Nell'ottobre 2025 esce "Nodo antico", terza raccolta di poesie inedite di Le rose e il deserto, pubblicato nella collana Porto sepolto di peQuod.
Nodo Antico è un diario lacerato e luminoso, un sacro mosaico di frammenti che Luca Cassano tiene insieme grazie alla forza lacerante della perdita. Ogni poesia è una scheggia di vetro emersa dopo una frana, un reperto affettivo e spirituale che taglia e insieme illumina. Il testo si compone per affioramenti: non è un racconto lineare ma un atlante di emozioni, immagini, ricordi, oggetti, parole sospese, che si depositano con la precisione minuziosa della memoria vera. La memoria che fa male e al tempo stesso tiene in vita.
(Dalla postfazione di Alessandro Pertosa)
Nodo antico è acquistabile sul sito di peQuod: https://www.italicpequod.it/books/nodo-antico/
Radice
Come una radice profondissima:
Cercare acqua dolce
Nella sabbia;
Come attaccarsi alla vita:
Con le unghie,
Con le lacrime,
La rabbia.
*
Geografia
La geografia della mia faccia
L’hai disegnata tu
E potresti rifarlo a occhi chiusi
Tracciando la parabola
Di una carezza.
*
Carezza
Cerco di capire dove
Inizi l’uomo
E dove finisca il figlio
Studiandomi le rughe sulla faccia,
Vuotando la bottiglia,
Stringendo forte il nodo
Intorno all’ultima carezza.
*
Pile stilo
Ti ritrovo nelle pile stilo,
Tutte in fila,
Nell’ora
Sbagliata sul muro (9:50)
Nella bottiglia di Cirò,
Annata 1970,
Conservata per quando saresti stata nonna;
Ti ritrovo nella gonna a fiori
Rimasta appesa nell’armadio,
In tutti i ricordi in cui non c’eri
O molto più spesso non c’ero io;
Ti ritrovo poco prima del sonno
Al buio.
*
Ombrellone
Il primo vento di giugno
Si è portato via
Gli ultimi punti che hai cucito:
Era un ombrellone rosso e azzurro,
Era un cuore orfanello,
Era come se un nodo antico
Si fosse sciolto
All’improvviso.
*
Rituale
Abito la casa che fu di mia madre
Come un sacerdote del ricordo,
Come un rituale
Non ancora codificato,
Come un ruolo inatteso di cui perdo
Le battute;
Forse abito persino lo sguardo,
I gesti di mia madre
Quest’estate.
*
Ultima
A saperlo che sarebbe stata
L’ultima carezza
Avrei fatto della mia faccia
Un giardino di rose
Fiorito in dicembre,
Avrei scritto dei versi di pietra
E di miniera perché quella sera
Adesso risuonasse
Sempre.
*
Una castagna
Mentre sbucciavo una castagna
Ti ho vista smettere di essere
Mamma
E diventare per un istante
Un tuffo negli occhi,
Un sorriso.
*
Vacanza
Abitare il tuo nome,
Farne una casa di vacanza,
Una casa al mare;
Forse un dolore finisce
Quando inizia
La manutenzione quotidiana dei ricordi.
*
Galliate
Certi pomeriggi a Galliate
Avevi sorrisi che
Mi allagavano gli occhi,
Sorrisi di chi si attacca alla vita
Per come viene;
Io mi chiedo se
Lo sapessi che non mancava molto,
Me lo chiedo spesso
Da dove arrivassero
Quei sorrisi.
*
Palmolive
Negli ultimi giorni non avevo altro
Che la tua pelle
Cui aggrapparmi:
Facevi sogni
Senza rotta
E ogni tanto alzavi un sopracciglio;
Ti spalmavo di crema Palmolive
Giocando a fare
La mamma io e tu
Il figlio.
*
Confini
La nostra ultima battaglia
L’abbiamo combattuta sopra
Una carezza:
Tu con le dita mi tracciavi
I confini della faccia,
Io fingevo altri giorni,
Altri sorrisi
Sulla bocca.