Scegliere un cartesiano dal catalogo guardando solo la portata massima è il modo più veloce per sbagliare acquisto. La portata di targa dice poco: quello che conta è come corsa, portata, velocità e trasmissione si combinano nel vostro ciclo reale.
Ecco i criteri che usiamo quando dimensioniamo una macchina — nell'ordine in cui vanno valutati.
La corsa deve coprire il punto di prelievo, il punto di deposito e le quote intermedie, più un margine di sicurezza. L'errore classico è misurare a disegno e dimenticare l'ingombro della pinza: 200 mm di pinza su una corsa da 1.500 mm sono il 13% di corsa utile in meno. Misurate sempre con l'organo di presa montato.
La portata nominale va letta al baricentro dichiarato. Se il vostro pezzo pesa 20 kg ma la pinza ne pesa 8 e il baricentro è spostato, state già chiedendo alla macchina più di quanto dichiara. Regola pratica: tenete un margine del 20-30% sotto la portata di targa, e la macchina vi ringrazierà con anni di ripetibilità stabile.
Sulle schede tecniche brilla la velocità massima, ma nei cicli reali — corse da 1-2 metri con continui start-stop — è l'accelerazione a decidere il tempo ciclo. Una macchina da 2 m/s con accelerazione modesta perde contro una da 1,5 m/s che accelera il doppio. Chiedete sempre il tempo ciclo stimato sul vostro layout, non i valori di picco. Abbiamo scritto una guida dedicata su come leggere i parametri di targa di un cartesiano.
La cinghia è veloce ed economica, ideale per pallettizzazione e movimentazione; la vite a ricircolo di sfere dà precisione e rigidità per asservimento e assemblaggio; la cremagliera serve sulle corse lunghe, oltre i 3-4 metri. Ognuna ha il suo costo di manutenzione: la cinghia si tende, la vite si lubrifica. Scegliete in base al ciclo, non all'abitudine.
Il portale — quattro montanti e traversa rigida — è la scelta per portate medio-alte e corse lunghe. Lo sbalzo è compatto ed economico, perfetto per carichi leggeri in spazi stretti. La soglia pratica: sopra i 30-50 kg in punta, il portale non è un'opzione, è un obbligo.
Un cartesiano isolato serve a poco: il controllo deve integrarsi con il PLC di linea, gestire i segnali di consenso e dialogare con nastri, avvolgitori e sistemi di visione. Verificate i protocolli disponibili prima di firmare, non dopo. Se avete un ciclo particolare in mente, il modo più rapido è parlarne con chi le macchine le costruisce: ogni robot cartesiano su misura parte dal ciclo reale, non dal catalogo.