Ti piacerebbe, mi chiedo ogni giorno
o forse no, un mio gesto, anche un pensiero
ora che sei così fatta più lieve
al punto da non essere, sarebbe
più che tradirti nell’ora presente
di estrema debolezza. Lascia stare
mi dicono gli amici compatendo
non ti vede non ode non ti parla
e mai più ti dirà del suo sentire.
Ma io ti ho conosciuta, sopravvivi
anche se non risorgi, la tua parte
minuscola di eterno è nel mio cuore.
Motivazione
In Per non morir, Adriano Sansa propone una poesia essenziale e meditativa, segnata da una riflessione su tempo, memoria e senso dell’esistere. “Non morire” significa conservare uno sguardo vigile sul mondo, mantenere viva una coscienza, fare della poesia un gesto di resistenza.
Centrale è il tema della memoria, non nostalgica ma viva, capace di interrogare il presente. Dall’opera emerge una dimensione etica: la poesia resta in dialogo con il mondo e con la responsabilità individuale.
Non mancano accenti di malinconia, ma mai disperazione: nei versi si avverte una misura, una compostezza che lascia spazio a una forma di pacata fiducia.
Lo stile è sobrio, privo di enfasi; le immagini quotidiane, spesso naturali, assumono valore simbolico e diventano occasioni di pensiero sul tempo e su ciò che resta
Nasce a Pola nel 1940. Magistrato. Sindaco di Genova dal 1993 al 1997. È stato condirettore di “Resine”, quaderni liguri di cultura. Ha collaborato a Airone, Il Secolo XIX, il Corriere di informazione, La Riviera Ligure, Nuovo Contrappunto e altri quotidiani e periodici.
Autore di libri di poesie ha pubblicato, in particolare, Affetti e indignazione, Scheiwiller, Milano, 1995; L’esule felice, Il Canneto, Genova, 2020 e Al di là dell’ombra, Elliot, 2022.
Ha collaborato ai volumi L’adozione speciale, UTET, Torino, 1971; I diritti del minore e la realtà dell’emarginazione, Zanichelli, 1977.
È autore de I diritti dell’ambiente, Zanichelli,1981; La Repubblica diseguale, Paoline,1981; La memoria e la speranza, Marietti e Club degli editori,1990.