ricerche delle sfere. Per i raccattapalle è stata una vera e propria impresa, dato che sono stati costretti a passare tra rovi di spine, cespugli ed escrementi di animali. È stata dura, ma alla fine ce l'hanno fatta.
di Samuele De Palma
Abbiamo chiesto alla nostra dirigente scolastica, la prof.ssa Simona Marinelli, di rispondere ad alcune nostre domande.
Com'è essere a capo di un istituto scolastico?
Essere a capo di un istituto scolastico è un onore e un onere. E’ innanzitutto un privilegio, perché ritengo molto importante il servizio dell'educazione nella comunità. Quello della scuola è un ruolo molto importante per l'intera società civile. Il mio lavoro è anche un onere perché dirigere un'istituzione scolastica richiede tanto impegno, tanto lavoro e tante responsabilità.
Ha sempre desiderato dirigere una scuola?
No, non l’ho sempre desiderato, da ragazza non era tra i miei sogni nel cassetto. Il mio sogno era quello di insegnare. Mi sono appassionata alla letteratura alla vostra età e ho sempre pensato che il mio lavoro dovesse essere inerente ad essa. Quel sogno quindi l’ho perseguito, ho studiato, ho superato il concorso da docente e ho insegnato. Nel corso degli anni di insegnamento è emersa la possibilità di sostenere il concorso da dirigente scolastico e mi sono messa in gioco. Devo dire comunque che, pur non avendolo desiderato, sono contenta di essere qui oggi.
C’è un progetto che, come un sogno nel cassetto, vorrebbe proporre a scuola e non è ancora riuscita a realizzare?
C’è un progetto ed è quello di istituire un polo per l’infanzia, per il segmento 0 -3 anni, quindi nidi e micronidi. E’ un progetto molto ambizioso, però mi piacerebbe provare a realizzarlo.
Si ritiene contenta di come siano andate le cose a scuola con questa pandemia?
Sì, molto. Al di là di ogni più rosea aspettativa siamo riusciti a mantenere la relazione educativa con voi, anche grazie al lavoro, all’impegno e alla tenacia dei vostri docenti. Le difficoltà sono state tante, non ci siamo abbattuti, abbiamo continuato a perseguire i nostri obiettivi e abbiamo garantito la didattica per tutto il periodo della pandemia.
Come si organizza un PON?
Questo è un altro aspetto del mio lavoro che è stato di grande insegnamento per me. I PON sono progetti europei che hanno un’organizzazione molto complessa e all'inizio quasi inavvicinabile, però ho fatto quello che fate voi, ho studiato e ho chiesto aiuto. Un po' alla volta sono riuscita a capire cosa fare. Organizzare un PON è difficile, la possibilità di sbagliare è dietro l'angolo e si rischia anche di rimetterci del denaro. Dall'altro lato però c'è la possibilità di organizzare attività e acquistare materiale per la scuola che con altri progetti non è possibile fare.
Gestire una scuola media piccola ha più vantaggi o svantaggi?
Iniziamo col dire che le piccole scuole come Elice sono iscritte al programma Strategia nazionale aree interne. Gli svantaggi di una piccola scuola sono quelli di perdere le classi e quindi di avere delle pluriclassi. Certo le pluriclassi possono essere anche una risorsa perché permettono di sperimentare nuovi metodi di insegnamento, di risparmiare risorse, confrontarsi. Un vantaggio è che grazie al programma aree interne abbiamo la possibilità di accedere a fondi ministeriali appositamente stanziati.
Quale materia le piaceva quando frequentava la scuola secondaria di primo grado?
La mia materia preferita era l'inglese. Devo riconoscere che il motivo principale era legato all'insegnante. Nonostante io abbia cambiato l'insegnante di inglese spesso, c'è sempre stato un bel rapporto di stima da parte mia nei confronti dei diversi docenti; inoltre l’inglese mi piaceva molto, e mi piace ancora, infatti continuo a studiarlo autonomamente.
Lei ritiene utile la presenza degli psicologi a scuola?
Sì, ritengo che siano molto utili, come sostegno alle dinamiche relazionali, ma anche come supporto agli insegnanti e alle famiglie.
Noi vorremmo un distributore di snack e bevande a scuola, lei cosa ne pensa?
Sono perplessa sulla presenza dei distributori a scuola perché le merende fornite sono poco salutari. Credo sia giusto organizzarsi e preparare spuntini più sani a casa.
