Palermo (Italia)
Complesso di Santa Maria dello spasimo
Qanat
Nascondiglio di Makh-Zun
"SottoSopra" (Teatrino)
Palazzo Ajovalasit
Camera dello scirocco
Palazzo della Zisa
04/09/2009
Palermo. Enza attira l’attenzione del suo amico, il professor Hans Milius, su una strana incisione scoperta nei qanat di Palermo — le antiche gallerie sotterranee scavate in epoca araba per il trasporto dell’acqua. Durante una delle sue esplorazioni, l’esperto speleologo Michele si imbatte in un vecchio muro in pietra, sul quale nota un’incisione inquietante: la figura enigmatica di un mostro nero, dal volto cancellato. Accanto all’immagine, una scritta in arabo e una frase in latino: Ex obscuris daemonium.
Pochi giorni dopo, Michele muore in circostanze misteriose. Le autorità archiviano il caso come un tragico incidente, ma Enza è convinta che ci sia qualcosa di più oscuro dietro quella morte. Il professor Milius, insospettito, decide di inviare sul posto Harlan, presentandolo a Enza come un esperto di tradizioni popolari.
Non ottenendo alcun sostegno dal barone Edoardo Ajovalasit, Enza e Harlan assistono impotenti a un secondo delitto: un giornalista viene ucciso mentre sta girando un documentario sulle “Vmpe di San Giuseppe”. Questo evento spinge Harlan a scendere personalmente nei qanat per esaminare l’incisione. Una volta sul posto, l’incontro con la creatura non tarda ad arrivare: un’entità antica, imprigionata fino a poco tempo prima, che si rivela immune al sangue del dampyr. Non appartiene dunque alla stirpe dei Maestri della Notte.
Tornato in superficie, Harlan si confronta con Enza e comincia a sospettare che la creatura possa avere origini molto più antiche, forse legate alla leggenda dei demoni della Zisa e al misterioso palazzo Ajovalasit.
Nel frattempo, si verificano altre due morti: il giovane Nino e lo stesso barone Ajovalasit, che prima di essere ucciso dal demone nero riesce a scrivere una lettera indirizzata ad Harlan. In essa rivela l’identità della creatura: si tratta di Makh-Zun, il demone delle finzioni e degli inganni. La lettera descrive anche il legame tra la creatura e il mondo degli uomini, che si manifesta attraverso una stanza del palazzo comunemente chiamata “Camera dello Scirocco”.
Nel confronto finale, Harlan riesce a sfruttare le ultime energie residue del demone — indebolito dopo aver mutato a lungo il proprio aspetto — per colpirlo con una spada e scacciarlo. Ma il demone è stato sconfitto in maniera definitiva?
NOTE
Prima storia ambientata a Palermo. La seconda avviene in Dampyr 141, dove si rivedrà anche Salvo.
Hans Milius viene citato in più di una occasione da Enza e Harlan.
Makh-Zun tornerà in Dampyr 229.
NOTE SUGLI AUTORI
3° storia scritta da Giovanni Di Gregorio
13° storia disegnata da Nicola Genzianella