di Lin Jingyu e Chi Yi Yi, 5A AFM
Educazione sessuale a scuola: l'Italia non può più rimandare
In Italia, una silenziosa rivoluzione sull'educazione affettiva e sessuale sta nascendo tra i giovani.
Recentemente, la classe 5A della nostra scuola ha vinto un concorso nazionale intitolato Giornata di formazione a Montecitorio scrivendo una proposta di legge recante una relazione introduttiva, suddivisa in articoli, accompagnati da una presentazione multimediale nonché da una bibliografia/sitografia.
Il tema scelto non riguardava l'economia o la sicurezza, ma un argomento da tempo dimenticato: l'educazione affettiva e sessuale. Questa vittoria non è stata casuale. È nata da un silenzio imbarazzante in classe e da una domanda che non si può più ignorare: nell'Italia del XXI secolo, perché manca ancora una legge nazionale e obbligatoria sull'educazione affettiva e sessuale?
Situazione attuale e criticità
Oggi in Italia l'educazione sessuale è frammentaria e disomogenea. A differenza di molti paesi europei come la Svezia, la Germania, dove la insegnano già dalla scuola primaria, l'Italia non ha ancora una legge nazionale che la renda obbligatoria. Le iniziative attuali dipendono dalla volontà delle singole scuole o dai progetti locali. Di conseguenza, i contenuti cambiano da una regione all'altra e spesso sono limitati al solo aspetto biologico, senza parlare di emozioni, relazioni e psicologia.
Questa mancanza di uniformità ha conseguenze gravi. Molti adolescenti non ricevono informazioni scientifiche adeguate alla loro età e cercano risposte su internet o nella pornografia, sviluppando così idee sbagliate sulla sessualità. I dati parlano chiaro: circa il 22% delle donne italiane afferma di aver finto l'orgasmo per vergogna o ansia da prestazione sessuale . Questo fenomeno mostra quanto molte persone siano in difficoltà quando si tratta di conoscere il proprio corpo. Inoltre, la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, delle gravidanze precoci e della violenza di genere non può essere efficace senza un programma stabile e obbligatorio.
La necessità di una legge
Per colmare questo grande vuoto legislativo, è nata la nostra proposta di legge che vuole rendere obbligatoria l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole. L'idea di base è chiara: solo una legge nazionale può stabilire standard comuni, garantire la continuità dell'insegnamento e superare le disuguaglianze tra le diverse regioni italiane.
Questa proposta non si limita a parole generiche, ma offre un piano dettagliato. Prevede 10 ore all'anno per la scuola primaria, 15 ore per la scuola secondaria di primo grado e 20 ore per la scuola secondaria di secondo grado. Gli argomenti non riguardano solo lo sviluppo del corpo e la pubertà, ma anche la gestione delle emozioni, il consenso nelle relazioni, le disfunzioni sessuali, l'abuso di farmaci o sostanze (come i rischi legati al chemsex) e come trovare aiuto nei servizi sanitari locali. L'obiettivo è formare giovani consapevoli del proprio corpo, emotivamente maturi e capaci di relazioni rispettose, per prevenire comportamenti violenti sempre più frequenti nella società.
La collaborazione tra scuola ed esperti
Per garantire un insegnamento di qualità, la proposta di legge sottolinea l'importanza di coinvolgere professionisti qualificati: psicologi, sessuologi, educatori professionisti e assistenti sociali. Le scuole possono collaborare con questi esperti. Inoltre, ogni scuola deve aprire uno sportello di ascolto psicologico dedicato ai temi della sessualità, dell'affettività e dell'identità personale.
Sul piano delle conoscenze scientifiche, la proposta vuole chiarire alcuni fatti importanti. Per esempio: il clitoride è l'unico organo del corpo umano dedicato esclusivamente al piacere femminile, eppure molti ragazzi e ragazze non sanno nemmeno dove si trovi. Oppure: le disfunzioni sessuali colpiscono il 43% delle donne e il 31% degli uomini, e sono spesso legate ad ansia e depressione. Parlare di questi temi a scuola aiuta a rompere il silenzio e la vergogna, e a costruire un linguaggio basato sul rispetto e sulla scienza.
Dalla simulazione alla pratica : la visita a Montecitorio
Questo lavoro di analisi e approfondimento nasce, grazie al concorso “Giornata di formazione a Montecitorio” a cui la classe ha partecipato, è un’iniziativa promossa dalla Camera dei Deputati che coinvolge le scuole su vari temi di educazione civica. Attraverso questo progetto, gli studenti sono chiamati a riflettere su problematiche reali della società contemporanea ed a elaborare le proposte di legge in risposta a tali esigenze.
Al termine del lavoro, il nostro progetto è stato premiato, questo risultato ci ha permesso di ricevere l’invito a partecipare ad una giornata di formazione presso la Camera dei Deputati a Montecitorio. Questa visita non solo ha permesso ai ragazzi di conoscere da vicino il funzionamento del Parlamento italiano, ma è stata anche una grande lezione di educazione civica.
