Parroco : piergiorgio.racca@diocesicuneofossano.it
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di Giovanni
RUBRICA “ FOTO VECCHIE “, raccogliamo vecchie istantanee del nostro paese. Chiunque abbia piacere di collaborare può inviare le proprie fotografie all’indirizzo e-mail :
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Regolamento che disciplina le modalità d’uso delle strutture, delle attrezzature e dei beni della parrocchia situate presso gli spazi di proprietà, utilizzabili per lo svolgimento di attività religiose, sociali, culturali, ludico-sportive, da parte di privati, gruppi ,enti, comitati.
negli ultimi tempi
ATRIO CAMPANILE
Alla base della torre campanaria, verso meridione, si apre una porta che immette in un vano, già facente parte dell’antica chiesa di Santa Maria. Sulla parete di fondo, in una lieve cornice ad arco e su uno sfondo a leggera partitura architettonica da cui pende un velo, è dipinta una dolce Madonna che allatta un paffuto Gesù Bambino, che volge gli occhi al visitatore; alla sinistra della Madonna, san Sebastiano volge lo sguardo ad essi; al suo fianco vi è una santa di incerta lettura, probabile santa della carità che sembra accogliere una bambina inginocchiata e con la testa posata sulle ginocchia della santa stessa; sul lato opposto sant’Antonio abate è intento a guardare un libro e sorreggere una campanella, mentre ai suoi piedi spunta un porcellino. L’insieme dell’affresco, che emerge dal restauro, è pregevole testimonianza figurativa tra quattro e cinquecento. Sono santi ascrivibili ad una cappella di sosta per pellegrini: la Madonna che allatta Gesù evoca il dono del cibo, sant’Antonio si prende cura delle malattie e san Sebastiano protegge contro i rischi dei contagi pestilenziali. I rimandi locali richiamano appunto chiese su itinerari antichi: la Madonna che allatta è al centro della sequenza di santi affrescati nella chiesa di Santa Maria della Valle a Valgrana, attribuibili al secolo XIV; altra figura simile è nella cripta di San Benigno; pure a Valgrana vi era una chiesa dedicata a Sant’Antonio abate, come a Roccasparvera, tappe dell’itinerario degli antoniani nelle valli Stura e Grana dalla Francia verso la pianura padana. Il culto verso san Sebastiano ebbe una vasta diffusione tra ‘400 e ‘500. (Don Gian Michele Gazzola)