Quest’anno ho letto un libro molto interessante, scritto da, come lo chiamiamo io e le altre persone del Riordanverse, Zio Rick, o comunemente chiamato: Rick Riordan.
Il libro in questione è intitolato “Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo” ed è un fantasy basato sulla Mitologia Greca. Parla di un ragazzino dodicenne che si sente in un mondo che non è il suo, solo dopo scopre però, di essere un semidio, figlio proibito di Poseidone. Subito capisce di essere in pericolo, ma è ignaro del motivo. Sua madre per proteggerlo lo porta al “campo”: un luogo protetto da una barriera magica, dove si riuniscono tutti i “mezzosangue”. Lì incontra quelli che poi saranno i suoi migliori amici: Grover e Annabeth. Grover è un satiro ed oltre a essere il suo migliore amico è anche il suo custode. Annabeth invece, figlia di Athena, da subito si mostra fredda e possente, ma anche lei dopo diventa dolce e amichevole. Percy inoltre stringe un’amicizia stretta con Luke, figlio di Ermes. Il protagonista, quando scopre che Zeus in persona lo sta accusando del furto della folgore divina, decide subito di partire e compire un’impresa: prima di partire il suo amico Luke gli regala le scarpe alate (dono di Ermes) e uno scudo per proteggersi dagli attacchi nemici. Percy, Annabeth e Grover partono con il consenso di Chirone, il loro istruttore centauro. I tre affrontano diverse sfide, come quella con la gorgone Medusa, ma la sfida più difficile e complicata è quella negli Inferi, con l’intento di smascherare Ade in persona per il ratto della folgore di Zeus. Alla fine Percy riesce a completare l’impresa e portare la folgore al concilio degli dei, ostacolato però da quello che lui un tempo chiamava amico, Luke Castellan.
Ho amato follemente questo libro per tanti motivi, uno di questi è perché spiega la mitologia sotto un altro punto di vista, facendola amare ai più giovani e anche perché trovo che alcuni personaggi siano quello che voglio diventare in futuro: ne è un esempio Annabeth, lei è la ragazza più sveglia e intelligente, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Inoltre Percy esprime un pensiero molto maturo da parte di un ragazzino di soli dodici anni in una frase che mi ha colpito particolarmente: “Il mondo reale è dove ci sono i mostri”, rappresentando con le parole migliori la pura verità del mondo odierno. Non smetterò mai di parlare e di consigliare questo libro, poiché è stato il primo libro che ho letto con piacere e non forzata. Oramai parlare di questo libro non mi ricorda solo la sua storia, ma anche i sentimenti in me suscitati dalla sua lettura.
Elena Di Lorenzo
Martedì 4 novembre, alle ore 9:00 le classi terze del nostro Istituto ed il laboratorio della Redazione Giornalistica, si sono reca a piedi presso il Cinema Alba di Cinisi, dove hanno partecipato alla visione del film “La vita rubata”, dedicato alla figura di Graziella Campagna, una vittima innocente di mafia. A causa di un errore di programmazione la visione del film non è stata possibile e noi della Redazione Giornalistica abbiamo visto il film in sede di laboratorio, ma, quel giorno, presso il cinema Alba, sono intervenuti i fratelli di Graziella, Pasquale e Pietro, che hanno parlato della vita della sorella, offrendo la loro testimonianza.
Graziella, faceva parte di una di una grande famiglia che era composta da 8 figli, 2 genitori e 1 nonna, lei era la quinta figlia, ed aveva 17 anni, ai tempi dei fatti narrati. Era una ragazza molto gentile ed intelligente. Viste le sue capacità, i professori le avevano consigliato di continuare gli studi, ma lei non volle e decise di iniziare un lavoro in una piccola lavanderia, per aiutare economicamente la famiglia. Il 12 dicembre 1985 Graziella scomparve improvvisamente; suo fratello Pietro, che è un carabiniere, si prese la responsabilità delle indagini. Nel film vediamo che, rivolgendosi alla polizia, Pietro comunica l’accaduto al comandante, che però pensa ad una possibile “fuitina”, dal momento che Graziella intratteneva una relazione con un giovane non approvato dalla famiglia, e quindi non viene data importanza al caso. Pietro insiste nelle indagini, finché non trova sua sorella priva di vita, in una zona di montagna. Lui vuole svelare a ogni costo chi ha ucciso Graziella, così, dopo un po' di tempo riesce a scoprire che i veri responsabili dell’omicidio sono tre latitanti mafiosi. Il motivo di tutto ciò risiedeva nel fatto che, un giorno, durante il lavoro in lavanderia, Graziella aveva trovato nella tasca di una giacca il documento di uno dei latitanti, che si aggirava indisturbato per il paese sotto falsa identità e con la complicità di molti concittadini. Tutto ciò segnò il destino della povera Graziella, che ormai conosceva la vera identità di quell’uomo e dunque doveva sparire.
