Pietro Mascagni è un compositore e direttore d’orchestra nato a Livorno nel 1863. Figlio di un fornaio, presto nella sua vita intraprende gli studi classici al Ginnasio di Livorno. Inizia allora a cimentarsi con le prime composizioni, e comincia gli studi di pianoforte. Segue per anni gli studi di questi due strumenti musicali, introducendo poi anche lo studio del violino e del contrabbasso, di alcuni strumenti a fiato oltre alla dedizione alla scoperta dell’armonia , del contrappunto, della fuga e della storia della musica.
Mascagni ha successo negli studi ed in teatro, dove, mettendo in opera In Finlandia e Alla gioia, convince il padre a consentirgli di seguire gli studi musicali, rispetto a quelli di legge che voleva imporgli. Irrequieto ed ostile alla rigidità dei professori, nel 1855 decise di interrompere i suoi studi per unirsi a compagnie di operetta. Con queste gira l’Italia, finché non abbandona la compagnia di Scognamiglio e Maresca per stabilirsi con la moglie Lina, incinta del primo figlio.
Inizia in questo periodo la sua carriera di direttore della Filarmonica e vinse nel 1889 il premio dell’editore Sonzogno, per una sua opera, e ottenne fama. Diventato direttore del Conservatorio è però costretto ad abbandonare la carriera a causa dei continui viaggi anche internazionali. Trascorre gli ultimi anni della sua vita a Roma dedicandosi all’organizzazione di spettacoli teatrali.
La sua morte avviene in silenzio nel 1945, ma è solo nel 1951 che la sua salma viene solennemente condotta nella sua cittá natale.
La Parisina per Mascagni e per D'Annunzio
Parisina è l'opera più importante ed ambiziosa di Mascagni, scritta nel 1903, poiché rappresenta il più ambizioso tentativo di approccio dell'autore alla cultura ufficiale e moderna.
Nei confronti della cultura l’autore ha sempre avuto un atteggiamento contraddittorio, da una parte c'era l'intuizione della superiorità della cultura viva, radicata; accanto conviveva un radicato complesso d'inferiorità nei confronti delle «persone colte». Questo complesso di inferiorità fece sì che Mascagni tentasse l'approccio alla cultura proprio attraverso D'Annunzio, il poeta più disponibile ad esperienze teatrali e musicali. Per questo il poeta è colui che scrive il libretto tratto dal poema omonimo di Lord Byron.
È errato dichiarare che la soggezione a D'Annunzio fece sì che Mascagni, in Parisina, trovasse un senso dell'autocritica che gli era mancato in ogni altra occasione, e un'insolita elevatezza di ispirazione. Parisina è un'opera figlia di Mascagni che contiene lo stesso peso determinante dell'ambiente sulle vicende individuali, stessa sensibilità per l'aspetto fisico delle situazioni (sole od oscurità, caldo o freddo, serenità o tensione), stessa propensione alla caratterizzazione mediante archetipi musicali (il canto gregoriano dei pellegrini).
La collaborazione con D'Annunzio ha uno grande spessore, anche se i meriti musicali di Parisina non vadano attribuiti al poeta: a qualunque pagina si apra lo spartito ci si imbatte in una grande musica.
I drastici tagli che l'opera esigerebbe sono dovuti al fatto che D'Annunzio non perse l'occasione di rifinire particolari non traducibili musicalmente.
L’opera però fu infelice per Mascagni, non ebbe successo e segnó anche la fine del rapporto continuativo col poeta, vi apportò dei tagli, eliminando addirittura l'intero ultimo atto.
Tuttavia, Parisina rimane una delle opere più ricche di invenzione musicale. Essa è emblematica perché costituisce il più importante sforzo di inserimento del melodramma nella cultura ufficiale. L’operazione di avvicinamento tra musica e cultura era affetta dal vizio d'origine del tentativo di strumentalizzazione della prima da parte della seconda: di qui lo scarso successo di Parisina, che finì per dispiacere a tutti e per ispirare una non infondata diffidenza.
Gabriele D'Annunzio
Gabriele D’Annunzio nasce a Pescare nel 1863, adottato dallo zio benestante per motivi economici della famiglia ne eredita il cognome. Grazie al patrimonio dello zio può accedere ad una formazione d’eccellenza, dove si distingue sia negli studi sia nelle attività sportive.
Nel 1879 scrive la prima opera “Primo Vere”, raccolta di poesie. Personaggio molto eccentrico che per riuscirete successo letterario inscena il suo suicidio, scrivendo lui stesso i necrologi e presentandosi poi al suo stesso funerale
Personaggio riconosciuto per l’ideazione dello slogan “vittoria mutilata”, creato dopo il fallimento dell’Italia nella conferenza di pace di Parigi, dove l’Italia fu ingiustamente “punita” nelle sue richieste nonostante fosse uno degli stati vittoriosi della prima guerra mondiale.
Per questa ragione D’Annunzio è conosciuto a livello storico per la sua impresa di Fiume, dove con il suo esercito di legionari assediò la città dichiarando sotto dominio italiano.
La poetica di D'Annunzio può essere articolata in diverse fasi, che corrispondono alle tappe di una ricerca del ruolo dell'intellettuale nella civiltà borghese moderna. A differenza delle avanguardie dei futuristi, per D’Annunzio la bellezza è l’unico valore fondamentale e questa ha radici solo nel passato. Tutto parte dal passato per poi essere proiettato nella realtà.