Come l’altissimo
Come l’altissimo, come l’altissimo muro del pianto
tu dividerai lo spirito.
Si vedranno le ali del tempo
sollevare il bambino più piccolo
come succedeva nel sogno.
E il sogno di chi era non lo so
E il tempo di chi era non lo so
Ma il fiore era verde
l’erba era scarlatta.
Come quando sei sceso dall’alto
e il campo era pieno di papaveri
così rasoterra soltanto la ruota
poteva sapere perché.
Motivazione
Con il ciclo de I Tolki, Ida Travi costruisce una delle esperienze poetiche più originali della contemporaneità italiana: un’opera in più libri che si presenta come un unico lungo poema.
“Tolki” è un neologismo inventato dall’autrice, che deriva dal verbo inglese to talk (“parlare”). Significa quindi: “i parlanti”.
I Tolki non sono personaggi nel senso tradizionale, ma presenze: un popolo minimo, quasi primitivo, che vive in una condizione essenziale fatta di gesti elementari, relazioni nude, attese. Il loro linguaggio è scarno, spezzato, talvolta infantile, e proprio in questa apparente povertà si rivela la forza del progetto poetico: dire l’umano quando le parole vengono meno.
È una poesia non immediata, che richiede attenzione e ascolto, ma che restituisce un senso forte di verità e di resistenza umana.
Nasce a Cologne, Brescia, nel 1948. La sua poesia si inscrive nel rapporto tra oralità e scrittura, tematica affrontata nei saggi L’aspetto orale della poesia, Selezione Premio Viareggio, 2001 e Poetica del basso continuo, 2015. Dopo cinque sillogi per Moretti&Vitali Editori esce nel 2024 per Il Saggiatore la raccolta completa degli otto libri dei Tolki.
Per il teatro ha scritto Diotima e la suonatrice di flauto, Baldini Castoldi Dalai, 2004, drammaturgia e libretto per opera a firma del M°. Andrea Battistoni. Nel 2022 tiene un incontro per ‘Cantiere’ Teatro Valdoca con presentazione di Mariangela Gualtieri. Ne segue il film Come cani, come angeli, regia di Cesare Ronconi e poesie di Ida Travi (30 min.).