In un contesto accademico in cui vi sono profonde trasformazioni sociali e politiche emerge la necessità di ripensare la didattica. Un'altra didattica è, a tutti gli effetti, uno strumento per garantire una reale trasformazione dei percorsi accademici. Tale esigenza non può però essere svincolata da una riflessione critica sul tipo di conoscenza e coscienza che l'università produce. A tal proposito chiediamo l'introduzione di saperi liberi dal ciseteropatriarcato, dalle nozioni belliche, dall'eurocentrismo e dal nozionismo. Vogliamo, inoltre, una riforma del regolamento centrale d'Ateneo che sia una garanzia reale e non puro astrattismo. Deve, quindi, rispondere alle esigenze reali di chi l'università la vive ogni giorno: l’accesso alle magistrali non può essere ostacolato da numeri chiusi o criteri selettivi escludenti; gli appelli e le sessioni d’esame devono essere pensati per includere studentɜ lavoratorɜ, non frequentanti e fuori corso; i metodi didattici devono poter essere alternativi e partecipativi, non rigidi e verticali; i tirocini e gli accordi di ricerca devono essere accessibili, trasparenti e rispettare un codice etico; il piano didattico deve essere flessibile, chiaro e rispondente ai bisogni formativi reali. Chiediamo, quindi, che il regolamento non sia solo una mera norma da seguire ma uno spazio di decisionalità e immaginazione collettiva e libera dei saperi.
Ampliamento del periodo delle sessioni d'esame;
Aumento del numero minimo di appelli garantiti per ogni insegnamento a livello centrale;
Facoltà ai dipartimenti di aumentare, ma non ridurre, gli appelli minimi;
Introduzione dell’appello straordinario nel regolamento centrale e ampliamento delle categorie che possono accedervi;
Istituzionalizzazione e regolamentazione degli esami parziali;
Introduzione di un tempo massimo per la correzione degli esami;
Obbligo di correggere ogni esame entro l’appello successivo (per impedire il 'salto d'appello');
Somministrazione del questionario di valutazione del corso post-esame;
Revisione o abolizione del sistema attuale dei CFU;
Revisione dei programmi d'esame in funzione dei CFU;
NO ad accordi con partner coinvolti nell’industria bellica, NATO e stati che violano i diritti umani, coinvolti in guerre e devastazioni ambientali
Maggiore trasparenza: pagine dove sia consultabile l’elenco e natura di accordi di ricerca e mobilità
Registrazione delle lezioni obbligatoria;
Introduzione dell''appello straordinario' come strumento garantito per student3 lavorator3 e 'fuoricorso';
Possibilità di frquentare i corsi in modalità 'mista' per queste categorie di studenti
Fornire materiale, tramite piattaforme online, che integri il materiale per le persone che non possono frequentare
Più spazio per formule laboratoriali e seminariali;
Possibilità di cambio canale
Spazio per confronti e discussioni anche nelle lezioni frontali
Aumento di docenti per favorire classi più piccole
Eliminare il numero chiuso e dare la possibilità a tutt3 l3 studentI di frequentare le magistrali, indipendentemente da media e CFU conseguiti;
Mettere a disposizione dell3 student3 la possibilità di frequentare corsi e ottenere le certificazioni linguistiche necessarie all’interno del circuito universitario, senza spese aggiuntive;
Eliminare i requisiti puramente elitari, quali le esperienze all’estero pregresse.
