Francesco nacque a Paola, in Calabria Citeriore, Regno di Napoli (oggi in provincia di Cosenza), il 27 marzo 1416 da Giacomo Martolilla, e Vienna da Fuscaldo. La famiglia di Giacomo proveniva da Cosenza, e ancora prima originaria di Messina. Il nome venne dato al bambino in onore a san Francesco d'Assisi, per l'intercessione del quale i due coniugi chiesero la grazia di un figlio, pur trovandosi già in età avanzata. San Francesco è una figura chiave per San Marco Argentano in quanto passò un anno di noviziato nel 1429 nel convento della Riforma che era conosciuto dai suoi genitori e andava e tornava da Paola a San Marco molte volte. Al mezzo busto di San Francesco da Paola, oggi nella cripta della Cattedrale, è attribuito il "miracolo della Scivolenta". Secondo la leggenda, nel 1855 un contadino di Sant'Agata d'Esaro, tale Pasquale Servidio disubbidì a San Francesco da Paola che gli era apparso, il quale gli chiese di pregare per lui in modo da evitare danni ai raccolti che sarebbero potuti accadere. Servidio, miscredente non lo fece e dopo i primi danni avvenuti qualche giorno dopo nel suo vigneto, si mise a pregare ma gli apparve un monaco che lo accecò. Anche i medici ne constatarono la cecità e quindi Servidio si mise in viaggio verso il mezzobusto di San Francesco da Paola accompagnato da uno stuolo di fedeli. Come arrivò alla cripta il Servidio riacquisì immediatamente la vista tra lo stupore generale.
ROBERTO D'ALTAVILLA detto IL GUISCARDO ossia l’astuto è stato un condottiero normanno Sesto figlio di Tancredi e primo della sua seconda moglie Fresenda, nel 1048 Roberto il Guiscardo assedia e conquista San Marco, trasformandola in città fortificata. Da qui dirige le operazioni militari per la conquista delle Calabrie. I normanni conferiscono nuovo e decisivo impulso alla vita politico-economica della città ed al suo assetto architettonico. Essi, valorizzando il primitivo insediamento di età longobarda e la naturale posizione strategica del luogo, erigono le mura della città, la poderosa torre e la casa-fortezza di Roberto il Guiscardo (oggi episcopio).
(Salerno, 1036 – Cetraro, 16 aprile 1090) è stata una principessa longobarda, seconda moglie di Roberto il Guiscardo. Essa non accettò mai di essere trattata come oggetto/strumento per la sete di potere e ricchezza del marito. Grazie alle sue azioni, alle sue intuizioni, consigliò sempre saggiamente il marito, bravo nelle strategie militari ma non in quelle politiche, e per certi versi cambiò il corso della storia. Riuscì nel suo intento di far diventare i suoi figli gli eredi del regno normanno a discapito di Boemondo figlio del Guiscardo con la prima moglie Alberada. Gli intenti del Guiscardo erano diversi ma lei riuscì nel suo progetto adottando la tattica del buon viso e cattivo gioco nei confronti di chi la voleva solo usare.
Terzo di undici figli è stato sicuramente il vescovo che ha lasciato l’impronta più importante sulla diocesi che fece il suo ingresso nella diocesi il 3 gennaio 1954 nonostante il suo breve episcopato durato solo 13 mesi a causa della sua morte avvenuta il 16 ottobre 1955 per un tumore polmonare, nei mesi di sofferenza causatale dal male continua a celebrare messa e visita tutti i paesi della diocesi lasciando un grande messaggio nonostante le sofferenze. Muore il 16 ottobre 1955, ma a causa del viavai di gente presso la sua camera ardente, le spoglie verranno protette. È in corso la causa della sua beatificazione, che il 21 febbraio 1999 ha concluso il suo iter a livello diocesano. Il 16 giugno 2017 papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto riguardante le sue virtù eroiche, dichiarandolo Venerabile. San Marco Argentano è gemellata con il paese natìo di Mons. Castrillo, ossia Pietravaiarno (CE)