LUIGI ILLICA
Luigi Illica è stato un commediografo e librettista italiano, nato il 9 maggio del 1857 a Castell'Arquato, nei pressi di Piacenza e vissuto fino al 16 dicembre del 1919.
Nella sua vita si dedicò al teatro scrivendo varie commedie e a partire dal 1892, intraprese la strada dei libretti d'opera. Illica è uno tra i principali librettisti dell'epoca post-verdiana, Nella sua carriera lavorò per Giacomo Puccini, Alfredo Catalani, Umberto Giordano e molti altri musicisti.
I suoi libretti sono un fedele specchio della cultura letteraria del tempo e delle correnti che la percorsero. Nell'attività di librettista fu di particolare rilievo l'incontro con Giuseppe Giacosa con il quale scrisse i suoi libretti più famosi, tutti di opere pucciniane: La bohème, Tosca, Madama Butterfly.
GIUSEPPE GIACOSA
Giuseppe Giacosa è stato un drammaturgo, scrittore e librettista italiano vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento: nato a Colleretto Parella il 21 ottobre 1847 e morto il 1º settembre 1906 nello stesso luogo.
Giacosa si avvicina e si interessa al dramma di ambiente borghese, infatti, si può affermare che quest’ultimo sia stato influenzato dalla corrente del naturalismo e dalla commedia francese.
Si fa interprete dell’inquietudine e del disagio del mondo borghese analizzandolo tramite le sue rappresentazioni, dalle quali verrà svelato il dramma attraverso la descrizione accurata degli ambienti.
La carriera di librettista di Giacosa si può ricondurre all’attività di collaborazione con Luigi Illica: i due lavorarono per conto di Giacomo Puccini, principalmente per le opere La bohème, Tosca e Madama Butterfly.
Giacosa, nello sviluppo drammatico dell’opera, si concentra maggiormente nella stesura e creazione di momenti lirici e nella versificazione della trama prodotta da Illica: è di certo il più astuto e pratico nei confronti dei meccanismi del teatro musicale.
Il mondo creativo di Puccini è sicuramente adatto e nelle corde del librettista Giacosa, grazie all’inclinazione di quest’ultimo verso il naturalismo e la sua sensibilità nei confronti delle figure femminili.
Per Puccini e Illica, Giacosa, è un punto di riferimento importante nell’elaborazione di un libretto: Puccini lo definisce “Buddha” perché risolve i dissidi tra i suoi collaboratori e possedeva un grande equilibrio.
La morte di questo autore pone fine ad una grande collaborazione: Puccini non accetta di essere affiancato da nessun altro letterato.
Illica e Giacosa