LE SCIENZE E IL METODO SPERIMENTALE
Una delle prime domande che porrò sarà: “Che cosa significa, secondo voi, la parola fenomeno?”. È un evento straordinario, che va oltre l’immaginazione? Oppure è qualcosa che possiamo percepire con i nostri sensi?
Fenomeno nel linguaggio comune indica un fatto straordinario, qualcosa che va oltre l’immaginazione, invece, nel linguaggio scientifico significa qualsiasi avvenimento che può essere osservato. Infatti la parola fenomeno deriva dal greco e significa “ciò che appare” (ai nostri sensi).
Partendo da questa riflessione, scopriremo insieme quante scienze esistono e inizieremo a costruire — passo dopo passo — la nostra personalissima enciclopedia scientifica.
Poi ci divertiremo col gioco del milionario alla LIM per consolidare quanto appena appreso giocando.
E TU CHE SCIENZIATO VORRESTI ESSERE?
In una seconda fase chiederò : "E tu che scienziato vorresti essere?" Per consolidare le conoscenze e stimolare la loro immaginazione... Gli alunni e le alunne dovranno così realizzare la copertina del loro quaderno di scienze disegnando uno strumento e gli oggetti di studio della scienza preferita.
IL METODO SPERIMENTALE
Dopo aver studiato il metodo sperimentale e cotruito l'algoritmo, non può mancare lo svolgimento di un esperimento. Il libro adottato presenta un esperimento sul galleggiamento che mi piacerebbe approfondire, a me piace spingere i miei alunni e le mie alunne a ragionare, a usare le loro bellissime testoline.
Prenderò diversi oggetti:
· tappo della colla grande;
· involucro dell’ovetto che d’ora in poi chiamerò ovetto;
· temperino d’acciaio a due fori;
· palla di plastilina;
e li inserirò a uno a uno chiedendo prima, se secondo loro, galleggiano o affondano. Infine, avremo osservato che alcuni di loro galleggiano (ovetto e tappo) mentre altri affondano (palla e temperino).
Ipotesi 1
A questo punto chiederò loro: - Perché alcuni oggetti galleggiano mentre altri affondano? – Molto probabilmente loro risponderanno che dipenderà dal peso: se un oggetto è pesante affonda, se un oggetto è leggero galleggia. Immergerò una graffetta per invitarli a far nuove ipotesi...
Ipotesi 2
Farò riflettere gli alunni su che cosa tiene l’ovetto e il tappo sulla superficie dell’acqua, poiché se prenderò tutti gli oggetti e li metterò sul banco non voleranno ma staranno tutti poggiati sulla superficie in egual modo. In questo modo capiranno che l’acqua ha un ruolo importante nel galleggiamento.
Chiederò di osservare come si comporterà l’ovetto, quando viene lasciato libero, subito dopo essere stato premuto sul fondo. Noteranno che l’ovetto riceverà una spinta dall’acqua diretta dal basso verso l’alto. Eureka! Avranno scoperto la Forza di Archimede (FA).
Ma l’intensità di questa spinta come si misura? Continueremo così fino a scoprire la legge che sta alla bse del galleggiamento.
LA MATERIA E GLI STATI DELLA MATERIA
Per introdurre il concetto di materia e delle sue unità fondamentali, entrerò in aula con un semplice foglio di giornale. Lo straccerò a metà sotto gli occhi incuriositi degli alunni e inviterò uno/a di loro a fare lo stesso con il pezzo ricevuto. Continueremo così, passandoci di mano in mano i frammenti e dividendoli ogni volta a metà, finché non resterà un pezzetto talmente piccolo da non poter più essere strappato. A quel punto scatterà il momento scientifico: chiederò ai bambini e alle bambine di indossare i loro fantastici occhiali da scienziato (ovviamente immaginari) e di osservare con attenzione quel minuscolo frammento. Spiegherò che, sebbene sembri piccolissimo, non è affatto la parte più piccola della materia: grazie a speciali microscopi, possiamo infatti scoprire che esistono elementi ancora più piccoli e affascinanti, come gli atomi. E continueremo su questa scia fino a osservare la materia nei suoi tre stati...
ACQUA, ARIA E SUOLO
Per introdurre il concetto di materia e delle sue unità fondamentali, entrerò in aula con un semplice foglio di giornale. Lo straccerò a metà sotto gli occhi incuriositi degli alunni e inviterò uno/a di loro a fare lo stesso con il pezzo ricevuto. Continueremo così, passandoci di mano in mano i frammenti e dividendoli ogni volta a metà, finché non resterà un pezzetto talmente piccolo da non poter più essere strappato. A quel punto scatterà il momento scientifico: chiederò ai bambini e alle bambine di indossare i loro fantastici occhiali da scienziato (ovviamente immaginari) e di osservare con attenzione quel minuscolo frammento. Spiegherò che, sebbene sembri piccolissimo, non è affatto la parte più piccola della materia: grazie a speciali microscopi, possiamo infatti scoprire che esistono elementi ancora più piccoli e affascinanti, come gli atomi. E continueremo su questa scia fino a osservare la materia nei suoi tre stati...
ACQUA
ARIA
SUOLO
I VIVENTI