Ma come e quando si decide un percorso da fare quando siamo un gruppo? Intanto come in ogni gruppo c’è chi propone e c’è chi segue e qualcuno che mette condizioni in base al proprio fisico e voglie particolari. E poi c’è un partecipante che non manca mai ed è decisivo: il meteo! Per noi che abbiamo solo il sabato o la domenica a disposizione il meteo è fondamentale, uscire di sabato pomeriggio? Uscire di domenica mattina? Nei mesi invernali la speranza è nella domenica, per riuscire ad avere una temperatura in rialzo, ed un po’ di tempo in più. A volte… il meteo decide che l’uscita non ci sarà…
Ma siamo positivi e possiamo uscire, non rimane che decidere il percorso, nessuno mette vincoli, allora perché non mettiamo in lista la bestia nera: Le Gardelline? Ci sono parole che spingono alla tentazione, questa è una di quelle, proprio perché è una sfida per qualsiasi MTBiker di Valsamoggia e dintorni!
Partenza prevista alle 14:30 dalla piazza di Bazzano, il primo ad aspettare in piazza è Matteo, con la sua prima uscita con noi, e subito ci elenca, appena arriviamo, i suoi 2 grandi difetti: non arriva ancora a 30 anni, e per di più è in sella ad una e-bike! In un colpo solo mette in crisi il nome del gruppo ed il nostro hastag #NoEbike! Lo accettiamo? Lo rifiutiamo? Nemmeno ce lo chiediamo, più siamo e meglio è, i gruppi MTB sono sempre inclusivi, è importante condividere le emozioni, le fatiche, le esperienze!
In attesa di Mattia non possiamo che ammirare il nuovo giocattolo di Nicola, una Canyon Lux alla sua prima uscita ufficiale, bianca (per ora), bellissima!
Poi arriva Mattia, che finalmente entrerà negli anta quest’anno, da Crespellano, e quindi 4km per scaldare i muscoli. Neo papà, deve ancora riprendere il ritmo, dopo 5 mesi inattivi questa è soltanto la sua seconda uscita, anche lui con una nuova bici, che abbiamo già ammirato la volta prima, una Trek Top Fuel.
Il quinto elemento, Gianmarco, anche lui lontano dagli anta, ci raggiungerà verso Fagnano.
Partiamo! Direzione Monteveglio passando davanti alla Rocca di Bazzano, tanto per iniziare subito con una salita, e Via Montebudello per raggiungere la ciclabile verso Monteveglio.
A Monteveglio passaggio dal sentiero delle ginestre fino alla piazza e da lì direzione via Cà Agostini sotto la Piccola Cassia. Il sentiero delle ginestre non sembra fangoso, forse ce la faremo a tenere le bici pulite! Matteo è arrivato da poco in Valsamoggia, arriva da Alba nel Piemonte, giocatore di rugby ha scoperto da poco i piaceri dela MTB, quindi ne approfittiamo per descrivere la zona strada facendo. Qualcosa già conosce, la Piccola Cassia che passa da qui ad esempio, e che oggi non affrontiamo, l’obiettivo principale è uno solo.
A Fagnano recuperiamo il quinto biker e ci dirigiamo verso Tintoria, non faremo il lungo Samoggia, sia perché il fango in quella tratta oggi ci sarebbe, ma perché se ancora qualcuno non l’avesse capito, dobbiamo salire le Gardelline e quindi ci conviene arrivarci senza perdere troppo tempo per evitare il buio al ritorno.
Attraversare Savigno è sempre un piacere, il fondo stradale con il pavé, la sua piazza in salita, il balconcino in angolo, il sottopasso, ma noi passiamo senza fermarci per raggiungere la strada in fondo al paese, con il lungo dirizzone sul quale si affacciano un paio di discese storiche della Savigno Race, la funghera ed il bosco dei matti.
Matteo, arrivando da Alba, zona di Tartufo per eccellenza, ci dice che ha scoperto qui le tartufaie, che invece in Piemonte non esistono.
Alla fine del dirizzone c’è il bivio per via Gardelline, e fermo allo stop c’è una corriera di linea, che sia un segno per tornare indietro? Il suo capolinea è Bazzano! Ma noi procediamo!
Passiamo davanti al ponticello che offre a destra un muro che per fortuna evitiamo: la salita verso San Prospero! Chi mai sarà stato a progettarla? Mistero, ma sicuramente in bici per ora rimane infattibile, e da fare molto piano in discesa! Provate entrambe le direzioni… a piedi la salita, sui freni ed equilibrio in discesa!
La prima parte delle Gardelline scorre bene. È una strada bianca, la pendenza si aggira comunque da 8 ad oltre 10%, ma non è impossibile. Per chi si appoggia a Strava le prospettive sono varie:
• ci tengo a battere il record assoluto e spingo sui pedali fino all’anaerobico per 4km?
• ci tengo a battere il mio record personale e spingo mantenendo comunque energia per arrivare in vetta?