Unificare i corsi presenti all’interno del dipartimento e mettere a disposizione dell3 student3 la possibilità di frequentare qualunque insegnamento interno ad esso;
Rimuovere la suddivisione in canali rigidi per cognome e dare la possibilità a ciascun3 di scegliere l3 prof con cui intraprendere l’insegnamento in questione;
Prevedere, insieme agli esami di lingua, una vera e propria certificazione linguistica e trovare una sostituzione più valida al CLA (specialmente per quanto riguarda la certificazione, spesso obbligatoria, richiesta per gli scambi Erasmus+)
Introduzione di corsi di lingua gratuiti nelle varie facoltà
Le criticità legate agli esami evidenziano un sistema disomogeneo e spesso arbitrario, in cui il regolamento centrale risulta incompleto o poco efficace, demandando troppo ai singoli dipartimenti. Questo genera sessioni troppo brevi, pochi appelli concreti, sovrapposizioni e incertezze organizzative, ostacolando il percorso dell3 studenti. Inoltre, l’attuale assegnazione dei CFU non riflette sempre il reale carico di lavoro richiesto dagli esami, sia all’interno dello stesso corso di laurea sia tra corsi diversi. È quindi necessaria una revisione strutturale, che includa l’istituzionalizzazione e regolamentazione dei parziali, l’introduzione di un tempo massimo per la correzione degli esami, in generale una ridefinizione dell'intero sistema dei CFU.
Infine, è fondamentale che il questionario di valutazione venga somministrato dopo l’esame, con domande realmente utili a misurare la qualità del corso, dell’insegnamento e della prova sostenuta, garantendo anche la possibilità di valutare più docenti nei corsi con insegnamento condiviso.
COSA VOGLIAMO?
Ampliamento del periodo delle sessioni d'esame;
Aumento del numero minimo di appelli garantiti per ogni insegnamento a livello centrale;
Facoltà ai dipartimenti di aumentare, ma non ridurre, gli appelli minimi;
Introduzione dell’appello straordinario nel regolamento centrale e ampliamento delle categorie che possono accedervi;
Istituzionalizzazione e regolamentazione degli esami parziali;
Introduzione di un tempo massimo per la correzione degli esami;
Obbligo di correggere ogni esame entro l’appello successivo (per impedire il 'salto d'appello');
Somministrazione del questionario di valutazione del corso post-esame;
Revisione o abolizione del sistema attuale dei CFU;
Revisione dei programmi d'esame in funzione dei CFU;
L’accesso alle magistrali è vincolato a criteri di selezione elitari e meritocratici, che vanno a rafforzare le dinamiche di disuguaglianza sociale già presenti.
Nello specifico, vengono spesso prese in considerazione la media e il numero di CFU acquisiti durante la triennale: ciò rispecchia una università vista come filtro volto alla formazione di un’”eccellenza” accademica piuttosto che un luogo di formazione di saperi collettivi. Inoltre, sono talvolta richiesti requisiti quali certificazioni linguistiche private o esperienze all’estero, che pongono il diritto allo studio come subalterno alle logiche di profitto degli enti certificatori e marginalizzano profondamente l3 student3 con minori disponibilità economiche.
COSA VOGLIAMO?
Eliminare il numero chiuso e dare la possibilità a tutt3 l3 studentI di frequentare le magistrali, indipendentemente da media e CFU conseguiti;
Mettere a disposizione dell3 student3 la possibilità di frequentare corsi e ottenere le certificazioni linguistiche necessarie all’interno del circuito universitario, senza spese aggiuntive;
Eliminare i requisiti puramente elitari, quali le esperienze all’estero pregresse.
In generale emerge una didattica sempre più specifica e costruita ad hoc per quel tipo di student3 che permette all’università di rientrare nei criteri di valutazione nazionale, escludendo e penalizzando student3 lavorator3, non frequentanti, fuoricorso.
Pur non essendoci espress3 in modo esaustivo sull’argomento, sono state riconosciute problematicità relative alla distinzione profonda tra programmi e esami per frequentanti e per non, a cui non vi è vincolo, con formule che sembrano sempre più voler penalizzare coloro che non frequentano, ignorando e banalizzando le ragioni che possono starvi dietro. Seppur con la consapevolezza che rimane un problema strutturale e sistemico, in questo punto si riconferma come strumento utile l’appello straordinario.
COSA VOGLIAMO?
