L'opera Madama Butterfly coglie alcuni suoi aspetti dal romanzo di ambientazione giapponese Madame Chrysanthème.
Madama Chrysanthème o Kiku-san La moglie giapponese fu pubblicato per la prima volta nel 1887 da Pierre Loti: scrittore francese, membro dell'Académie française, e allo stesso tempo ufficiale di marina, i suoi viaggi furono di ispirazione per numerosi romanzi.
L'opera di Madame Chrysanthème parla di un marinaio originario della Francia, che approda a Nagasaki con l’intento di trovare una giovane moglie che possa attenuare la sua solitudine e permettergli di dimenticare i lunghi viaggi in mare. Il marinaio desidererebbe una donna creata sul modello degli stereotipi europei, più simile a un giocattolo che a un essere umano dotato di volontà e sentimenti, ubbidiente , quieta e capricciosa. Durante un incontro organizzato da un sensale di matrimoni, il marinaio incontra per caso Crisantemo (Kiku in giapponese), che viene ceduta dalla famiglia in cambio di un decoroso compenso. L’esaltazione per il matrimonio terminò in pochi giorni, in quanto il francese non sopportava la fanciulla, le sue abitudini e l'intera cultura nipponica. I valori, le virtù e i difetti nipponici vengono così costantemente rovinati, mal compresi e più di una volta denigrati dal protagonista, spesso immerso in pregiudizi e rimpianti.
Quest’opera è stata tra le fonti d’ispirazione della Madame Butterfly di Puccini, soprattutto perché fornisce un quadro politically incorrect di come molti europei guardavano all’arcipelago giapponese e ai suoi abitanti sul finire del diciannovesimo secolo, a pochi decenni dall’apertura della nazione asiatica all’occidente.
Rappresentazione di Madama Butterfly
Locandina autentica di un'esecuzione dell'opera al Teatro alla Scala di Milano.
La prima esecuzione dell'opera "Madama Butterfly" di Giacomo Puccini ha avuto luogo a Milano al Teatro alla Scala in data 17/02/1904.
Il Teatro alla Scala, di cui il vero nome è Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala, sorse sulle ceneri del del Teatro Regio di Milano, distrutto da un grande incendio nel 1776, e deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria alla Scala, che venne demolita appositamente.
L’opera venne commissionata dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, che allora risiedeva sul territorio milanese, a Giuseppe Piermarini, a cui fu affidato il compito di far sorgere il nuovo teatro nell'area della soppressa chiesa di Santa Maria della Scala. I lavori vennero finanziati dall'aristocrazia milanese che considerava il teatro un luogo privilegiato ed elitario: nella seconda metà del Settecento il teatro, similmente a quello greco, doveva essere un edificio pubblico prestigioso per la città e destinato ad eventi di valore educativo, ma al contempo un luogo simbolico ed educativo rivolto non all'intera comunità, bensì riservato alla mondanità aristocratica e alto borghese delle classi dominanti.
La costruzione fu realizzata in tempi molto rapidi, tra il 1776 e il 1778 grazie al contributo dei 90 proprietari di palchi del Regio andato in fumo. All’epoca non esisteva la piazza davanti alla facciata (oggi Piazza della Scala) e dato che l’area era angusta per la presenza di vecchi palazzi, Piermarini studiò il porticato ad archi per dividere il passaggio delle carrozze da quello dei pedoni. Il 3 agosto 1778 avvenne l’inaugurazione: in scena L’Europa riconosciuta, di Antonio Salieri.
Venne distrutto dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale nel 1943 e fu ricostruito nel 1946. Tra il 2002 e il 2004 subì un importante intervento di restauro.
La prima assoluta di Madama Butterfly non ebbe in realtà alcun successo, pertanto Puccini revisionò la partitura e ripropose l’opera a Brescia tre mesi dopo (28 maggio), riscuotendo un grande successo. Non soddisfatto, Puccini modificò nuovamente la partitura, anche se non arrivò mai a una versione “definitiva”.
Una delle più importante modifiche consiste nella scena del suicidio di Butterfly, drammatica e profondamente scenica, dove il musicista racchiude il senso ultimo del dramma d'amore.
In realtà Puccini si è sentito costretto a intervenire radicalmente nella prima versione per assicurarsi il successo, poiché egli la considerava ben fatta. Egli manifestò in una lettera del 1920 a Giulio Ricordi la sua amarezza e il timore di non poter vedere la “sua Butterfly” come lui l'aveva realizzata.
Nel 1981 Ricordi commissionò al musicologo Julian Smith, la ricostruzione delle parti rimosse da Puccini.
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Locandina rappresentativa della mostra a Milano realizzata dall'Archivio Ricordi in collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano per la stagione 2016/2017. La mostra al Museo Teatrale ha ripercorso le tappe principali della storia di Madama Butterfly inclusi alcuni allestimenti storici, a partire dal primo del 1904.