• si è vero ho Strava ma poi ci guardo a casa, e adesso mi godo il momento?
Non so gli altri ma io ho scelto l’ultima opzione, e mi sono anche fermato a chiacchierare con una coppia che conoscevo e non vedevo da molto tempo, prima il piacere e la socializzazione, non mi sarei mai perdonato di passare senza salutare, o salutare senza fermarmi!
Durante la chiacchierata mi sorpassa Mattia, inutile dire che invece gli altri 3 sono già avanti! Piccola nota importante, sono noto per proporre salite impossibili ma poi rimango sempre ultimo! Finiti i convenevoli riparto e dopo poco raggiungo e sorpasso Mattia, e qui ho la conferma che forse abbiamo esagerato a proporgli le Gardelline alla seconda uscita.
Finalmente arrivo anch’io all’inizio dello scassato dove mi aspettano Gianmarco, Matteo e Nicola. È il momento di darci ulteriori forze, il famoso barrette time! Nel frattempo, purtroppo, arriva il messaggio su whatsapp di Mattia, sono arrivati i crampi e preferisce tornare indietro a casa. Chiediamo se gli serve aiuto ma ci rassicura dicendo che tornerà tranquillamente a casa.
Torniamo in sella per affrontare lo scassato, è anche il nome che troviamo sul segmento Strava, qui il fondo stradale è di sassi, è quindi importante la giusta traiettoria, il giusto rapporto e resistere per un ultimo chilometro. Chiaramente non tutti riescono a tenere costanti i 3 requisiti, ed il risultato diventa lo spingere la bici a piedi, ma anche questo è un classico della MTB quando le difficoltà non permettono di pedalare.
Il vento, per niente fastidioso, si fa sentire in mezzo agli alberi, ed il sole ci accompagna fino in vetta, molto meglio così che non il grigiore che ci aveva accompagnato fino a poco fa!
Passiamo davanti al monumento del ciclista, ormai la vetta è solo un paio di curve a sinistra più su, e siamo in sella, il fondo stradale è tornato ad essere affrontabile da una cinquantina di metri. Insieme a Nicola passiamo davanti al monumento fotografati da Gianmarco! E poi la vetta, ci siamo, ad oltre 700m. Matteo ci aspetta, il sedere rotto per la salita ed il chilometraggio importante, non gli ho chiesto da quanto ci aspettava con l’ebike, chissà magari ha avuto già il tempo di farsi una doccia!
Sono le 17:00, il sole è sempre più basso sull’orizzonte, ma il selfie non può mancare, sempre distanziati per via delle norme anti covid. La temperatura inizia leggermente a calare ma nulla di preoccupante, a questa altezza è normale, e tra un po’ scenderemo.
Per tornare giù passiamo dalla chiesa sconsacrata, di cui non rimane praticamente nulla, ed il sentiero, scavato dalle piogge e trattori ci prepara già… ci sarà fango! C’è da stare attento dove mettiamo le ruote per evitare di bloccarci e… ci blocchiamo… non tutti ma io si… non rimane che spingere anche se siamo in discesa fino a trovare l’appoggio giusto per ripartire. Quando finalmente finisce il sottobosco e passiamo anche una piccola tratta che spesso è infangata possiamo finalmente mollare i freni! In questo modo Gianmarco e Matteo perdono il bivio per Via Lame che ci avrebbe portato a Merlano, mentre io aspetto a lungo Nicola, che si è fermato per pulire intorno alle gomme dopo essersi bloccato nel fango. Raggiungiamo i 2 in fuga 50 metri più giù e decidiamo, probabilmente a ragione, che è meglio scendere su Savigno che non affrontare Via Lame. Non ricordavo del tutto la discesa di Via Anzella, bella lunga, stretta, asfaltata, offrirebbe un bel panorama se non fosse che ormai i faretti sono accesi, infatti mi sono anche perso la curva in cui si ha la piazza di Savigno sotto gli occhi, ma pazienza!
Finita la discesa mi accorgo che il fango non mi permette più di agganciare le scarpe ai pedali, piccolo stop per la pulizia e ripartiamo, ormai è buio.
Le notturne sono un classico estivo del nostro gruppo, qui però non lo respiriamo allo stesso modo, di solito le notturne sono corte e divertenti, qui siamo sulla via del ritorno e dopo una bella salita, l’obiettivo è ormai la doccia! Strada facendo Gianmarco vede il suo faretto spegnersi, ma nulla di grave, siamo in 4 ed in qualche maniera arriviamo senza problemi a Zappolino prima, e dopo la discesa alla Bersagliera. Qui salutiamo Gianmarco mentre noi 3 spingiamo i pedali per arrivare a Monteveglio prima, Bazzano poi.
Sono le 18:30, siamo arrivati a Bazzano, un altro bellissimo giro, non ci rimane che salutarci, assicurarci che Matteo abbia apprezzato questo primo giro insieme a noi, e che Mattia sia arrivato bene a casa.
Al prossimo racconto!