Il film è stato davvero emozionante e abbiamo notato che la storia era molto simile al contenuto dell’intervista che ci avevano rilasciato Pasquale e Pietro Campagna. Gli attori che hanno interpretato i personaggi della vicenda di Graziella, sono stati molto convincenti: Giuseppe Fiorello ha interpretato Pietro Campagna; Marcello Mazzarella è stato il Capitano Pierleoni; Alessio Vassallo ha rivestito il ruolo di Pasquale Campagna; Larissa Volpentesta è stata nei panni di Graziella.
Questo film ci invita a riflettere sulla gravità delle cose che ci potrebbero accadere: come possiamo infatti notare, la disgrazia di Graziella è avvenuta in un paesino, Saponara, in provincia di Messina, non tanto lontano o diverso dal nostro e la mafia può purtroppo essere ovunque. Per questo, dobbiamo essere sempre pronti ad affrontarla: non con le armi, ma con il sapere e la giustizia, perché, come ha detto Pietro Campagna: ”Se la mafia non si conosce, non si può combattere”. Questo è il messaggio che la visione della pellicola e l’incontro con i familiari di Graziella hanno trasmesso ai nostri cuori.
Giulio Graziano e Mattia Badalamenti
La serie dal titolo “Outer Banks” è stata registrata da Jonas Pate e da Shannon Burke, pubblicata su Netflix nel 2020.
La serie tv è composta da 5 stagioni, la quinta uscirà nel 2026, ovvero quest’anno. Il genere è azione, avventura, giallo e mistery: protagonisti sono 6 ragazzi che abitano nella Carolina del Sud e che qui realizzeranno delle cacce al tesoro….
Tra tutte le stagioni mi è piaciuta la terza, perché è quella in cui i 6 ragazzi trovano dell’oro, che rivenderanno a dei compratori, ricavando un milione di dollari; inoltre mi è piaciuta perché i protagonisti comprano una casa e la trasformano, aggiungendo ciascuno ciò che vuole.
Tra JJ, Sara, John B, Kiara, Pope e Cleo, il mio personaggio preferito è JJ, perché oltre a essere molto bello, biondo e con gli occhi azzurri, è stato l’unico a essere pronto a tutto: ad esempio lui ha salvato John B dai poliziotti.
La serie è ambientata negli USA, precisamente in Carolina del Sud, solo che, negli ultimi due episodi della quarta stagione, i protagonisti partono per andare in Marocco, precisamente per prendere la “corona blu”, che vale circa 100 milioni di dollari.
La serie segue un ordine cronologico, ma in alcuni episodi troviamo dei flash back, ad esempio nell’episodio otto della stagione quarta, dove muore JJ: nel finale scorrono i momenti più belli della sua vita.
Questa serie televisiva mi è piaciuta perché sia nelle tematiche che nel linguaggio è adatta a noi ragazzi e ragazze, più che agli adulti, quindi è qualcosa che percepiamo molto vicino al nostro mondo.
Questo telefilm lo consiglierei a i miei amici appassionati d’avventura o d’azione; ad esempio l’ho consigliato a due amiche della mia classe a cui è piaciuto moltissimo.
Francesco Galati
Oggi voglio parlarvi di un celeberrimo romanzo di Hazel Riley: “Game of Desire”. Nato su Wattpad, una piattaforma online gratuita e successivamente pubblicato dalla Sperling & Kupfer, è il quarto di una saga di cinque libri.
