Durante i primi incontri abbiamo parlato insieme e studiato diversi problemi legati alla Colonizzazione e alle condizioni di Marte.
Visti video e ascoltato alcune proposte dei professori siamo rimasti affascinati dalla presenza di un'alga nella nostra laguna e che in alcune università comincia ad essere studiata viste le sue proprietà: l’Alga Ulva.
Ma quali particolarità hanno? Che tipo di esseri viventi sono? Quali caratteristiche hanno? Possono essere utili per l’ambiente? Perché adesso cominciano ad essere studiate?
Queste sono alcune domande che abbiamo cominciato a farci, per trovare delle risposte siamo andati a circa 43 km da Udine, alla Riserva Naturale di Marano Lagunare.
Ecco alcune foto della nostra esperienza in Riserva.
Lo scorso 21 dicembre, noi del gruppo degli Affogati al Cioccolato ci siamo recati alla Riserva Naturale di Marano per trovare alcune risposte alle domande che ci eravamo posti.
In riserva abbiamo conosciuto due esperti, Daniele e Marcello, che ci hanno accompagnato nella visita.
Inizialmente ci hanno portato all’interno dell’acquario lagunare dove ci hanno mostrato quali animali marini ospitava la laguna, sia marini sia volatili.
Abbiamo scoperto che la laguna ha diverse specie al suo interno: dai fenicotteri, alle anatre, dalle ombrine ai cefali.
Inoltre, i due esperti ci hanno spiegato che in questi anni, a causa del cambiamento climatico si sono diffuse all’interno dell’habitat anche specie non autoctone, cioè che non fanno parte di questo ambiente naturale come la nutria, il gambero della Luisiana, la tartaruga dalle orecchie rosse (in acque dolci) e il famosissimo granchio blu.
In particolare il granchio blu è pericoloso per i crostacei che si trovano in laguna perché è molto aggressivo.
Sempre a causa dell’innalzamento delle temperature c’è stato un aumento della proliferazione delle alghe in laguna, il che non è molto positivo perché impedisce una corretta ossigenazione delle acque.
L'alga Ulva è comunemente nota come lattuga di mare, è una macroalga verde presente in abbondanza nella laguna di Marano.
È un organismo versatile con un alto potenziale per la bioremediation (filtrazione dell’acqua) e come fonte di nutrienti. Abbiamo scoperto che ha proprietà fitodepurative ed è un’ottima fonte proteica.
Dopo l’iniziale spiegazione abbiamo aiutato a sfamare i pesci dell’acquario e qui abbiamo scoperto che già si utilizza parzialmente l’alga disidratata perché ricca di proprietà nutrienti. Nella foto qua sotto eccoci mentre aiutiamo a sfamare i cefali!
Successivamente siamo usciti nella zona vicino alla chiusa che divide la laguna dal mare aperto e abbiamo prelevato diversi tipi di acqua: salata marina, salmastra di laguna e dolce di fiume.
Abbiamo anche prelevato dei campioni di alga Ulva con l’intenzione di provare a farla crescere nel nostro laboratorio di scienze a scuola.
Ecco cosa abbiamo scoperto dalle misurazioni che abbiamo raccolto:
-> ACQUA DI MARE
Salinitá = 1019 mg/l
-> ACQUA DI LAGUNA NELLA RISERVA
Salinitá = 1008 mg/l
-> ACQUA CON ALGA LENTICCHIA (altera la salinità)
Salinitá = 1000-1004 mg/l
È stata un'esperienza davvero bella e istruttiva. Abbiamo capito molte cose in più sull’Ulva e compreso l'impatto della sua crescita incontrollata, un problema che richiede attenzione.
Che bell'esperienza nella Riserva della Laguna di Marano! Abbiamo scoperto che il suo è un ecosistema fragile e che va costantemente monitorato!
Oltre alla gita abbiamo coltivato dei campioni di alga Ulva, in classe, in diverse condizioni: alla presenza di luce e ossigeno, priva di luce e in presenza di luce ma priva di ossigeno.
