Nicolò d'Este lascia la sua amante Stella dell'Assassino, dalla quale ha avuto un figlio, Ugo, per legarsi a Parisina Malatesta. Stella, che odia la rivale, cerca in tutti i modi di alimentare questo sentimento nel figlio, che pur amando la madre, non può sottrarsi alla passione per Parisina.
Dopo aver respinto i predoni di Schiavonia, Ugo incontra Parisina che, non riuscendo a resistere alle sue offerte, gli si concede.
I due amanti vivono segretamente la loro relazione ormai da un anno, ma Parisina è inquieta: sente di rivivere la sfortunata vicenda di Francesca da Rimini, e teme una delazione. Una notte, Nicolò, giunto improvvisamente nella camera, sorprende i due amanti e li condanna entrambi a morte.
Mentre Ugo e Parisina sono imprigionati ed attendono la loro fine, giunge Stella; ma Ugo non l'ode più. Avvolti dal fuoco della loro passione e dallo spirito del sacrificio, i due amanti offrono il capo al carnefice, che può ucciderne solo i corpi.
Parisina
ATTO PRIMO:
L’opera si apre con una breve introduzione strumentale e vocale che la colloca in un contesto rinascimentale. Il palazzo degli Estensi sull’isola del Po è, infatti, il teatro di questo primo atto che, dopo una breve introduzione strumentale, si apre con il lamento della Verde, dama di compagnia di Parisina. Subito dopo quattro cori a cappella, che intonano uno strambotto sull’amore carico di simbologie decadenti, si intuisce l’essenza del dramma, costituita dalla sintesi di amore e morte. Ugo d’Este è impegnato in una sessione di tiro con l’arco, ma sbaglia facilmente il colpo, perché probabilmente turbato.
Mentre si sente un coro in lontananza, Aldobrandino ed Ugo restano soli sul proscenio discutendo sul turbamento che sembra agitare il secondo e che, a suo dire, è l’espressione della gioia che percorre la sua anima. Anche la madre di Ugo, Stella dell’Assassino, nota nel comportamento del figlio questo stesso turbamento, e in un lungo colloquio-duetto, cerca di comprenderne la ragione. La donna vorrebbe, inoltre, trovare nel figlio un alleato contro Parisina, che le ha sottratto l'amante, Nicolò d’Este, padre di Ugo. Il coro delle Fanti introduce l’ingresso di Parisina producendo un immediato turbamento in Ugo che vorrebbe fuggire di fronte alla matrigna, dalla quale si sente irresistibilmente attratto. Stella prorompe in una violenta invettiva contro Parisina. Un Villereccio strumentale e una Pastorale vocale, intonata da un coro a cappella, introducono Nicolò d’Este, del tutto ignaro di quanto stia avvenendo. Si rivolge alla donna amata che lamenta il comportamento ostile di Stella, e ad Ugo che, ancora visibilmente turbato, decide di andar via, in cerca di pace. Un malinconico coro di Fanti, a cui risponde un violoncello solista, conclude l’atto.
ATTO SECONDO:
Nel secondo atto la scena si sposta all’interno del Santuario di Loreto, dove il suono dell’organo introduce una semplice Ave Maria intonata da Tre Donzelle alle quali, poco dopo, risponde un coro maschile. All'interno del Santuario Parisina è alla ricerca di conforto nella fede e aiuto da parte della Madonna, alla quale offre dei doni. Mostra, invece, il turbamento della sua anima attraverso una scrittura che indugia nel registro medio-grave della sua tessitura esprimendo così il peso che la opprime interiormente. In questo momento non è capace dello slancio con cui la Verde, con lei nel Santuario, inneggia all’amore accompagnata dall’arpa, mentre la ripresa dell’Ave Maria, produce un contrasto stridente tra il luogo di culto e Parisina, presa da pensieri mondani e, soprattutto da quello della morte per amore. Il suono di alcune buccine annuncia l’ingresso di Aldobrandino ed Ugo d’Este, il quale, da vero tenore eroico e reduce dalla battaglia che lo ha visto vincitore contro i corsari, si presenta con un grido di Vittoria. Nel frattempo un coro intona in latino una Salve Regina ricordando il luogo in cui si sta svolgendo l’azione. Nel lungo duetto si apprende che Ugo, le cui ferite reali simboleggiano quelle d’amore che hanno piagato anche Parisina, avrebbe fatto un voto alla Madonna, promettendo di combattere in suo nome, per avere in cambio l’amore della sua matrigna. Costei, attratta dall’eroismo dell’uomo, nel momento in cui questi racconta l’infuriare della battaglia, lo respinge. In seguito, in un passo concitato, chiedendogli di combattere contro l’insana passione identificata con il Nemico, personificazione di una forza che invade l’uomo. In stridente contrasto con l’infuriare delle passioni un coro riprende la Salve Regina cercando di riportare la situazione scenica all’innocenza che il luogo sacro dovrebbe ispirare; ma il concitato intervento di Parisina, a cui Ugo risponde con presagi di morte, impone di nuovo il dramma. Nonostante il luogo sacro, i due si abbracciano e si baciano appassionatamente e come recita la didascalia: L’uno accanto all’altra, senza disgiungere le labbra e le braccia, s’allungano nel letto dell’ombra per giacervi e morire. Mentre i due si amano, l’orchestra riprende alcuni temi caratteristici dell’atto in una commistione di sacro e profano che assume contorni misteriosi, con cui si conclude l’atto.
