Un'azienda. una famiglia.
RIVOLUZIONE INDUSTRIALE PERSONALE
La Mia Trasformazione della Pellizzari
Prima della mia gestione, l'azienda di famiglia Pelizzari produceva macchine di piccole dimensioni come pompe, ventilatori e motori. La mia ambizione di creare macchine più grandi per l'industria, l'idraulica e l'elettromeccanica ha portato all'introduzione di mulini per zolfo con ventilazione e impianti di irrigazione apprezzati da Umberto di Savoia. Dopo essere subentrato, ho trasformato l'azienda in una Società per Azioni, rinnovandone struttura e logo. Ho introdotto queste innovazioni per passione personale, non per massimizzare il profitto.
LETTERE DI LEADERSHIP
La Mia Presenza e Passione nel Lavoro a Distanza
Questa è una tipica lettera che io ero solito scrivere ai miei collaboratori che lavoravano all’estero per far sentir loro la mia presenza e il mio supporto a livello decisionale visto che io fisicamente non potevo essere presente, volevo far sentire i miei delegati a loro agio nel prendere delle decisioni sapendo che io sarei stato d’accordo con loro e li avrei supportati, inoltre desideravo che in tutte le decisioni prese spiccasse un tratto della mia personalità e passione per questo lavoro. Piùprecisamente in questa lettera che ho scritto a Ferin chiedo di farmi portare i diversipezzi dei prodotti fabbricati per capire cosa era stato creato in modo da sentirmiparte del lavoro e essere sempre a conoscenza di tutto ciò che accade in mia assenza.
UN'EREDITÀ DI PASSIONE
Il Mio Impegno e la Crescita della Pellizzari
All'inizio della mia carriera, l'azienda contava circa 10 dipendenti, raggiungendo il picco nel 1956 con circa 2.700 lavoratori. Durante il discorso per il 50esimo anniversario dell'azienda Pellizzari, ho attribuito il successo ai miei dipendenti e collaboratori, riconoscendo la loro passione e impegno. Ho dedicato la mia vita al lavoro e al miglioramento dell'azienda, ereditata da mio padre, per devozione personale più che per guadagno economico. Il mio impegno è stato sempre apprezzato dai lavoratori che mi hanno sostenuto. Purtroppo, dopo la mia morte, non sono più riusciti a lavorare con la stessa efficacia.
RESISTENZA E RESILIENZA
La Pellizzari durante la Seconda Guerra Mondiale
Durante il periodo della seconda guerra mondiale sono stato costretto a spedire molti miei dipendenti all'estero per combattere. Per calmare la mancanza di questi uomini ho deciso di assumere donne e giovani lavoratori per continuare la produzione ormai diretta alla creazione di materiale bellico, per garantire alle famiglie uno stipendio e una sicurezza per mantenerle in questo periodo tanto difficile per loro. Purtroppo, i tedeschi avevano occupato la Pellizzari, molti miei collaboratori facevano parte dei numerosi gruppi antifascisti che si erano creati ad Arzignano; di fronte a questa situazione non ho mai proibito ai miei lavoratori di scioperare.
Anche mio figlio Antonio ha dimostrato una grande attenzione alle esigenze del nostro personale e delle loro famiglie.
Io, Antonio: erede di una forte Responsabilità Sociale
L'ORCHESTRA
La Scuola Musicale di Arzignano
Influenzato da Gramsci, Croce e dalla Bauhaus, da una parte seppi avviare la società sulla via dell’elettronica (grazie ai consigli dell’ingegnere Adriano Olivetti), dall’altra creai iniziative sulla base dell’idea della funzione sociale dell’arte. La Scuola di Arzignano, in particolare, nata nel 1952 accanto all’orchestra e al Conservatorio di musica per gli operai, i cui corsi erano diretti da Arrigo Pedrollo, era concepita come una libera università di arti pittoriche, cinematografiche, teatrali. Questo, ad esempio, sono io che dirigo l'Orchestra con tutta la passione che da sempre mi ha sempre contraddistinto.