Il romanzo si svolge in una piccola isoletta in Grecia di proprietà della famiglia di Aphrodite; i due protagonisti sono: Aphrodite Lively e Thymos Liakos, altri personaggi importanti sono il padre, Crono Lively, ed i fratelli di Aphrodite: Hades, Apollo, Hermes e Athena Lively. Il loro primo incontro avviene poiché Crono ingaggia Thymos come guardia del corpo di sua figlia, visti gli omicidi nel suo locale. Con il tempo i due prendono confidenza e Thymos comincia a detestare il padre di Aphrodite, poiché non le permette di vivere la sua vita felice. Crono vede Aphrodite come una bambina indifesa e stupida, con solo un bel viso, quello che sua figlia non è; per queste ragioni Crono impedisce alla figlia di scegliere il corso universitario alla facoltà di Yale che ama fin da quando era una bambina: Astrofisica. Ogni membro della famiglia Lively il venerdì organizza dei giochi, chiamati giochi degli Dei, dove in palio ci sono somme di denaro altissime. Il padre non permette ad Aphrodite di fare giochi di strategia, motivo per cui i suoi giochi sono estremamente basati sull’amore passionale e consistono nel testare la fedeltà di uomini impegnati: se vincono il gioco ricevono il doppio di quanto avevano messo in palio, quindi 60 mila euro, se si perde, non solo si perdono i 30 mila euro iniziali, ma in più l’anulare della mano sinistra, simbolo di fedeltà. Aphrodite e Thymos col tempo si innamorano contro la volontà del padre, che appena scopre della loro storia caccia istantaneamente Thymos dall’isola. Nel frattempo gli omicidi continuano e le iniziali dei nomi delle ragazze, al momento, forma la parola “APHRODI”.
Tra le cinque della saga, la storia tra Aphrodite e Thymos è stata indubbiamente la mia preferita, poiché ho amato il coraggio di Aphrodite e la testardaggine di Thymos. “Game of Desire” è un libro che mi ha fatto riflettere molto sul modo in cui viviamo l’attrazione e le relazioni. Mi ha colpito soprattutto l’idea che il desiderio non sia qualcosa di completamente casuale o fuori dal nostro controllo, ma che possa essere compreso e in parte sviluppato attraverso la consapevolezza di sé. Questo aspetto l’ho trovato interessante perché spinge a mettersi in discussione e a osservare i propri comportamenti in modo più lucido.
Allo stesso tempo, però, ho avuto la sensazione che in alcuni punti il libro semplifichi troppo delle dinamiche che nella realtà sono molto più complesse. Le relazioni e l’attrazione dipendono da tanti fattori, anche emotivi e personali, che non sempre possono essere “gestiti” come se fossero delle tecniche da applicare. Per questo motivo, a volte mi è sembrato più un manuale pratico che un’analisi davvero profonda.
Ho apprezzato molto il fatto che il linguaggio sia chiaro e coinvolgente: si legge facilmente e non risulta mai pesante. Inoltre, il messaggio di fondo sull’importanza dell’autostima e della conoscenza di sé è sicuramente positivo e utile, soprattutto per chi magari ha insicurezze nelle relazioni.
In generale, penso che sia un buon libro, soprattutto come punto di partenza per riflettere su se stessi e sul modo in cui ci relazioniamo agli altri.
Elena Di Lorenzo
Il film Avatar: “The Way of Water” è stato diretto dal regista James Cameron ed è stato prodotto da 20th Century Studios e Lightstorm Entertainment. Il film è uscito al cinema nel 2022 ed è il seguito del film “Avatar”. Appartiene ai generi fantascienza, avventura e azione. La storia parla di Jake Sully, che ormai vive sul pianeta Pandora insieme ai Na’vi e alla sua famiglia. Jake e Neytiri hanno dei figli e cercano di vivere in pace. Però gli esseri umani tornano su Pandora per conquistare il pianeta e sfruttarne le risorse. Per proteggere la sua famiglia, Jake decide di lasciare la foresta e andare a vivere con un altro clan dei Na’vi che abita vicino al mare. In questo nuovo posto la famiglia di Jake deve imparare a vivere in modo diverso. I figli imparano a nuotare, a stare sott’acqua e a conoscere le creature marine di Pandora. All’inizio non è facile integrarsi con il popolo del mare, ma piano piano imparano a conoscersi e a rispettarsi. La storia è ambientata sempre sul pianeta Pandora, ma in questo film si vedono soprattutto gli ambienti dell’oceano. Ci sono molte scene sott’acqua con paesaggi molto belli, pieni di colori e creature marine fantastiche. Una scena che mi è piaciuta molto è quella in cui i figli di Jake imparano a nuotare con i Na’vi del mare e cavalcano le creature marine: è molto bella perché fa vedere quanto è grande e meraviglioso il mondo di Pandora. Il film mi è piaciuto perché ha effetti speciali spettacolari e immagini molto realistiche. Inoltre la storia parla dell’importanza della famiglia e del rispetto per la natura. Consiglierei la visione di “The Way of Water” a un amico perché è molto avventuroso, emozionante e con forte impatto visivo. È un film che fa divertire, ma fa anche riflettere sull’importanza di proteggere il nostro pianeta.