ATTO TERZO:
Nella sua stanza, all’interno del palazzo Belfiore, Parisina è ormai completamente sconvolta e, nella sua mente non più lucida, immagina in una lunga scena di rivivere la tragedia di storiche amanti infelici, come Isotta o Francesca da Rimini. Qui nella parte orchestrale un tema ascendente con intervalli cromatici di vaga ispirazione wagneriana rappresenta la passione che sconvolge la donna. Giunge Ugo visibilmente tormentato che dà vita, insieme alla donna ad un lungo duetto. Parisina, ormai sconvolta dall’amore, intona un inno alla notte e subito dopo in una pagina estremamente tenera, chiede al suo Ugo di rapirla e di condurla nella foresta, come Isotta la Bionda, con la quale la donna sembra ormai totalmente essersi identificata. Su alcuni accordi dell’arpa, Parisina intona un canto adatto all’atmosfera medievale evocata dalla leggenda di Isotta. Nel mentre un flauto solista sembra dar voce ad un usignolo, verso che la donna immagina di ascoltare nella foresta, dove spera di essere trasportata dall’uomo amato, il quale risponde con tutta la sua passione. Un inquietante accordo di mi bemolle minore infrange, però, il sogno che i due amanti stanno vivendo. La Verde, infatti, annuncia che sta per arrivare Nicolò il quale, insospettito dal comportamento della dama di compagnia, entra senza indugi nella stanza alla ricerca dell’amante di Parisina. Dopo una ricerca concitata Nicolò scopre l’identità dell’uomo che si intratteneva con la propria moglie e resta talmente sorpreso nel riconoscere Ugo, che, inizialmente, non riesce quasi più a cantare. Solo dopo, nel colmo della disperazione, dà sfogo ai suoi sentimenti attraverso un lirismo franto e angoscioso. Non più tremante, Parisina attribuisce a se stessa la colpa di quanto avvenuto, cercando di scagionare Ugo il quale, con gli empiti tipici del tenore eroico, si assume la responsabilità del tradimento. Per i due amanti la condanna è già scritta e viene pronunciata in tono oracolare da Nicolò, mentre i due amanti si chiamano reciprocamente in un indissolubile legame di amore e morte.
Parisina e Ugo
Scoperta del tradimento di Parisina e Ugo
ATTO QUARTO:
Nelle tetre segrete della Torre del Leone, dove sono rinchiusi Parisina e Ugo, cupi violoncelli sembrano disegnare quel luogo pieno di dolore. I due, che hanno quasi perduto la cognizione del tempo, si abbandonano ad un romantico duetto, nel quale i suoni acuti degli strumenti proiettano Parisina ed Ugo in un mondo spirituale lontano dalla triste materialità. Un lirico tema, che sembra rappresentare l’amore che lega ormai i due amanti, conclude il duetto. Nelle segrete giunge Stella per confortare il figlio, ma non ricevendo risposta da Ugo, disperata e in preda a una profonda agitazione, prima si scaglia contro Parisina, poi, la prega perché glielo renda per un momento affinché possa piangere su di lui. Parisina risponde serena, in una scrittura intrisa di tenero lirismo su un semplice accompagnamento accordale che sembra mettere a nudo l’animo della donna, dicendo che non è lei ad avvincerlo. La donna alla fine chiama Ugo perché egli risponda alla madre, ma l’uomo, che sembra ormai distaccato da tutto, sente solo le sue sofferenze. Ormai è giunto il momento dell’esecuzione per Ugo che muore gridando il nome di Parisina.