Inoltre abbiamo fatto alcuni esperimenti assieme al professore di scienze dove abbiamo scoperto alcune cose interessanti come:
alla fotosintesi, quindi l'assorbimento di CO2 e liberazione di O2 durante il giorno e l'effetto sul pH dell'acqua di mare (quindi un altro servizio ecosistemico oltre la purificazione dell'acqua, supporto nel combattimento all'acidificazione degli oceani); la liberazione di O2 porta ad un abbassamento dell’acidità come dimostrato dall’esperimento;
l’alga assorbe nutrienti (soprattutto azoto e fosforo) e minerali (che possono essere anche metalli pesanti quando disponibili nell'ambiente);
la luce, la temperatura e la salinità influiscono nel tasso fotosintetico quindi anche questi parametri vengono mantenuti simili a quelli registrati nel sito di raccolta in laguna.
Qua a lato una foto dei nostri esperimenti e dell’Alga che abbiamo raccolto e portato in laboratorio prima di inserirla nel Vassoio di germinazione.
L’alga sembra crescere meglio a temperature ridotte sotto i 10 gradi.
Abbiamo creato 3 prove con 3 quantità diverse con ferro minerale, ferrochelato e polvere di magnetite. Abbiamo anche un campione di confronto
Il ferro minerale non si scioglie e non viene assorbito.
Il ferrochelato anche in piccole dosi è subito assorbito ma poi l’alga riduce la fotosintesi, il ph scende e la pianta muore.
Con la polvere di magnetite invece il ferro viene assorbito, la foglia diventa rossa e la fotosintesi rimane costante quindi riesce a digerirla.
Nel corso dell’esperienza abbiamo pure misurato ogni settimana:
La crescita delle alghe è variata nel tempo, la prima settimana l’indice di crescita era del 10 %, la seconda settimana era il 15%, ma poi è calata al 3%, questo è dovuto al fatto che il controllo, il campione “standard”, è stato conservato all’interno, un ambiente con una temperatura media di (19 C°.) e invece per esempio il campione lasciata fuori, a una temperatura inferiore ( da 0 a 13 C° e più ) non ha riscontrato problemi nella crescita.
7 il ph prima settimana, 7 seconda, 8 terza, 7/8/9 dell’acqua dei vari vasi con le alghe e abbiamo notato che il ph anche in molte situazioni diverse non cambia tanto, è sempre stato sul 7/8 quindi neutro . Però abbiamo notato che nel vasetto con le alghe al buio il ph è leggermente minore perché non potendo fare fotosintesi non può consumare l’ossigeno e la CO2 rende l’acqua più
acida.
Peso: nel corso dell’esperimento abbiamo pesato le alghe ogni settimana e abbiamo notato che va a "braccetto“ con la percentuale di crescita, infatti la prima settimana la crescita è stata di 50.9g su un peso iniziale di 478,0g. La seconda settimana era di 59,67 g su 482g
Come sperimentazione abbiamo provato l’assorbimento di azoto e abbiamo notato che nelle diverse condizioni l'alga ulva riesce e può assorbire azoto in forma di ammoniaca, in chimica anche detta NH3
Dopo aver studiato l’alga, abbiamo scoperto alcune sue potenzialità e immaginato alcuni suoi utilizzi in diversi campi.
Ulva come integratore alimentare:
L'Ulva è ricca di proteine, vitamine, minerali e antiossidanti. Può essere consumata fresca, essiccata o trasformata in integratori alimentari. Il suo alto contenuto di iodio la rende particolarmente utile per la salute della tiroide.
Ulva come assorbitore di Ferro e sensibile ai campi magnetici
Ulva coltivata da remoto dalla Terra con progetti di robotica
Abbiamo immaginato che per la raccolta dell’alga possa essere utile l’applicazione robotica.
Monitoraggio della crescita dell'Ulva: Robot dotati di sensori (ad esempio, sensori di luce, temperatura, pH e ossigeno disciolto) e di una telecamera possono essere utilizzati per monitorare la crescita dell'Ulva nelle vasche di coltura o in laguna. I dati raccolti possono essere inviati a un sistema di controllo basato su Arduino per regolare le condizioni di crescita (illuminazione, nutrienti, ecc.).
Raccolta automatizzata: Bracci robotici possono essere utilizzati per raccogliere l'Ulva in modo selettivo, evitando di danneggiare altre specie.
Controllo della qualità: Sistemi di visione artificiale possono essere utilizzati per analizzare la qualità dell'Ulva, identificando eventuali contaminanti o malattie.