Andrea Saputo
Smallville è una serie TV statunitense andata in onda dal 2001 al 2011, che racconta le origini di Clark Kent prima che diventi Superman. La serie è ambientata nella cittadina di Smallville. A differenza delle classiche storie di Superman, qui vediamo un Clark alle prese con i primi poteri, i conflitti interiori sull’identità e le relazioni complicate con Lana Lang e Lois Lane. Smallville è un lungo racconto delle origini di Clark Kent, che mostra il suo percorso da adolescente insicuro a eroe destinato a diventare Superman. La storia inizia nella cittadina di Smallville, dove Clark vive con i genitori adottivi, Jonathan e Martha Kent. Dopo la pioggia di meteoriti che colpisce la zona, iniziano a emergere i suoi poteri. Nelle prime stagioni la serie ha una struttura più “da liceo”: Clark affronta problemi quotidiani, amori complicati, soprattutto con Lana Lang, e cercare di mantenere segreta la sua identità mentre salva persone da minacce spesso legate ai meteoriti. Un elemento centrale è il rapporto con Lex Luthor. All’inizio i due sono amici, ma col tempo, tra bugie, ossessioni e differenze morali, la loro amicizia si spezza, trasformandosi nella rivalità iconica tra eroe e villain. Con il passare delle stagioni, la serie cresce insieme ai personaggi: Clark lascia il liceo, affronta perdite importanti (come quella del padre), e si avvicina sempre di più al suo destino. Entrano nella terza stagione nuovi personaggi fondamentali, come Lois Lane, inizialmente sarcastica e indipendente, che col tempo diventa il grande amore di Clark. Le trame diventano più complesse e legate al mondo dei supereroi: Clark scopre di essere un kryptoniano e, col tempo, affronta nemici sempre più potenti. Compaiono anche altri eroi e elementi dell’universo DC, ampliando la storia oltre i confini della piccola città di Smallville. Nelle ultime stagioni Clark lavora al Daily Planet, inizia a operare come vigilante e si avvicina definitivamente al ruolo di Superman. Dopo aver accettato pienamente chi è e cosa rappresenta, affronta la sua sfida finale, completando la trasformazione nell’eroe simbolo di speranza. In sintesi, Smallville è una storia di crescita: parla di identità, responsabilità, amore e destino, mostrando che diventare un eroe è prima di tutto un percorso umano.
Francesco Galati
Caroline è una stella della pallavolo e guida la squadra della West High School di Lowa City. La morte della ragazza sconvolge le compagne che vengono spinte dall’allenatrice a fare gruppo e superare la tragedia per vincere il campionato.
Questo film è molto bello e io lo consiglio a tutti, perché la morale del film è molto significativa: dopo una tragedia come questa fare squadra è una cosa che sembra impossibile, soprattutto quando viene a mancare la capitana della squadra e soprattutto viene a mancare una grandissima amica che rallegrava le giornate a tutti. La morte di Caroline è avvenuta per un tragico incidente automobilistico, i suoi familiari e tutti quelli che la conoscevano sono affranti per questa incredibile tragedia. Un sogno che aveva Caroline era quello di vincere il campionato femminile di pallavolo per la seconda volta consecutiva, cosa che nessuna squadra era riuscita a fare. Grazie all’allenatrice che ha motivato la squadra per riuscire a vincere il campionato, le compagne sono riuscite ad avere questa forza perché volevano fare quello che Caroline avrebbe di certo desiderato.
A me ha colpito particolarmente questo film, non tanto per il modo in cui giocavano le ragazze, ma per la forza che anno avuto dopo questa scomparsa. La storia mi ha toccato ancora di più pensando che si tratta di una storia vera.
Il cast comprende attori molto bravi ed alcuni celebri; la regia del film è di Sean McNamara, la sceneggiatura di David Aaron Cohen e Elissa Matsueda; molto coinvolgente anche la colonna sonora, di Roque Baños.
Giosuè Andrea Maniaci