Come volevasi dimostrare dunque, la situazione è più critica di quanto possiamo immaginare, ed è lampante il come a volte la vita sott'acqua venga da molti dimenticata. Per questo motivo dunque, è necessario intervenire tempestivamente per salvaguardare le tantissime forme di vita a rischio ed anche i nostri interessi, in quanto il mare e i suoi ecosistemi forniscono all'uomo grandi risorse, indispensabili.
Per prima cosa, c'è certamente da ripulire gli oceani per rendere nuovamente sano l'ambiente marino. Non è certamente un operazione facile, siccome si sono ormai formate delle vere e proprie isole di rifiuti, che si estendono per diversi km^2. Potrebbe essere dunque valida l'opzione di collocare innanzitutto depuratori e raccoglitori nei pressi delle foci di grandi fiumi, per evitare che ulteriori rifiuti si gettino nel mare, filtrando l'acqua fluente. Nella pratica di pulizia delle acque, il progetto che maggiormente spicca e dal quale sarebbe utile trarre spunti, è quello di "Ocean Cleanup", attiva dal 2013. Essa, utilizzando la System 002, è riuscita a rimuovere dalle acque ben un milione di tonnellate di plastica. Si stima però che nonostante questi interventi, l'area ricoperta dai rifiuti plastici si aggiri attorno agli 1,6 milioni di chilometri quadrati, contro, ad esempio, i 580 mila della penisola iberica.
Altro punto fondamentale, è quello di modificare il modo di pescare, andando a riscoprire il pescato locale ed a rispettare la stagionalità del pesce, per favorire la consumazione di prodotti a km 0, per evitare trasporti lunghissimi che hanno chiaramente un grande impatto. La pesca piccola, stagionale e rispettosa inoltre, in queste condizioni è la scelta da compiere per evitare di mettere a rischio la sopravvivenza di altre specie.
Tutti noi possiamo a nostro modo essere importanti in questa lotta contro il tempo, cercando di rimediare a ciò che abbiamo creato. Chiunque alla lettura di questi dati si dispiace, ma sono pochi coloro che decidono di fare qualcosa: è fin troppo scomodo rinunciare ad usare bottiglie di plastica, dovendo ogni volta riempire quelle di vetro; troppo complicato crearsi il problema di non usare sacchetti di plastica e di riciclare ciò che utilizziamo. I nostri consumi sono insostenibili, siccome l'uomo è diventato talmente egoista da non rendersi conto che con questo comportamento non fa altro che danneggiare anche sé stesso. Anche spegnere una sigaretta sulla sabbia, coprendola con il piede quando in spiaggia non abbiamo voglia di andare al cestino, contribuisce a sporcare la nostra coscienza e a renderci sempre più colpevoli di quello che accadrà se non cambiamo il nostro modo di vivere. Per essere più motivati, spesso può essere utile prendere spunto dai più piccolo:
Il problema dell'inquinamento marino, come d'altronde quello relativo alla terra continentale, deve diventare parte integrante della nostra vita, per conviverci e affrontarlo giorno per giorno, senza pensare soltanto al peggio, perché se ci rassegniamo non ci sarà allora più possibilità di vincere. Anziché criticare gli altri, accusandoli di fare troppo poco, dobbiamo valutare noi stessi e capire se possiamo dare di più per risollevare le sorti del nostro pianeta. Con un assiduo impegno, anche gli obiettivi che sembrano fantascientifici possono essere raggiunti: la comunità europea si pone ad esempio di arrivare, entro il 2029 a rimuovere il 90% delle bottiglie di plastica dai nostri mari e di riuscirne a riciclare almeno il 30%. Quando ci sentiamo impotenti, sconfortati, dobbiamo ricordare che nei delicati equilibri naturali ogni piccolo movimento fa la differenza, e che anche l'intero oceano può essere influenzato da un sassolino.