Se lei fosse ministro dell’istruzione quale riforma della scuola farebbe?
Farei due interventi fondamentali. Il primo è quello di “abolire" la scuola secondaria di primo grado e riorganizzarla. Questo grado di scuola dovrebbe essere la continuazione della scuola primaria e l'anticipo della secondaria di secondo grado, mentre l'organizzazione attuale rappresenta una rottura non molto produttiva con la scuola primaria. Anche in altri paesi europei è così. L'altro intervento fondamentale è rendere obbligatoria la formazione per gli insegnanti, legandola alla progressione di carriera.
Grazie per la disponibilità e l’attenzione che presta a noi alunni. Buon lavoro
di Tommaso D'Andreagiovanni
Oggi il nostro sindaco, Gianfranco De Massis, è venuto a trovarci a scuola e noi abbiamo pensato di fargli un’intervista.
Come è iniziata la sua carriera politica?
La mia carriera politica è iniziata per passione. Sono nell'amministrazione del mio comune da trent’anni. Questo per me è il sesto mandato. Il più bello è stato quello nel quale ero all'opposizione, perché è quello in cui si impara a fare politica e in cui bisogna essere veramente preparati. Un comune piccolo come quello di Elice poi permette di appassionarsi sempre di più.
Quali motivi l’hanno indotta a scegliere la carica di sindaco?
Per essere sindaco alle spalle ci vuole un gruppo. Difficilmente ci si propone, sono gli altri che hanno fiducia in te, ti riconoscono come figura adatta, competente e adatta a potersi occupare di tutto ciò di cui la propria comunità ha bisogno.
Qual è stato il problema più difficile che ha dovuto risolvere come sindaco?
I problemi sono tanti, sicuramente il più grande di tutti è stato quello del covid. Il nostro comune è stato per 31 giorni in zona rossa, nessuno poteva uscire e muoversi, addirittura le stesse onoranze funebri avevano bisogno del mio permesso per attraversare il paese. E' stato davvero difficile, infatti in un mese abbiamo avuto tanti decessi quanti generalmente ce ne sono in un anno. Quella è stata una situazione nella quale come sindaco ho dovuto mettermi a totale disposizione della comunità. Abbiamo anche portato i vestiti ai ricoverati nei reparti infettivi.
Quali sono i progetti che vorrebbe realizzare in futuro per Elice?
Il progetto più importante in cantiere è quello relativo ai lavori di ristrutturazione del Castello. È nostra intenzione utilizzare i luoghi ristrutturati per realizzare un albergo diffuso e successivamente percorsi naturalistici e gastronomici utili a far conoscere Elice ed attirare turisti. Abbiamo anche intenzione di concretizzare un altro progetto: mettere il tappeto sintetico nel campo sportivo.
È soddisfatto di quello che ha realizzato?
Io non mi accontento mai perché c’è sempre qualcosa di nuovo da fare. Sono soddisfatto di tutto quello che ho realizzato, ma naturalmente ci sono ancora tante cose da fare.
Qual è la cosa a cui tiene di più tra le tante di cui si deve occupare?
Le fasce della popolazione a cui tengo di più sono la vostra e quella degli anziani. Ad esempio abbiamo introdotto la colonia per gli anziani che permette loro di andare al mare per due settimane in estate. Io e i miei consiglieri, inoltre, abbiamo sempre prestato un’attenzione particolare alla scuola, infatti abbiamo ristrutturato sia questa scuola che la scuola dell’infanzia e quella primaria. Siamo molto orgogliosi di questo.
Noi ragazzi vorremmo spazi e iniziative adatti a noi, cosa potrebbe proporre?
Per i ragazzi vogliamo ristrutturare l’ex mattatoio comunale per trasformarlo in un nuovo centro polifunzionale adatto ad espletare tutte le attività utili alla comunità. C’è poi un piccolo parco che abbiamo realizzato durante la fase peggiore del covid nella zona di Madonna degli Angeli.
Secondo lei, quali possono essere i modi per favorire attività o associazioni sportive e culturali nel nostro paese?
Sostenendo le tante associazioni presenti nel nostro paese. Abbiamo anche cercato di incentivare il lavoro agevolando l’ubicazione di aziende che portano lovoro. Per quanto riguarda la manifestazione della Notte dell’Ilex per ora non ci sono buone notizia, infatti non è possibile portare avanti questa lunga tradizione, ma non è detto che nei prossimi anni non venga riproposta.
Grazie sindaco e buon lavoro!