E' la mattina del 7 ottobre 2023, Hamas attacca Israele con razzi lanciati da Gaza e intanto, alcuni miliziani palestinesi si dirigono verso il confine israeliano al fine di sottomettere alcuni territori a sud del Paese.
Il bilancio della giornata è di 1.200 morti e numerosi feriti.
Inoltre il numero di ostaggi nelle mani di Hamas il medesimo giorno è stato di 253 persone
Ma il governo israeliano non si arrende lancia una spedizione militare contro Gaza che causa più di 16.000 morti.
Striscia di Gaza
Dove: parte della Palestina che si affaccia sul Mar Mediterraneo. In particolare, una sottile striscia di terra di appena 360 km quadrati.
Abitanti: più di 2 milioni.
Dal 1967 al 2005 era controllata da Israele a livello militare, ma dal 2007 Hamas prende il controllo del territorio. Ciò causa un blocco:
Chiusura quasi totale dei valichi di frontiera
chiusura accessi via mare ed aerei
E perciò
80% della popolazione (a Gaza) vive grazie ai sostentamenti umanitari
Il tasso di disoccupazione costituisce il 50% della popolazione
La Cisgiordania
Nei mesi precedenti all’attacco di Gaza la tensione era già molto alta e riguardò anche la Cisgiordania (regione geografica situata ad est di Israele). Infatti il 4 luglio 2023 le truppe israeliane misero in atto una caccia all’uomo presso la città di Jenin sequestrando materiale militare (munizioni ed esplosivi) che causò 12 morti e circa 4000 profughi sfollati palestinesi.
Nella medesima occasione Israele bombardò due aree della Striscia di Gaza in risposta a cinque razzi inviati dalla stessa Striscia.
La riforma di Netanyahu
Verso la fine del 2022 si instaurò in Israele il governo guidato da Netanyahu. Quello in questione, però, è il governo più di destra della soria dello Stato ebraico.
Una delle prime decisioni approvate da Netanyahu è quella della legalizzazione di nove colonie israeliane in Cisgiordania (denunciate come illegali dalla comunità internazionale) e di costituirne di nuove. Inoltre il parlamento ha accolto una legge al fine di revocare la cittadinanza o il permesso di residenza a tutti coloro che sono condannati per terrorismo e a tutti coloro che ricevono sostegno dall'autorità palestinese.
Che cos'è Hamas?
Hamas è un movimento militare islamico che governa più di 2 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza.
Alcuni stati lo definiscono: ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA
Fondatore: Ahmed Yassin→religioso palestinese
1987: fondazione Hamas a Gaza
1988: Hamas si pone come obiettivo quello di distruggere Israele
1993: inizio attentati suicidi
2006: Hamas conquista Gaza, vincendo le elezioni
20017: Hamas accetta l’istituzione di uno stato palestinese provvisorio
Ma perché questa guerra?
La contesa tra Palestina e Israele prosegue ormai da molto tempo.
Nel 1920, una volta finita la prima guerra mondiale, fu firmato a San Remo l’accordo di contesa tra Francia e Gran Bretagna. La prima avrebbe avuto il mandato del Libano e della Siria, invece la seconda di Iraq e Palestina.
Durante il controllo britannico però, emigrarono in Palestina circa 500 mila ebrei. Questo causò un aumento delle tensioni.
Nel 1947, dopo la fine del mandato britannico, l'Onu cerca di porre fine alle tensioni con la riforma n. 181, con la quale si divide il territorio in due Stati, uno israeliano e uno palestinese.
Nel 1948 il leader israeliano Ben Gurion proclama la nascita dello Stato di Israele, ma i palestinesi non accettano la risoluzione che assegna agli israeliani il 60% delle terre.
Così, venuti a conoscenza della dichiarazione di indipendenza di Israele, gli eserciti di Siria, Egitto, Transgiordania, Iraq e Libano attaccarono lo Stato Ebraico. A causa del conflitto rimasero di possesso egiziano e palestinese solo la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Una conseguenza di ciò fu la migrazione di 700 mila palestinesi.
L’esercito israeliano arrivò a conquistare anche la Striscia di Gaza, ma poco dopo venne attaccato inaspettatamente da Siria ed Egitto. Anche se fu una guerra che non determinò particolari cambiamenti territoriali.
Nel periodo successivo cessarono i conflitti e nel 1993 vennero firmati gli accordi Oslo, secondo i quali Palestina e Israele si riconobbero come interlocutori. Nonostante questo la tregua ben presto terminò. Infatti nel 2000 scoppiò la Seconda Intifada (contro l’esercito israeliano).
In tutto il mondo si stanno tenendo rivolte e proteste contro la guerra, chi parteggia per una nazione e chi per un'altra o chi è semplicemente contrario al conflitto. Detto ciò, giusto o sbagliato che sia, dobbiamo sempre ricordare che una qualsiasi guerra è portatrice di tragedia e sofferenza, non di ricchezza o di gloria, ma di puro dolore. Molte sono le famiglie costrette a vivere nel terrore e a scappare dalla propria casa per poter sopravvivere e tanti altri sono i bambini ingiustamente morti per un conflitto sicuramente non scelto da loro. Forse non possiamo fare molto per impedire il proseguimento di questa lotta sanguinosa, ma possiamo riflettere e renderci conto di ciò che sta accadendo veramente per evitare di commettere le medesime ingiustizie, per evitare di perdere la nostra libertà, per evitare che l'uomo continui a distinguersi per le sue atrocità e la sua indifferenza di fronte a tanta agonia.