E’ stato pubblicato il 3 agosto 2021 un decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca che aumenta la soglia della “No tax area” nazionale per le tasse universitarie da 20.000 a 22.000 euro di ISEE. L’Università di Bologna, in seguito alle rivendicazioni da noi portate presso gli organi accademici, ha approvato, nel 2017, l’allargamento della No Tax Area a 23.000 euro di ISEE e, successivamente, fino a 24.500.
Inoltre, è previsto un sistema di scaglionamento della tassazione in base all’ISEE: per maggiori informazioni visita il sito www.unibo.it/tasse o utilizza Simulatore (unibo.it).
Per poter pagare le tasse in base all’ISEE devi inserire l’ISEE 2022 per prestazioni per il diritto allo studio universitario entro il 02/11/2022 ore 18:00 (o entro il 15 novembre 2022 ore 18:00 con una mora di 100 €) accedendo ai Servizi online di ER-GO: se non presenti l’ISEE dovrai versare l’importo massimo. Per poter usufruire dei servizi online di ER.GO è necessario avere le credenziali SPID o di Ateneo UniBo. Nella sezione "Dati economici" va inserito il numero di protocollo INPS della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che serve per acquisire l'ISEE.
Per saperne di più su come ottenere lo SPID visita il sito: Come creare lo SPID | Salvatore Aranzulla.
Non aspettare di completare l’iscrizione, la presentazione dell’ISEE è indipendente da questa. Per saperne di più su come richiedere e fare l’attestazione ISEE visita il sito www.er-go.it/fileadmin/user_upload/mvm/BANDI_2021_2022/GUIDE_REGOLAMENTI/Guida_ISEE_2021_2022.pdf. Ricorda che per il calcolo ISEE possono occorrere settimane.
Per poterti immatricolare dovrai versare 157,04 euro entro la scadenza indicata nel bando di ammissione al tuo corso di laurea. Potrai pagare le tasse tramite il sistema PagoPA, realizzata dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che offre diverse modalità di pagamento online, o presso le poste.
Se sei una studentessa o uno studente che si iscrive ad un anno successivo al primo dovrai soddisfare anche i requisiti di merito descritti in www.unibo.it/tasse.
Breve riflessione
La riforma delle tasse che è stata approvata nel 2021 contiene ancora grosse criticità, nonostante le nostre assidue proposte all’interno degli Organi di Ateneo.
E’ da sottolineare che l’università, e l’istruzione in toto, dovrebbero essere gratuite: i costi alti delle nostre università sono una delle cause del crollo del 20% delle immatricolazioni negli ultimi dieci anni, in quanto impediscono alle famiglie meno abbienti di poter pagare gli studi per i propri figli, e agli studenti di poter perseguire una minima indipendenza economica.
Mentre portiamo avanti questa rivendicazione, nell’Ateneo e sul piano nazionale, come rappresentanti ci stiamo muovendo per rendere la tassazione più giusta ed equa: per questo ci siamo fortemente opposti all’innalzamento dei massimali avvenuto nel 2017.
Molti passi avanti devono essere ancora fatti dall’Università di Bologna su questo tema; siamo fortemente contrari alle discriminazioni verso i fuoricorso presenti nell’ultimo regolamento tasse: non crediamo, infatti, che si debba criminalizzare uno studente per il numero di CFU conseguiti, questo perché lo studente non è un numero, ma ha una storia, e perché i CFU spesso non corrispondono realmente al peso dell’esame. Crediamo che vadano tutelati i ragazzi che lavorano per pagarsi di studi, che hanno problemi psicologici e che più che punire bisognerebbe assistere. Sempre per questo nel 2018 abbiamo presentato, dopo una raccolta di più di 50.000 Firme, una legge d’iniziativa popolare (LIP) che propone, tra le altre cose, un innalzamento della No-Tax Area a 28.000 € di ISEE, oltre ad agevolazioni su mensa, trasporti, affitti, luoghi di cultura e un reddito di formazione.
In virtù di questo, negli organi di Ateneo abbiamo portato le seguenti proposte:
Innalzamento della No-Tax Area a 28.000 di ISEE
Maggiore progressività per le fasce appena sopra la No-Tax area
Eliminazione della maggiorazione per chi non ottiene i criteri di merito
Diminuzione a +200€ di rincaro sulle tasse per coloro che entrano nel secondo anno fuoricorso