EDUCANDATO STATALE AGLI ANGELI DI VERONA
Palazzo Canossa
Palazzo Canossa si trova a Verona in Corso Cavour 44, a pochi passi dalla fortezza di Castelvecchio. Fu fatto costruire tra il 1530 e il 1537 da Ludovico di Canossa, vescovo di Bayeux, che apparteneva ad una delle più antiche e importanti famiglie nobili d'Italia, stabilitasi a Verona agli inizi del '400. Desiderava una sontuosa dimora in grado di esprimere il suo potere e di accrescere il suo prestigio: il progetto fu affidato all’architetto Michele Sanmicheli. Nato a Verona nel 1484, aveva avuto modo di studiare arte, architettura e fare molta esperienza a Roma, ove si era trasferito a vent’anni, dopo essere rimasto orfano. Tornato a Verona nel 1527, uno dei suoi primi lavori fu il restauro del Ponte Nuovo sull’Adige. Suoi anche i progetti delle monumentali porte della nostra città: Porta Nuova, Porta San Zeno e Porta Palio. Grazie a queste opere era diventato molto famoso, tanto che alcuni nobili signori di Verona gli chiesero di progettare i loro palazzi privati. Tra questi, il nostro Ludovico di Canossa che, nel 1530, gli commissionò il progetto del suo palazzo cittadino. Ludovico morì prima che il palazzo fosse pronto, ma da allora la famiglia dei Canossa risiede lì e ancora oggi ci vive un suo discendente L’Architettura. L'ingresso del Palazzo al pianterreno si apre su un atrio aperto alla cittadinanza con sedili frontali in pietra, che conduce al cortile affacciato sull'Adige. Notevole il portale d’ingresso al cortile, ornato con finissimi rilievi di armi e trofei. La facciata presenta tre grandi aperture ad arco, affiancate da due finestroni per ogni lato, che si ripetono più piccoli nel successivo piano intermedio (piano nobile) dove si trova il salone centrale. Nel Seicento il palazzo fu ingrandito con l'aggiunta delle due ali rivolte verso il fiume e nel Settecento fu coronato da una balaustra con otto statue mitologiche. Le statue sulla sommità della balaustra simboleggiano le arti, le scienze oppure le virtù. La prima statua a destra e la prima a sinistra sono due soldati riconoscibili dall'elmo e dallo scudo. La seconda statua a sinistra è una donna con una corona con un bambino e il modellino di un edificio: si tratta della personificazione dell'Architettura. Proseguendo verso destra c'è la statua di un'altra donna che porge un osso ad un cane. Potrebbe rappresentare la Fedeltà oppure potrebbe essere un richiamo alla famiglia che dà il nome al palazzo, i Canossa. La quarta statua da sinistra è un uomo vecchio che con uno specchio in mano guarda il riflesso di ciò che è alle sue spalle. È la Storia. E alla sua sinistra un altro uomo, con la barba e con lo scudo che dovrebbe essere il simbolo dell'Onore. La seconda e la terza statua da sinistra sono altre due donne, una sempre con un cane e l'altra ancora con un bambino. Il piccolo ha in mano una cornucopia, che generalmente è il simbolo di ricchezza e abbondanza. Sul soffitto del salone centrale il Tiepolo, nel 1760, dipinse l’affresco “Ercole che sale al tempio della Gloria”, distrutto con i bombardamenti della 2^ Guerra Mondiale. Gli interni furono nel tempo arricchiti anche con dipinti di Paolo Caliari il Veronese e di altri artisti italiani.
Palazzo delle Poste
Costruito negli anni '20 del Novecento in piazza Viviani, l’edificio manierista-barocco si inserisce nel solco della tradizione architettonica veronese. L’architetto realizzò l’opera sulle ceneri di alcune case scaligere. La targa in latino, che si legge all'esterno del Palazzo, sul lato dei giardini di piazza Viviani, conferma la nascita di un edificio pubblico, pagato dai cittadini, e ultimato nel 1930. Con il basamento in bugnato, l’eleganza di fregi, cornici e decori, la fine lavorazione degli elementi in ferro battuto, le due altane simmetriche e il protiro d'ingresso, la composizione manieristica evoca il prestigio tipico dei palazzi delle signorie. L’edificio è caratterizzato da un gran numero di finestre, che permettono la visione dall’interno dello storico panorama veronese che circonda il palazzo. L’ingresso all’edificio è costituito da un protiro con colonne doriche. Dall’ingresso si accede poi all'ampio salone dove spiccano ancora le sagome dei desueti sportelli postali. Il palazzo, usato precedentemente per l’attività postale, ora ospita dei magnifici appartamenti, da 70 a 400 mq, rivisti nei tagli e nella distribuzione per soddisfare le moderne esigenze di lifestyle, esaltando l’eleganza del passato senza rinunciare alla comodità contemporanea .
Palazzo degli Honorij
Il palazzo degli Honorij si trova in Piazza Bra a Verona . Venne probabilmente costruito nel 1555 , progettato da Michele Sanmicheli su commissione di Bonaventura degli Honorij. Il palazzo è stato dimora di alcune famiglie nobili veronesi , le più note sono : i conti di Guastaverza , i conti Sparavieri e i Baroni Malfatti. Dagli inizi del novecento , il palazzo venne utilizzato come un ristorante. Fa parte del progetto sanmicheliano il piano inferiore della facciata, con il portico che venne però completato dopo la morte dell'architetto insieme alla parte superiore della facciata, in cui il progetto potrebbe aver subito anche delle modifiche sostanziali. Si tratta dell'unico palazzo progettato a Verona dal Sanmicheli fornito di portico, composto da cinque imponenti archi bugnati, la facciata è infatti un mirabile esempio di prospettiva che allude alla classicità con il porticato a bozze marcate che richiamale possenti arcate dell'Arena e l'inserimento di teste nelle chiavi di volta, mentre il piano nobile, che si articola in ariosi poggioli e finestre, ne amplifica la grandezza. La costruzione del palazzo degli Honorii fu la prima di una serie di operazioni edilizie monumentali che nel tempo, dettero al Liston l'attuale assetto.
Palazzo Barbieri
Si trova nella parte est della Piazza Bra, a lato dell'Arena, è chiamato anche “Palazzo del Comune”, perché nel 1874 è diventato la sede del Municipio (Comune).
Prende il nome dall’architetto, Giuseppe Barbieri che lo progettò quando Verona faceva parte dell'Impero Austriaco; fu realizzato tra il 1836 ed il 1848 con la funzione di caserma militare austriaca: il nome originario è, infatti, “Gran Guardia Nuova”. E’ un edificio molto grande, che ricorda nelle sue forme un tempio romano con delle colonne e un grande frontone triangolare in cui è inserito lo stemma della città: una croce d'oro su uno sfondo blu. Questi sono oggi i colori della città di Verona.
La notte del 23 febbraio 1945, in uno dei più distruttivi bombardamenti della seconda guerra mondiale, palazzo Barbieri fu colpito e gravemente danneggiato. Nel dopoguerra fu velocemente ricostruito e ampliato, con la parte rotonda sul retro.
Al suo interno vi sono alcune sale in cui vengono conservate opere d'arte molto importanti: La SALA DI RAPPRESENTANZA, La SALA DEGLI ARAZZI e la SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE.
Come raggiungere
Palazzo Canossa
Palazzo delle Poste
Palazzo degli Honorji