La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista in comune di Cuneo, frazione Passatore, è ubicata a nord-ovest del centro abitato che fa capo alla Parrocchia.
Non sono state reperite pubblicazioni che trattano della storia della chiesa ma si ringrazia del prezioso aiuto Don Gian Michele Gazzola, che ha pazientemente consultato i documenti di archivio sulla base dei quali ha steso una sintesi storica dell'edificio con una dettagliata descrizione di seguito riportata.
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Il territorio dell'Oltre Stura cuneese appartenne alla Diocesi di Torino, dal medioevo fino al 1592, ed era compreso nella vastissima Pieve di Caraglio, che aveva la cura pastorale dei paesi da Centallo a Castelmagno e ad Acceglio. All'interno di questa zona vi era la presenza di monaci benedettini nella chiesa di San Martino di Corsia, dipendente dall'abbazia di San Dalmazzo in Pedona, nella chiesa di San Benigno Grana, dipendente dalla grande abbazia di San Benigno di Fruttuaria, e nelle chiese di San Bartolomeo di Caranta (forse presso Cascinetta di San Benigno).
Cura parrocchiale nelle chiese rurali di Santa Maria e San Giacomo in Passatore, inizio del 1300.
Il primo documento noto di chiese a Passatore è del 1351, relativo ad un'investitura delle chiese di San Giacomo e Santa Maria, individuate dagli studiosi nella cappella di San Giacomo a Cerialdo ed in una cappella di Santa Maria collocata probabilmente dove si trova l'attuale chiesa parrocchiale di Passatore.
Ma vi sono studiosi dubbiosi per questa seconda cappella, poiché esiste un elenco abbastanza dettagliato per la diocesi di Torino di chiese nel 1386, ed in esso non sono indicate chiese nella zona di Passatore!
Sicuramente vi fu uno sviluppo di edifici religiosi in queste terre con la metà del Quattrocento, in concomitanza con la bonifica attuata con la realizzazione dei canali di irrigazione del Roero e delle sue diramazioni. Anzi nel 1464, in un altro documento di conferimento di chiese, viene ricordata la cappella di San Magno, affidata alle cure di un certo fra Riccardino assieme alle due chiese di San Giacomo e Santa Maria.
I primi parroci sono ricordati nel corso del 1300, in alcuni dei predetti documenti, ma non si è in grado di stabilirne una regolare cronologia.
Costruzione della chiesa di San Giovanni Battista in Passatore, nel 1475, 19 ottobre.
Nel 1475 si ha notizia della presenza di una nuova cappella, costruita su iniziativa di Rufino de Murris, partecipe della bonifica del territorio con la formazione dei canali irrigui. Esse venne dedicata a San Giovani Battista.
Prendendo per certa l'identificazione della cappella di San Giacomo a Cerialdo, restano da individuare le altre tre cappelle precedenti alla Visita Apostolica del 1586, che è la prima a descrivere la chiesa di Passatore nel sito attuale ed in modo tale da poter poi verificare la sua crescita.
Per la chiesa di Santa Maria si ha un prezioso resto che garantisce la sua collocazione proprio nell'attuale chiesa, anzi alla base del maestoso campanile. Questa torre campanaria insiste infatti sopra un vano rettangolare con volta a botte, sulla cui parete di fondo è dipinta una pregevole immagine della Madonna con il Bambino in braccio. Gli esperti valutano che questo affresco sia stato realizzato attorno al 1500. L'affresco è più ampio di questa figura centrale e si sviluppa in riquadri laterali, ora poco leggibili, ed in parte inseriti nelle muratore di rinforzo fatte per reggere le tonnellate di materiale della torre sovrastante.
L'impostazione delle immagini è ancora quella tipica di tante chiese gotiche, di un polittico, cioè di un quadro con figure affiancate o a vari scomparti, suddivisi da cornicette o elementi architettonici.
Dalle notizie della chiesa dalla fine del Cinquecento in poi, risultano altri affreschi nell'edificio, ora non più visibili, ma forse sono ancora in parte rin tracciabili. (Fase I)
Nella Diocesi di Fossano, dal 1592 Parrocchia di Santa Maria e San Giovanni Battista in Passatore
Le prime descrizioni, pur sintetiche o parziali, della chiesa sono nella visita apostolica del 1584, quindi ancora nella dioce- si di Torino, e quella pastorale del vescovo di Fossano, monsignor Daddei del 1593, risulta a due navate con volta intonacata, ma aperta e senza conservazione del Santissimo Sacramento e senza protezioni alle finestre.
Non vi è sacrestia, ma vi è già la casa canonica di due stanze, anche se il parroco abita a Cuneo, per paura di soldataglia; la chiesa ha quattro altari: il maggiore, di S. Magno, della Madonna, di S. Defendente.