GIUSTIZIA E UMANITÀ
La Mia Visione per la Pellizzari nel Dopoguerra
Nell'azienda di mio padre mi sono distinto con azioni coraggiose e innovative, mostrando una forte attenzione per l'umanità sofferente e lottando contro le ingiustizie. Sono stato etichettato come uomo di sinistra, sostenendo i poveri e assumendo persone incontrate per strada. Dopo la guerra, ho riassunto tutti i reduci, gli scampati dai campi di concentramento e i ritornati. Nonostante le difficoltà economiche, la Pellizzari raggiunse i tremila dipendenti, dimostrando abilità, specializzazione e impegno nel lavoro.
UN'AZIENDA PER TUTTI
Inclusione e Opportunità alla Pellizzari
"Se sono uomini competenti e utili all'azienda non capisco perché, scontata la loro pena, non debbano trovare un giusto lavoro".
Mitigai i rigori delle epurazioni assumendo nuovi tecnici che il Partito Comunista non voleva. Il mio era un pensiero aperto, infatti ero convinto che chiunque potesse lavorare nella mia azienda, l’unico requisito era la voglia di mettersi in gioco.
LA TAVOLA DELLE STATISTICHE
Il rendimento degli iscritti alla Scuola di musica
La mia idea di azienda si basava sulla crescita culturale e sociale dei miei dipendenti, per questo motivo creai la Scuola di Arzignano.
Volevo plasmare un moderno lavoratore che avesse piena coscienza delle proprie funzioni nella società, più di quanto non lo sia uno dei tanti intellettuali che hanno perso il contatto con la vita immiserandola nella loro arida tristezza. In questo istituto si apprendevano le arti della storia della musica, della letteratura, del cinema, delle arti figurative, del teatro, dell’architettura e del giornalismo.
La nostra attenzione occupazione
CRESCITA E INNOVAZIONE
Dal 1901 al 1955
Abbiamo fondato la nostra azienda, "A. Pellizzari & Figli", nel 1901, e da allora abbiamo visto una crescita costante fino al 1955. Nel corso degli anni, abbiamo ampliato le nostre attività in diversi settori, tra cui i molini da grano e da zolfo, le segatrici per legno e gli essiccatoi per bossoli. Il numero dei nostri dipendenti è cresciuto significativamente nel tempo, partendo da 10 nel 1901 e arrivando a 2.504 nel 1951. Un momento chiave è stato alla fine degli anni Venti, quando siamo stati chiamati dal Ministero della Marina italiana per equipaggiare le navi militari e civili. Questo ha portato ad un ulteriore aumento dell'occupazione e alla necessità di istituire un ufficio dedicato alle pratiche del personale.
RICONOSCIMENTI E RIORGANIZZAZIONE
Dal 1945 al 1959
Il 18 aprile 1945, con un rogito del notaio Pietro Cassina, abbiamo avviato la richiesta per i nostri dipendenti di riconoscimenti come la Stella al Merito del Lavoro e il Premio della Fedeltà al Lavoro. Nel 1953, abbiamo conferito la Stella al Merito del Lavoro a Celeste Sgaggero, mentre fino al 1955 il Premio della Fedeltà al Lavoro è stato assegnato a vari lavoratori, tra cui Alfredo Celadon, Umberto Bottazzi, Giuseppe Campanaro, Saverio Marchezzolo, Eliseo Concato, Luigi Bastianello, Antonio Falcipieri, Tullio Mattiello, Giovanni Nori, Sante Mai, Giulio Francesconi, Giovanna Meneghini, Domenico Sartori, e Gino Zami, Francesco Allegramente e Amalio Dani. Nel 1956 abbiamo raggiunto il nostro picco occupazionale con 2.736 unità. Successivamente, il 26 maggio 1957, abbiamo chiuso gli stabilimenti di Vicenza e Montecchio Maggiore, trasferendo tutto il personale nella nostra sede principale ad Arzignano. Infine, il 15 giugno 1959, abbiamo chiuso lo stabilimento di Lonigo, trasferendo il personale a Arzignano.