Napoli (Italia)
Convento di Sant'Arcangelo a Baiano
Convento di San Gregorio Armeno
Piazzetta di Sant'Arcangelo a Baiano
Gambinus
Praga (Repubblica Ceca)
Chiara Trezza, Laura Sanseverino, Giulia Oliveri, Livia Del Castillo (Novizie sconsacrate)
Mastro Vincenzo
Immacolata
Nicola (Marito di Immacolata)
Giovanni
Don Fabrizio Ayala
Silvia Ayala (Figlia di Fabrizio)
Antonio
Professore ('O Professore)
Grimorio di Agnese Ayala
04/07/2013
Testi: Claudio Falco
Disegni: Nicola Genzianella
Copertina: Enea Riboldi
1577. Napoli, dopo aver ucciso la madre superiora del Convento di Sant'Arcangelo a Baiano quattro novizie, Chiara Trezza, Laura Sanseverino, Giulia Olivieri e Livia Del Castillo in seguito al loro coinvolgimento in riti satanici con la figlia del principe Ayala, Agnese Ayala, vengono condannate alla clausura nel convento di San Gregorio Armeno. Agnese invece considerata la principale responsabile dell'accaduto sparisce dalla circolazione imprigionata dal proprio padre nella mansarda del convento di Sant'Arcangelo a Baiano, nello stesso luogo dove si era consumato l'omicidio della madre superiora.
Per oltre 400 anni Agnese Ayala rimase imprigionata in quella mansarda fino a quando un temporale non fa crollare parte del solaio permettendo allo spirito di questa di uscire dall'antico convento. Agnese, ora libera, si ritrova con lo spirito delle quattro ragazze e decidere di vendicarsi di quanto accaduto dirigendosi nell'appartamento di quello che era suo padre, il principe Ayala, oggi posseduto da uno degli ultimi discendenti di quella famiglia, don Fabrizio Ayala, che uccide con lo stesso modus operandi della suora quattro secoli prima, tagliando la gola da parte a parte e tracciando sul muro degli oscuri e blasfemi segni col sangue. Agnese prende poi di mira la figlia di Fabrizio, Silvia Ayala, ultima discendente di quella famiglia, decisa a proseguire il rito che secondo il suo grimorio è in grado di permettergli di evocare un demone proveniente da un'altro mondo.
Il crollo della mansarda di Sant'Arcangelo a Baiano ed il conseguente omicidio dell'erede Ayala mette in allarme Don Raffaele, che dopo aver ispezionato la mansarda e aver ritrovato l'antico grimorio appartenuto ad Agnese Ayala decide di chiamare Kurjak e Harlan per chiedere loro aiuto. Il grimorio invece viene affidato alla mani di un esperto che tutti chiamano 'O professore, e dopo averne studiato il contenuto si rendono conto che la catena di omicidi messa in piedi da Agnese Ayala e quei blasfemi segni sul mura hanno lo scopo di evocare una creatura proveniente da un altro Mondo. Ma a quel Grimorio e all'evocazione di quello stesso demone è interessata anche un'altra organizzazione, quella del Gran Connestabile dell'Ordine, da sempre adoratore del culto di Agnese e dei misteri della sua leggenda.
Harlan, Kurjak, Silvia Ayala, Don Raffaele, Almerinda ed il Monacello riescono a seguire la vicenda abbastanza da vicino da scoprire infine che quel misterioso demone originario di un'altra dimensione non è altri che Samael. Il principe infernale, che aveva preso la vicenda per gioco e non era certo solito permettere la sua evocazione a quelle che lui definiva "pagliacciate" di Agnese Ayala.
La vicenda si conclude con la morte del Gran Connestabile e con Samael che si sbarazza di Agnese Ayala spezzando infine la condanna che cadeva sulla testa di Silvia Ayala.
NOTE
Non compare Tesla
Seconda storia ambientata a Napoli, e per la seconda volta tornano Don Raffaele, Almerinda ed il Monacello.
Breve apparizione per Samael, nel finale.