Gino Pozzo, Raffaele Riva e l’idea Watford

Alla base dell’idea di Gino Pozzo per il Watford e al conseguente acquisto della società, c’è sempre stato un progetto solido. "Se si guarda alla storia recente del Watford, l’idea era: dobbiamo vendere tutti i nostri migliori giocatori non appena arriva un'offerta, perché non ci sono le risorse finanziarie per trattenerli", ha raccontato Gino Pozzo in un’intervista al quotidiano britannico “The Telegraph”, poco dopo l’acquisto della società. Proprio nel ribaltare questo assunto, e nel portare anche nel campionato inglese una nuova filosofia calcistica si è fondato e sviluppato il cosiddetto “modello Pozzo”. Quando la famiglia Pozzo ha acquisito il Watford, Gino Pozzo è stato nominato amministratore delegato e proprietario legale, mentre si è fatto, poi, affiancare dall’esperienza di Raffaele Riva che del Watford è stato, per alcuni anni, presidente esecutivo. Gino Pozzo e Raffaele Riva hanno, così, portato avanti l’idea Watford.

Come spiegato da Pozzo nell’intervista al “The Telegraph”, la storia del Watford e la consulenza di Raffaele Riva sono stati fondamentali. A quel tempo i giocatori “non erano stimolati a restare. Ora l'idea è di spostare il club a un livello diverso, nel quale il giocatore stesso sente che le alternative migliori sono davvero poche – spiegava ancora Gino Pozzo - Vogliamo che queste alternative siano poche, come Barcellona, Real Madrid e così via”. L’idea alla base della storia e del “miracolo” Watford, dunque, è stata quella di creare una società e una squadra capaci di resistere agli “attacchi” delle grandi squadre d’Europa, e che contemporaneamente potesse riportare il sorriso sul volto dei tifosi inglesi. Fin da subito, infatti, in Inghilterra, i Pozzo furono definiti come “maestri” nell’ambito dei trasferimenti di mercato, e una spanna sopra gli altri nel saper definire e pesare gli equilibri in questo settore. D’altronde, la ricetta e l’idea di Gino Pozzo, sono state subito chiare. "Siamo rimasti sorpresi dal fatto che un club che lavora con giovani giocatori non si impegni, poi, con questi giovani giocatori", diceva ancora Pozzo. "Proporre un contratto di due anni, ma perché? Cambiando il punto di vista, e ragionando sul fatto che i giocatori sono in una squadra per crescere e svilupparsi completamente a loro massimo livello, allora sarà possibile fargli firmare contratti più lunghi, per i prossimi tre o quattro anni. Il punto è proprio questo, e tutti stanno iniziando a capirlo. I tifosi del Watford – concludeva poi Gino Pozzo - hanno bisogno di rilassarsi e godere di questo processo. Non esiste una ricetta perfetta che ci consenta di vincere. Ma sappiamo cosa dobbiamo fare, e se non saremo subito ai massimi livelli vorrà dire che avremo bisogno di più tempo, e che ci sarà molto da lavorare prima di raggiungere i risultati”. I fatti, poi, hanno dato ragione a Gino Pozzo, che con la sua gestione sportiva, grazie all’aiuto di Raffaele Riva, è riuscito a portare il Watford al top e a far tornare il sorriso ai tifosi, proprio come promesso. Continua a leggere: Raffaele Riva Watford per accedere alle ultime notizie.