Noceto, 22 gennaio 2025
La fideiussione della cava Marchetta, una vicenda da approfondire
I fatti
L’escavazione della Cava Marchetta, in località La Rampa, era stata autorizzata nel 2016 e, a tale riguardo, il Comune di Noceto e la ditta “La Rampa Srl” avevano firmato una convenzione attraverso la quale il soggetto privato si impegnava all’esercizio dell’attività estrattiva conformemente al progetto autorizzato e ad eseguire i ripristini ambientali finali. Per tali ripristini presentava, quale garanzia per il Comune, una fideiussione di € 740.332,60 (importo quantificato in base ai lavori di ripristino ambientale che dovevano essere eseguiti) rilasciata dalla società China Taiping Insurance (UK) Co Ltd, con sede a Londra.
Il ripristino finale delle cave, dopo la loro coltivazione (così è chiamato in gergo tecnico il loro sfruttamento), costituisce un fondamentale elemento di interesse pubblico, proprio per la grande importanza che la tutela dell’ambiente, nella sua interezza, riveste in tutto il processo.
Il Comune ha quindi l’onere del controllo e la responsabilità di tutelare gli interessi collettivi che, in un caso come questo, sono principalmente riconducibili al corretto esercizio dell’attività estrattiva in conformità con gli strumenti di pianificazione e, soprattutto, nel garantire il corretto e completo ripristino ambientale una volta finiti i lavori.
Proprio per il perseguimento di tali obiettivi, il Comune, in coerenza con le leggi vigenti, si è garantito con la fideiussione di € 740.332,60 prestata, come accennato, dal soggetto attuatore con la firma della convenzione.
In data 31.12.2020 il Comune di Noceto rilasciava alla società responsabile della coltivazione della cava la proroga fino al 07.01.2022.
In data 13.04.2021, appena quattro mesi dopo il rilascio della proroga, il Comune, forse in sentore della situazione economica della ditta concessionaria, formalizzava alla CHINA TAIPING la richiesta di escussione della garanzia prestata.
Successivamente, con provvedimento del 01.10.2021, il Comune disponeva l’escussione della fideiussione di € 740.332,60 emessa dalla CHINA TAIPING a garanzia della corretta e completa esecuzione dei lavori di ripristino della cava (occorre ricordare che l’importo della fideiussione, in base alla convenzione sottoscritta, avrebbe dovuto essere annualmente aggiornato applicando gli indici ISTAT e, quindi, il Comune avrebbe potuto fare riferimento su una somma garantita sensibilmente più alta, ben oltre gli 800.000 euro).
Con sentenza n. 45 del 23.09.2022, il Tribunale di Parma dichiarava il fallimento della società “La Rampa” e il Comune di Noceto, con lettera del 15.12.2022 ha richiesto di essere ammesso allo stato passivo della procedura fallimentare per il valore di € 830.000,00, pari all'importo attualizzato dei lavori di ripristino.
Nel giugno 2023, per il tramite di un avvocato incaricato, si è avviato un procedimento di mediazione nei confronti della CHINA TAIPING, incaricando l’assessora Maini a rappresentare il Comune di Noceto.
Con deliberazione n. 80 del 23.05.2024, la Giunta Comunale ha stabilito di procedere alla transazione con la CHINA TAIPING, accettando bonariamente la somma di € 350.000,00 (quindi meno della metà della somma garantita con la fideiussione prestata) che la compagnia assicuratrice avrebbe proposto e poi versato al Comune di Noceto.
Con la sesta variazione al Piano Esecutivo di Gestione (PEG) 2024-2026, viene iscritta a bilancio fra le entrate la somma di € 349.942,00, senza tuttavia prevedere la corrispondente spesa in nessuna annualità.
I nostri quesiti
Nella seduta di Consiglio Comunale del 28 novembre 2024 abbiamo presentato un'interrogazione, che chiedeva conto di questa vicenda.
Perché ci si è insinuati allo stato passivo del fallimento per l'intero importo attualizzato dei lavori di ripristino ambientale, pari a € 830.000,00, e al momento di escutere la fideiussione ci si è accontentati di € 350.000,00, cioè meno della metà del dovuto?
Perché la somma incassata non figura a bilancio tra le spese? Forse perché nella medesima variazione di bilancio quei soldi sono stati dirottati nella manutenzione straordinaria delle strade, che hanno visto un incremento di oltre 600.000 Euro?
A questa interrogazione abbiamo avuto risposte parziali ed insoddisfacenti.
Il mancato ripristino ambientale di una cava costituisce, a nostro avviso, un grave danno ambientale e l'incasso di solo una parte della fideiussione prestata a garanzia del ripristino costituisce sicuramente un danno ingente per le casse comunali, mettendo in discussione tutti quegli strumenti che, se non applicati con rigore, impediscono il corretto perseguimento degli interessi pubblici.
Non può passare il messaggio che siano meritevoli di tutela solo le attività che generano profitto per i privati e che fondi vincolati a un ripristino ambientale siano distratti a favore di altre opere, anche se di interesse generale.
Per il Gruppo consigliare, Ermanno Zuccheri