TRADIZIONI GASTRONOMICHE
La Valle dell'Esaro rappresenta uno dei bacini regionali più importanti per la coltivazione del peperoncino. Specificatamente, gli ecotipi tradizionalmente coltivati nella Valle, appartenenti alla specie Capsicum annuum Linnaeus, sono: Naso di cane, forma conica, usato prevalentemente in cucina e nelle farciture, essiccato in scaglie o in polvere o utilizzato negli insaccati; Piccante giallo, forma conica allungata, utilizzato soprattutto allo stato fresco, sulla tavola a pezzetti come condimento di numerosi piatti tradizionali, nelle conserve sotto aceto o sotto olio; Ciliegino giallo, forma tonda, simile a quella delle ciliegie, anche questo viene usato prevalentemente allo stato fresco, nelle conserve, ripieno di tonno sotto aceto o sotto olio; Corno di capra, forma allungata, può essere utilizzato allo stato fresco in cucina oppure viene essiccato e successivamente macinato in scaglie o in polvere, viene utilizzato anche per fare collane. Dal 2013 è nata l'associazione Delegazione Valle dell'Esaro, sezione dell'Accademia Italia del Peperoncino per la valorizzazione di questo prodotto. Nel mese di agosto si tiene la tradizionale Festa del Peperoncino. Nel 2014 si è registrata una produzione di peperoncino, fra i comuni di San Marco Argentano e Roggiano Gravina, di circa 4.000 quintali di diverse specie, collocandosi ai primi posti tra i produttori di peperoncino della Calabria. La coltivazione di peperoncini offre una grande opportunità di investimenti e lavoro per la regione, anche perché è ancora eccessiva la quantità dei prodotti importata dall’estero: basti pensare che in Calabria in 90% dei peperoncini è importato. Quindi possiamo notare che in questo settore ci sono grandi margini di sviluppo e occupazione. Anche la regione Calabria è molto attenta a investire in questo settore antico ma emergente.
Il particolare clima permette a questo territorio di poter far crescere una particolare varietà di olive da cui viene estratta una particolare qualità di olio il “Bruzio DOP Fascia Prepollinica” che viene realizzata per molitura delle olive prodotte dalle cultivar Roggianella in misura non inferiore al 50%, Carolea in misura non superiore al 30%, Cassanese in misura non superiore al 20% e in alcuni casi possono essere impiegate varietà locali, in misura non superiore al 25%. Si presenta di colore verde con riflessi gialli, il sapore è fruttato, l’odore è mediamente fruttato, il livello di acidità massima totale non è superiore allo 0.7% di acido oleico per 100 gr di olio. L’olio extra vergine di oliva Bruzio è stato il primo olio di oliva calabrese ad ottenere il marchio DOP nel 1997.