La sola cura medica non è, e non è mai stata, sufficiente per fare stare bene le persone con disagio psichico. Per questo motivo nel 2003 a Cuneo nasce l’associazione MenteInPace che ha tra gli obiettivi statutari la costruzione di una “rete sociale” di collaborazione tra soggetti che si occupano di disagio psichico. L’associazione, a conferma di questa importante convinzione, è stata fondata, insieme ad altri, da due psichiatri (il dott. Mario Silvestro e il dott. Ugo Palomba) e da operatori del Centro Diurno dell’ASL CN1. Dalla fondazione ne fanno parte anche utenti del Servizio di Salute Mentale e loro familiari.
Da allora le varie componenti di MenteInPace lavorano insieme; in seguito aderiscono al movimento nazionale “Le parole ritrovate” che ha a fondamento del suo agire il “fareassieme”, modo di lavorare che rispetta l’esperienza ed il sapere di ciascuno.
Un Fareassieme che negli anni si è tradotto in forti e fattive collaborazioni con tanti enti e associazioni del territorio: in primis il Centro diurno del dipartimento di salute mentale dell’ASL CN1, il Comune di Cuneo, le cooperative sociali Momo e Proposta 80, i Comitati dei quartieri Donatello e Gramsci, la Caritas Diocesana, il Consorzio socio-assistenziale di Cuneo, Acli, Arci, DiAPsi, Amnesty International, Ariaperta, Ipazia, 1000 Miglia, Arcigay, Agedo, Se non ora quando?, Spazio Mediazione e Intercultura. Molte nostre iniziative hanno avuto la collaborazione e il sostegno del CSV Società Solidale e della Fondazione CRC.
Il Fareassieme dell’associazione oggi ha l’obiettivo di allargare il numero delle famiglie coinvolte e di aumentare i servizi di formazione a famiglie e volontari per costruire gruppi di auto mutuo aiuto per sostenersi e aiutarsi vicendevolmente.
Un altro importante traguardo da raggiungere è quello di migliorare la relazione tra il servizio di salute mentale dell’ASL CN1 e il consorzio socio assistenziale del cuneese: la maggior parte delle famiglie ha bisogno di entrambi i servizi e la collaborazione tra i due soggetti è fondamentale per il paziente.
Tutte le attività di MenteInPace hanno l’obiettivo finale di rendere autonomi gli utenti, di aumentare la loro autostima: alcuni hanno rapporti o fanno parte dell’associazione e, come volontari attivi, si adoperano per le attività e i laboratori mettendo a servizio degli altri quello che hanno imparato.
L'obiettivo di MenteInPace è che queste persone, riconosciute come utenti esperti - come già avviene nel movimento nazionale “Le parole ritrovate” e presso alcuni servizi di salute mentale in Italia -, possano trovare nuovi spazi di collaborazione all’interno dei servizi e possano mettere la propria esperienza al servizio di chi è in crisi o partecipare a iniziative di sensibilizzazione presso scuole o gruppi di giovani.