Durante la visita, gli studenti hanno simulato i lavori di una commissione parlamentare. Hanno interpretato il ruolo dei deputati, e hanno discusso e dibattuto una proposta di legge sul tema del "fast fashion" (la moda veloce). Hanno discusso su come definire la "produzione eccessiva", come trovare un equilibrio tra il consumo e la tutela dei diritti dei lavoratori del settore tessile, e della possibilità di aggiungere una tassa ambientale sugli abiti stranieri a basso costo. In questo modo, gli studenti hanno capito nella pratica quanto sia complesso e delicato fare leggi. Hanno imparato che scrivere una legge non è un'idea astratta e lontana, ma un'azione concreta che richiede ricerca, competenze e convinzione.
Conclusione
Questo progetto non sarebbe stato possibile senza le opportunità offerte da molte persone. Un ringraziamento va a chi ha dato ai giovani la possibilità di esprimere le proprie idee e alle istituzioni che hanno aperto le porte di Montecitorio.
L'educazione affettiva e sessuale non è un lusso. È un investimento per il futuro. Vuole formare cittadini capaci di gestire le proprie emozioni, rispettare gli altri e avere una conoscenza scientifica del proprio corpo. Una legge nazionale su questo tema non sarà solo un ordine amministrativo, ma il segno di una società più matura, inclusiva e rispettosa delle differenze.
Mai avrei pensato che in quarta superiore sarei riuscita a realizzare il mio sogno di andare in Francia, grazie al progetto Erasmus.
Quando sono partita per Lille, avevo lo stomaco chiuso. Era il mio primo Erasmus e la valigia pesava meno della mia ansia. Paura di non capire il francese, di non fare amicizie, di sentirmi sola. Le prime ore sono state strane: la città era fredda e grigia, la casa nuova, la camera sembrava vuota. Mi sono chiesta: "Ce la farò?". Poi è arrivata la sorpresa. Il primo giorno al "Lycée Fénelon", una ragazza mi ha sorriso e mi ha detto "T’inquiète, on va t’aider". Quella frase semplice ha sciolto il ghiaccio. Ho scoperto che "avere paura" è normale, ma "restare fermi" no. Le emozioni si sono mescolate veloci. L’entusiasmo delle prime lezioni in francese: capivo solo metà delle parole, ma ero orgogliosa di essere lì. La gioia immensa quando ho ordinato il mio primo pain au chocolat senza errori. La nostalgia la domenica sera: mi mancavano la voce di mia madre, la pizza del sabato sera e le uscite con amici e ragazzo.
Lille mi ha insegnato la meraviglia delle piccole cose. L’emozione di perdermi tra le case di mattoni rossi del Vieux-Lille e ritrovare la strada da sola. L’orgoglio quando ho presentato un progetto in francese davanti a tutta la classe e tutti hanno applaudito. La felicità pura sotto la pioggia, mangiando gaufres al mercato con gli amici della mia host. Ci capivamo con un misto di inglese, spagnolo, francese e gesti. Era bellissimo.
Ho provato anche la frustrazione. A volte il francese veloce mi tagliava fuori dalle conversazioni. A volte mi sentivo diversa. Ma ho imparato che sentirsi "fuori luogo" è il primo passo per trovare un posto nuovo. Ho capito che chiedere "Peux-tu répéter, s’il te plaît?" non è debolezza, è coraggio.
L’ultima settimana è arrivata troppo in fretta. E con lei, la malinconia. Salutare le persone con cui hai condiviso trenta giorni intensi fa male. Lille era diventata casa. In aeroporto, con il biglietto in mano, ho sentito un nodo in gola. Ma anche una gratitudine enorme.
Sono tornata con una valigia più pesante. Non di vestiti, ma di emozioni. Ho messo dentro la paura superata, l’orgoglio di farcela da sola e la consapevolezza che il mondo è più grande di quanto pensassi. Ho lasciato a Lille un pezzo di cuore, ma ho preso in cambio fiducia in me stessa e la voglia di tornarci, in futuro. Se state pensando all’Erasmus e avete paura, fatelo lo stesso. Le emozioni saranno tante, a volte difficili, ma tutte vere. E vi cambieranno per sempre.
di Simon Ye, 4D SIAdi Simon Ye, 4D SIA
L’Accademia Giovani per la Scienza è un percorso di alta formazione promosso dalla Fondazione Caript a partire dal 2019, pensato per offrire agli studenti delle scuole superiori un’esperienza educativa affascinante. Il progetto nasce con l’obiettivo di arricchire la cultura scientifica dei partecipanti, esplorando numerosi ambiti come matematica, fisica, chimica, scienze naturali e della vita, informatica e storia e filosofia della scienza.
L’Accademia si rivolge a una quarantina di studenti e studentesse residenti nella provincia di Pistoia, o che frequentano scuole del territorio, iscritti dal secondo al quarto anno di scuola superiore (ogni anno massimo 15 posti). L’accesso avviene tramite un bando annuale: i candidati vengono selezionati sulla base del curriculum scolastico, degli interessi culturali e della curiosità verso le discipline scientifiche. La selezione prevede una lettera di autopresentazione e un colloquio con i responsabili del progetto.
