FORMAGGIO IN FUGA
Quando l'adrenalina sa di Double Gloucester
C’è chi scala l’Everest per ritrovare se stesso, chi corre la maratona di New York per superare i propri limiti e chi, invece, decide che il senso della vita risieda nel lanciarsi a capofitto giù per una scarpata con la pendenza di un tetto, inseguendo una forma di formaggio rotolante. Benvenuti alla Cooper's Hill Cheese-Rolling and Wake, l'evento sportivo (se così vogliamo definirlo) più assurdo, ammaccato e profumato della storia britannica.
Se pensate che lo sport debba essere fatto di eleganza, fair play e completini in acetato immacolati, siete nel posto sbagliato. Qui il dress code prevede fango, rassegnazione e una buona dose di incoscienza. La premessa è semplice: una forma di formaggio Double Gloucester , molto duro e compatto, di circa quattro chili viene lanciata giù da una collina ripidissima. Un secondo dopo, una folla di temerari si lancia al suo inseguimento. Il primo che taglia il traguardo a fondo valle vince il formaggio.
Una storia che rotola nei secoli
Le origini di questa follia risalgono alla tradizione rurale inglese, sebbene la prima documentazione scritta risalga al 1826. Esistono due teorie principali sulla sua nascita: alcuni storici ritengono che la corsa servisse a riaffermare i diritti di pascolo comune sulla collina di Cooper’s Hill, vicino a Gloucester; un’altra interpretazione suggerisce origini legate a riti del solstizio d’estate, quando pare si lanciassero fasci di sterpi infuocati per simboleggiare la caduta del sole; il formaggio sarebbe poi subentrato come versione meno pericolosa della tradizione
Gloria, fango e pronto soccorso
Perché farlo? Per la gloria, ovviamente. E per il formaggio. Vincere la corsa di Cooper’s Hill conferisce uno status di leggenda locale che nessun abbonamento in palestra potrà mai garantire. Negli anni, la competizione è diventata internazionale, attirando campioni da ogni angolo del globo.
Tra i nomi scolpiti nell'albo d'oro spicca quello di Chris Anderson, un soldato britannico che ha vinto la bellezza di 22 forme di formaggio in quindici anni, diventando l'atleta più decorato di questa disciplina. La sua motivazione? "Non mi piace nemmeno il Double Gloucester, preferisco il Cheddar". Questa è la vera tempra dei campioni.
Tuttavia, il costo della vittoria è spesso scritto nei referti medici. Ogni anno, la base della collina è presidiata da ambulanze pronte a gestire distorsioni, lussazioni e quello che gli spettatori chiamano affettuosamente "l'effetto centrifuga". Nel 1997, rimasero ferite addirittura 33 persone, costringendo gli organizzatori a una pausa di riflessione, durata però quanto un aperitivo.
Un patrimonio culturale (e caseario)
Oggi la corsa col formaggio è più viva che mai. È un inno all'assurdo, una celebrazione della resilienza umana contro la forza di gravità e, soprattutto, un promemoria del fatto che non serve un palazzetto dello sport da milioni di dollari per creare un evento mondiale. Bastano una collina, un gruppo di persone molto motivate e un latticino particolarmente aerodinamico.
FRONTIERE STELLARI
Il 2026 e l'Alba di una Nuova Era Spaziale
2026, l’anno d’oro dell’astronomia.
Recentemente, il telescopio James Webb ha sbalordito il mondo mappando la ionosfera di Urano e catturando la fusione di due stelle, mentre sulla Terra è stata appena rilasciata la più grande mappa radio del cielo con oltre 13 milioni di sorgenti identificate.Il 2026 si annuncia come un anno cruciale: siamo in attesa della missione Artemis II, che riporterà l'umanità a orbitare attorno alla Luna, e del telescopio Pandora, cacciatore di atmosfere extraterrestri. Nel frattempo, il cielo di marzo 2026 ci regalerà un raro allineamento planetario e una spettacolare "Luna di Sangue" (eclissi totale).
Sarà svelato il mistero degli ancora sconosciuti buchi neri? I più vicini identificati finora sono Gaia BH1 (a soli 1.560 anni luce) e Gaia BH2. Questi "mostri" invisibili restano i guardiani dei segreti più profondi dell'Universo, mentre nuove missioni come Hera e Beppi Colombo si preparano a svelare i segreti degli asteroidi e di Mercurio.