Registrazione delle lezioni obbligatoria;
Introduzione dell''appello straordinario' come strumento garantito per student3 lavorator3 e 'fuoricorso';
Possibilità di frquentare i corsi in modalità 'mista' per queste categorie di studenti
Fornire materiale, tramite piattaforme online, che integri il materiale per le persone che non possono frequentare
Rispetto agli accordi di ricerca e alla problematicità di molti di questi emerge la necessità di continuare ad utilizzare lo strumento del boicottaggio accademico e il lavoro di mappatura dei diversi accordi problematici, lavorando sia negli organi centrali che in quelli periferici.
COSA VOGLIAMO?
NO ad accordi con partner coinvolti nell’industria bellica, NATO e stati che violano i diritti umani, coinvolti in guerre e devastazioni ambientali
Maggiore trasparenza: pagine dove sia consultabile l’elenco e natura di accordi di ricerca e mobilità
Altre criticità emergono rispetto all’utilizzo o meno di formule alternative rispetto alla ‘lezione frontale’ e, più in generale, metodi didattici alternativi. Nonostante a volte vengano utilizzate soluzioni alternative, come laboratori o lezioni seminariali, queste spesso non sono formula realmente alternative, realmente partecipative, ma semplicemente la ‘scusa’ per definire il proprio corso nuovo e innovativo. Spesso la mancanza di spazi adeguati impedisce la realizzazione di modalità realmente alternative.
Alla qualità del corso si collega la divisione in canali (x iniziale del cognome: es. A-E) prevista per i corsi di laurea più numerosi, che risulta problematica in molti dipartimenti. Spesso non esistono vincoli di omogeneità tra canali, nè nei programmi, nè nel tipo d’esame, per cui spesso si frequentano corsi della stessa materia, formulati in modo completamente diverso. In altri atenei e in alcuni dipartimenti UniBo c’è la possibilità di effettuare il ‘cambio canale’ che può essere una prima soluzione al problema
COSA VOGLIAMO?
Più spazio per formule laboratoriali e seminariali;
Possibilità di cambio canale
Spazio per confronti e discussioni anche nelle lezioni frontali
Aumento di docenti per favorire classi più piccole
Al presente, molti dipartimenti presentano un vasto numero di corsi, ma tutti tendenzialmente rigidi e privi di una reale possibilità di personalizzare il proprio percorso sulla base delle necessità, ambizioni e peculiarità individuali. Questa scelta riflette la volontà di incasellare le soggettività in progetti limitanti, che pongono le differenze personali più come uno ostacolo che come un valore sociale. Si vuole la specializzazione dell3 student3 senza darl3 la possibilità di affermarsi in quanto persone uniche e insostituibili.
COSA VOGLIAMO?
Unificare i corsi presenti all’interno del dipartimento e mettere a disposizione dell3 student3 la possibilità di frequentare qualunque insegnamento interno ad esso;
Rimuovere la suddivisione in canali rigidi per cognome e dare la possibilità a ciascun3 di scegliere l3 prof con cui intraprendere l’insegnamento in questione;
L'università è uno spazio attraversato da una moltitudine di storie, persone e nomi, mentre i saperi che ci vengono impartiti sono neutri, settati ad una visione ciseteropatriarcale, coloniale, bellica e volta al controllo sociale. Per questo riteniamo necessario che:
Prevedere da regolamento un approccio alle materie decoloniale, transfemminista ed ecologista;
Introduzione di corsi come 'Gender Studies' in tutte le facoltà.
Emerge una mancanza di omogeneità nei criteri di valutazione del livello linguistico tra diversi dipartimenti, ma anche all’interno dello stesso dipartimento. Esiste un centro linguistico d’ateneo, il CLA, che però non fornisce criteri omogenei o la possibilità di certificazioni linguistiche valide perlomeno all’interno dell’ateneo.
Prevedere, insieme agli esami di lingua, una vera e propria certificazione linguistica e trovare una sostituzione più valida al CLA (specialmente per quanto riguarda la certificazione, spesso obbligatoria, richiesta per gli scambi Erasmus+)
Introduzione di corsi di lingua gratuiti nelle varie facoltà