Il luogo è venerato a partire dal 490, anno in cui secondo la tradizione avvenne la prima apparizione dell'arcangelo Michele sul Gargano a san Lorenzo Maiorano. Un primo santuario venne costruito nel 493 sulla grotta dove avvenne l'apparizione e a partire dal VII secolo l'area garganica nella quale sorgeva il santuario, entrò a far parte dei domini Longobardi poiché compresa nei territori del Ducato di Benevento.
L'opera di conversione dei Longobardi, già avviata nel 589 dalla regina Teodolinda, venne completata sotto il regno di Cuniperto; il culto micaelico si sviluppò quindi entro un contesto di religiosità arcaica, in cui trovava grande seguito la venerazione di quei santi percepiti come affini alle divinità di ascendenza norrena della tradizione germanica. All'Arcangelo Michele furono infatti attribuite le medesime virtù guerriere un tempo adorate in Odino, dio germanico della guerra, guida verso l'aldilà, nonché protettore degli eroi e dei guerrieri.
A San Michele vennero con il tempo dedicati svariati edifici religiosi, in particolare nel territorio del Ducato di Benevento, dove il primo epicentro del culto micaelico presso i Longobardi fu proprio il Santuario di San Michele Arcangelo e dal quale si diffuse in tutto il Regno Longobardo fino a essere presto considerato il santo patrono dell'intero popolo.
Il Santuario di San Michele Arcangelo divenne quindi il principale centro di culto dell'arcangelo dell'intero Occidente, modello tipologico per tutti gli altri. Esso fu oggetto del mecenatismo monumentale sia dei duchi di Benevento, sia dei re installati a Pavia, che promossero numerosi interventi di ristrutturazione per facilitare l'accesso alla grotta della prima apparizione e per alloggiare i pellegrini. Il Santuario San Michele Arcangelo divenne così una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità, tappa di quella variante della Via Francigena oggi chiamata Via Sacra Langobardorum che conduceva in Terra Santa.
Il 25 giugno 2011 il Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant'Angelo diventa Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO con il circuito seriale The Longobards in Italy, Places of Power, 568 – 774 A.D., entrando a far parte della schiera dei più autorevoli Beni Culturali del mondo
Il 5 gennaio 2014 la National Geographic Society (una delle più grandi istituzioni scientifiche ed educative non profit al mondo) ha riconosciuto la Grotta di San Michele Arcangelo come una delle grotte sacre più belle del mondo. Per la precisione la grotta micaelica è stata posizionata all'ottavo posto nella top ten mondiale redatta dall'ente scientifico. Essa è l'unica grotta italiana ad essere stata inserita nella lista delle prime dieci.
La basilica minore di Santa Maria Maggiore di Siponto, comunemente conosciuta come basilica di Siponto era l'antica cattedrale di Siponto (Manfredonia), eretta nel 1977 a basilica minore dal cardinale Corrado Ursi quale rappresentante di papa Paolo VI.[1] La basilica è dedicata a Maria Santissima di Siponto.
L'edificio molto singolare con forma a pianta quadrata, con due chiese indipendenti di cui una interrata, la cripta, due absidi a vista poste sulle pareti sud e est, un portale monumentale rivolto ad ovest verso la strada che entra in Manfredonia, databile per le sue caratteristiche all'età medievale. La piccola campanella è stata posta nel Settecento, mentre al centro della facciata era visibile lo stemma arcivescovile dell'arcivescovo di Manfredonia Domenico Ginnasi (1586-1607) che restaurò l'edificio. L'interno della chiesa è databile all'XI secolo. La chiesa è un gioiello dell'arte romanico pugliese, pur mostrando influenze islamiche e armene.
La prima data documentata è quella del 1117, quando la chiesa venne solennemente consacrata e ci fu la reposizione delle reliquie di san Lorenzo Maiorano sotto l'altare maggiore; si pensa che in quell'anno sia avvenuto il passaggio di consegne tra la nuova chiesa (questa) e la vecchia basilica paleocristiana (già basilica pagana), ridotta oggi a soli ruderi di interesse archeologico. La chiesa superiore sorgeva su quella inferiore, databile all'alto medioevo, costruita con i ruderi della vecchia caduta dopo un terremoto.
Per secoli è stata custodita l'icona di Maria Santissima di Siponto, databile all'XI secolo e custodita attualmente nella cattedrale di Manfredonia per questioni di sicurezza; come anche la statua lignea detta la Sipontina o Madonna dagli occhi sbarrati dell'XI secolo, in legno policromo di carrubo d'origine bizantina, che fu la prima Madonna che si venerò a Siponto.
Nel marzo 2016 è stata inaugurata l'opera d'arte intitolata "Dove l'arte ricostruisce il tempo" dell'artista Edoardo Tresoldi. Una ricostruzione dell'antica basilica paleocristiana, alta 14 metri e pesante 7 tonnellate, fa parte di un intervento complessivo di modernizzazione del sito archeologico di 3,5 milioni di euro di fondi pubblici.
Il santuario della Madonna Incoronata è un santuario cattolico di Borgo Incoronata, frazione della città di Foggia, dove si venera l'effigie della beata Maria Vergine Incoronata, una Madonna Nera.
La prima apparizione della Madonna avvenne nell'aprile del 1001, ad un conte di Ariano e ad un pastore nel bosco del Cervaro, a sud di Foggia. Nei pressi dell'albero dove l'apparizione era avvenuta il pastore riempì una "caldarella" con una "mesata" di olio e ne realizzò una lampada votiva che ancora oggi, per devozione popolare, continua ad ardere nel santuario. Immediatamente fu costruita una chiesetta, che poi divenne un vero e proprio complesso con annesso monastero. Nel XIX secolo fu ampiamente ristrutturato, come dimostrano immagini storiche, avente un aspetto neoclassico con porticato laterale per l'accesso dei fedeli.
Nel 1950 iniziarono i lavori per la costruzione dell'odierno santuario, con campanile alto 57 m, e della annessa "opera don Orione".
Nel marzo del 1978 papa Paolo VI lo elevò alla dignità di basilica minore.
L'interno è arricchito dall'immensa corona bronzea che è appesa alla cupola con soli 8 tiranti liberi e oscillanti, sopra l'ingresso il monumentale organo di 2000 canne, con 2 tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32 pedali con 28 registri a trasmissione elettrica costruito nel 1982 dal Maestro Alessandro Girotto.