STRIVE si pone l'obiettivo di comprendere come delle pratiche efficaci di traduzione possano ridurre l'impatto delle differenze linguistiche sulle diseguaglianze nell'adesione alla campagna vaccinale fra migranti e popolazione locale in Italia. La mancanza di informazione affidabile in una lingua che i migranti possano comprendere, unita a fattori culturali che causano sfiducia nel sistema sanitario e/o nei vaccini, contribuiscono enormemente alla bassa adesione dei migranti alla campagna vaccinale. STRIVE si concentra su come diversi attori (ONG, attivisti, personale sanitario) utilizzi pratiche multilingui quali la traduzione e l'interpretazione per superare queste diseguaglianze e contrastare l'esitazione verso i vaccini.
Il progetto è organizzato in 3 aree (ciascuna corrispondente a un Work Package con obiettivi specifici). Il primo Work Package (WP1) si concentra sugli aspetti metodologici della ricerca, e in particolare sui dati raccolti tramite questionario, e sulle mappe linguistiche. WP2 (Etnografia) si concentra sulle strategie che possono ridurre diseguaglianze legate alle differenze linguistiche e altre barriere che possono condizionare l'adesione dei migranti alla campagna vaccinale. Il WP3 è dedicato all'analisi dei dati raccolti e alla loro diffusione tramite video, rapporti di ricerca, e pubblicazioni.
Il progetto userà una scala VAX, supportata da un sondaggio e da interviste semi-strutturate, per raccogliere informazioni sui bisogni linguistici dei migranti in relazione al COVID-19 e le strategie di traduzione volte a soddisfare tali bisogni. STRIVE confronta diverse pratiche di traduzione in Emilia Romagna e a Roma per valutarne l'efficacia e creare informazioni che saranno utili nelle crisi future, ad esempio per sviluppare strategie di comunicazione in occasione di campagne vaccinali.