Il percorso formativo ha una durata di due anni e offre numerose opportunità di crescita. Gli studenti entrano in contatto direttamente con studiosi ed esperti di alto livello (professori universitari, ricercatori scientifici), e partecipano ad attività di apprendimento individuale e di lavoro di gruppo. In particolare, vengono organizzati sottogruppi di ricerca e approfondimento, nei quali gli studenti collaborano insieme per la realizzazione dei progetti, ad esempio quest’anno il sottogruppo di informatica sta facendo una ricerca sui computer quantistici, durante questo lavoro, oltre a realizzare una presentazione su questo tema, gli accademici possono anche imparare nuove conoscenze in ambito informatico.
Sono previste due Scuole residenziali: una in primavera, con una trasferta al Centro residenziale universitario di Bertinoro in Emilia-Romagna e l’altra in estate, programmate con un’università ospite. Durante queste giornate, tutti gli studenti vivono in una zona rurale vicino alla città, dove l’ambiente è molto silenzioso e adatto per concentrarsi meglio. Il programma della Scuola Residenziale di Bertinoro a cui ho partecipato, dal 31 marzo al 3 aprile, ha previsto lezioni e incontri su tematiche molto diverse tra loro: dalla psicologia dello sviluppo del linguaggio, alla matematica applicata ai fluidi, dal passaggio dal modello atomico di Bohr al concetto di orbitale di Schrödinger, fino ad approfondimenti sulla medicina computazionale, sull’evoluzione, sulla fisica e sulle scienze farmacologiche.
Accanto alle lezioni frontali, sono stati dedicati momenti al lavoro di gruppo, con aggiornamenti sui progetti di ricerca degli studenti, ad attività culturali, come la visione di un film, ‘La vita degli altri’, e un incontro musicale conclusivo. Infine, ci sono gli spazi per la socializzazione, momento importante per favorire il confronto e la condivisione tra partecipanti.
Tutte queste esperienze rendono l’Accademia Giovani per la Scienza un percorso formativo completo, tra l’altro capace di integrare conoscenze teoriche e attività pratiche. Partecipare all’Accademia significa andare oltre il percorso scolastico tradizionale, approfondendo i propri interessi e vivendo la scienza in modo coinvolgente.
Inoltre, Accademia ha una funzione di orientamento, ci sono gli studenti cosiddetti ‘alumna’, accademici ora all’università, selezionati per la continuità e la qualità del loro percorso in Accademia, loro ci raccontano le loro scelte e le prospettive della loro facoltà per aiutarci a trovare una direzione e un’idea chiara per il futuro.
L’ITSE Aldo Capitini di Agliana (PT) anche quest’anno ha partecipato al Sì Geniale, una mostra concorso per le scuole di Pistoia, finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio, un’occasione unica che trasforma gli studenti in veri creatori di “prodotti d’ingegno”, dove creatività, arte e scienza si fondono in un’unica, grande esposizione.
Il progetto del Capitini intitolato Tele spiegate ha trasformato la scuola in un laboratorio di sostenibilità, dove la scienza non viene solo studiata, ma è vissuta attraverso l’unione di arte, chimica e tecnologie digitali. Cuore pulsante dell’iniziativa è stata la realizzazione di un quadro materico interattivo, un’opera che funge da purificatore d’aria naturale.
L’opera, realizzata dagli studenti con materiali di riciclo e della biodiversità locale, utilizza una vernice fotocatalitica brevettata a semiconduttori. Questa tecnologia sfrutta l’azione combinata di luce e umidità per neutralizzare gli inquinanti indoor, rendendo la superficie della tela un presidio ecologico attivo.
La presentazione del prodotto si avvale di pannelli espositivi, dimostrazioni pratiche, e un sito web interattivo ricco di contenuti e video. L’obiettivo del progetto è sensibilizzare e informare le persone riguardo al tema della sostenibilità ambientale.
A dare corpo a questa idea è stato un gruppo di 46 studentesse e studenti dell’Istituto appartenenti a diversi indirizzi e annualità (1 B AFM, 4 B AFM, 5 E TUR, 4 Lic, 4 G tur), guidati da un team di docenti di varie discipline.
Alcune classi si sono occupate dell’analisi ambientale utilizzando Excel e i dati ARPAT, elaborando statistiche e grafici su monossido di carbonio e polveri sottili, comprendendo così l’urgenza di ridurre le emissioni.
La dimensione tecnologica e comunicativa è stata affidata ad un altro gruppo. I ragazzi e le ragazze hanno creato un sito web organizzando e suddividendo opportunamente i vari contenuti e realizzando anche dei collegamenti ipertestuali. Il sito bilingue risulta semplice da navigare, bene ordinato e ricco di contenuti. E naturalmente ci sono stati gli studenti artisti e creativi che hanno creato la tela e scritto i testi.
Se vi siete incuriositi e volete saperne di più consultate il sito web a questo link