Alcune indicazioni più dettagliate su questi altari si trovano nelle visite pastorali dei vescovi del Seicento: Tomaso Biolatti, 1619, Federico Sandri Trotti, 1628, 1633, 1643; Clemente A. Sandri Trotti, 1664.
In particolare è attestata la presenza di pitture nel presbiterio e nella cappella di S. Magno; vi è un secondo altare di S.Magno; molto antico è l'altare della Madonna del Rosario (1628). Fin questo periodo vengo- no segnalati il battistero, il cimitero, il portico antistante la chiesa. (Fase II).
Dal 1643 si possono avere dei dati più dettagliati, perché inizia il primo libro dei conti della chiesa. Si può in tal modo seguire alcune fasi del cambio di orientamento della chiesa,tra il 1643 ed il 1656: essa venne ampliata ruotando di 90 gradi il suo asse principale, in modo che l'altare maggiore venne costruito in un piccolo presbiterio a lato della cappella di san Magno, l'aula fu ridotta ad unica navata, con costruzione di tratto di volta e pavimento, la sacrestia venne rinnovata tra la cappella di San Magno e la canonica.
Elemento qualificante fu l'acquisto a Savigliano della pala dell'altare opera del Claret. Venne ovviamente costruita una nuova facciata della chiesa, sita circa alla metà dell'attuale navata.
Dai conti risultano pure lavori per il campanile e per le tombe nella chiesa, una nuova campana, la recinzione al cimitero (1660-1680); (Fase III)
Un intervento significativo per la fisionomia attuale dell'edificio fu l'ampliamento della chiesa, che venne allungata, abbattendo la facciata secentesca per edificare la nuova, portale e finestra con vetrata; in concomitanza vennero pure realizzate la tribuna, il nuovo battistero, inserito sotto la scala della tribuna. Questi interventi si protrassero negli anni 1721-1726.
Nel frattempo sono pure rendicontati dei lavori al campanile, a più riprese tra il 1690 ed il 1703. A metà Settecento si provvide alla costruzione della confraternita, ricavata dove c'era l'antico portico della chiesa, realizzandovi a lato un coro, sporgente dall'edificio, regolarmente rifinito di volta e banchi, e completando l'opera con la costruzione altare della Trinità (1752-56).
Tra le parti ora non più godibili, perché coinvolte in successivi interventi, furono realizzati nel Settecento: un nuovo altare maggiore e modificati degli altari laterali; furono scavate delle tombe in chiesa; venne collocato il nuovo pulpito(1750-59); il presbiterio venne chiuso con una balaustra in ferro (1758); si provvide un nuovo pavimento in mattonelle (1760 — 63), ed infine vennero acquistati i quadri della Via Crucis (1765).
Così era la chiesa come venne descritta minuziosamente nella visita pastorale di Monsignor Carlo Giuseppe Morozzo , il 13-15 agosto 1766.
Negli anni seguenti si attuarono molti interventi minori, ma ben documentati: una nuova tribuna e scala (1767), una nuova porta e bussola (1788-90); si acquistò la statua della Madonna del Rosario, con adeguata nicchia per essa (1769-73); venne collocato il pavimento del presbiterio in pianelle e volta della sacrestia (1773); lavori al campanile ed orologio (1776- 1777); nuova statua e quadro all'altare di s. Magno (1774-82); recinzione e nuova porta al cimitero (1788-90). (Fase IV)
Allungamento del coro e nuovo presbiterio (1796 — 98) Infine l'ultimo grande intervento che portò l'edificio all'attuale forma, fu ampliamento del coro absidale, con un vasto presbiterio per un rinnovato altare maggiore, in rapporto con il medaglione in stucco per l'ancona (1796- 98). (Fase V)
Nella Diocesi di Mondovì 1805 — 1817
Nella revisione delle diocesi imposto dal regime napoleonico, la parrocchia di Passatore fu aggregata per una dozzina d'anni nella diocesi di Mondovì, dal 1805 al 1817.
Nella Diocesi di Cuneo dal 1817
Con l'istituzione della diocesi di Cuneo, tutto il comune di Cuneo entrò in essa. Per la chiesa di Passatore, divenuta una delle più popolose della zona, si realizzarono varie migliorie: la nuova sacrestia (1815); nuovi banchi (1821); pitture a volta e pareti di coro e presbitero di G. Toselli (1844); organo (1850); pavimento in asfalto (1855).
Il maggior respiro dell'aula venne conferito con l'apertura delle arcate laterali, unificandolo con l'oratorio della confraternita e sfondando anche le due arcate meno profonde vero la facciata (1885) .
L'accesso alla confraternita, fu per un certo periodo porta secondaria, ma poi venne ridotto a magazzino sul fianco della facciata (1901).
Infine venne costruito l'attuale altare mag-giore in marmo (1956-58). (Fase VI)