BASKET: DUE ALLENATORI, UNA STORIA
Intervista a Roberto Ferrandi e Paolo Rosola
Nel 1891 James Naismith inventò il basket, proprio il popolarissimo sport che accomuna i due allenatori di cui vi parleremo. I loro nomi sono Roberto Ferrandi - il nostro amato prof che tutti conoscete - e Paolo Rosola, suo collega e amico di vecchia data, oltre che nonno della nostra companga Elisa, che sono venuti per raccontarci la loro storia nel basket.
Sono stati colleghi per ben 3 anni (dal 1998 al 2001) presso la squadra di Montichiari, quindi si conoscono bene e si stimano reciprocamente.
Per diventare allenatori hanno dovuto frequentare dei corsi provinciali, regionali e infine sono riusciti a prendere il patentino per poter allenare in serie A. Ma come hanno conosciuto il basket e perché hanno scelto proprio questo sport? Il prof. Ferrandi, quando aveva 11 anni, incontrò Ottolino Flaborea (un famoso giocatore dell’epoca, noto per il suo tiro a uncino) sul pianerottolo del suo appartamento; vedendo un ragazzino già molto alto di statura il giocatore gli disse: «domani ti porterò con me ad allenamento» e da lì è cominciata la sua carriera. Paolo invece conobbe il basket un po’ più tardi, quando aveva 18 anni, perché a Gussago, il paese dove abitava e abita ancora, stavano iniziando a formare una squadra. Un suo amico gli suggerì di andare a provare a giocare e lui, pensando che fosse uno sport facile e divertente, accettò l’invito.
I due allenatori pur avendo iniziato in modo diverso hanno individuato nella pratica di questo sport le stesse caratteristiche positive: insegna la disciplina, esercita l’attenzione, rafforza lo spirito di sacrificio, educa al fair play, al rispetto e all'altruismo.
Il prof Ferrandi allena ancora adesso nel settore giovanile del Brescia; Paolo ha smesso l’anno scorso di allenare la squadra di Nave. Il loro giocatore preferito è Michael Jordan perché è stato un grande esempio per tutti, sia sul piano sportivo, sia sul piano umano.
Gli allenamenti comprendono esercizi di vario tipo, per preparare il fisico ma anche la mente; si svolgono poi simulazioni di partite, palleggi, tiri a canestro. Per giocare a basket bisogna essere altruisti, bisogna avere la voglia di mettersi in gioco e non di mettersi in mostra, fare squadra, essere umili, rispettosi, ma se ci si impegna tutti possono praticare questo sport.
Ringraziamo Roberto Ferrandi e Paolo Rosola per la loro disponibilità e partecipazione e speriamo che leggeranno con soddisfazione il nostro articolo.
Elisa, Lyabelle, Nina, Nicola e Marco
SCIENZE E AMBIENTE
Peogetto «Puliamo il mondo» - Una nostra iniziativa concreta
Ogni anno in autunno o in primavera, la nostra scuola, grazie a una proposta partita alcuni anni fa dal nostro adorato prof. Ferrandi, realizza il progetto “Puliamo il mondo”. Tutti gli alunni della scuola, accompagnati dai docenti e da alcuni membri dell’Associazione Alpini, si recano in alcune zone di Cellatica e per i sentieri che conducono al santuario della Madonna della Stella, per raccogliere i rifiuti abbandonati. Ogni ragazzo/a riceve in dotazione dagli Alpini: guanti, sacchi di diverso colore a seconda della tipologia di rifiuto e pinze per pezzi di vetro. I sacchi sono assegnati alle varie classi e, alla fine dell’uscita, vengono pesati per proclamare vincitrice la classe che più ha raccolto e che in premio otterrà un bonus per il voto di educazione civica. Il progetto dura all’incirca 4 ore, dalle 8:30 alle 13:00. Quest’anno si terrà il 16 aprile, poiché la data programmata in autunno è stata rimandata a causa delle avverse condizioni meteo.
Per concludere, una nota amara: chi ha già partecipato negli scorsi anni purtroppo ha notato che di anno in anno la quantità di rifiuti abbandonati non diminuisce… ma noi non ci arrendiamo!
Elisa, Lyabelle, Marco e Nicola