Comacchio per la sua felice posizione territoriale e strategica, per la qualità del suo straordinario ambiente sopravvissuto alle mutilazioni territoriali infertele dalla grande speculazione agraria e immobiliare, per la sua ricca storia, è ancora oggi nelle potenziali condizioni di arrestare il proprio declino e di contribuire fattivamente ad una riconversione ecologica della Pianura padana di cui costituisce il terminale.
A condizione però di impegnarsi a fondo, a livello locale per una decisa correzione di rotta rispetto alle politiche praticate a Comacchio e nel Delta negli ultimi decenni, facendo squadra con tutte le altre istituzioni e forze virtuose impegnate nella macroarea padana.
L’amministrazione, in rapporto con il mondo imprenditoriale, i lavoratori e le istituzioni preposte, deve elaborare un disegno unitario di programmazione economica e di sviluppo sostenibile che comprenda portualità, pesca, turismo, commercio, artigianato e agricoltura.
In questo senso è urgente dotare Comacchio di strumenti adeguati di pianificazione come ad esempio un piano regolatore portuale, un piano urbanistico generale, un piano urbanistico edilizio, un piano di sviluppo turistico, connesso a un piano infrastrutturale, che sarebbe stato indispensabile prima di adottare progetti come l’ottavo lido, che insieme ad altri progetti sembrano ignorare quel criterio imprescindibile per qualsiasi intervento di uno sviluppo sostenibile del territorio.
Nonché un piano del verde pubblico. Andrebbe considerato inoltre la possibilità di reinvestire una quota dell’IMU che rimane a Comacchio in attività connesse alla manutenzione di strade, marciapiedi, aree verdi.
Per quanto riguarda i lavori più diffusi, gli indicatori economici ci segnalano una crescente area di impieghi precari, dequalificati e subordinati, soprattutto tra i giovani. Serve perciò un impegno dell’amministrazione nel creare una condizione più favorevole, rimuovendo quegli ostacoli anche economici che rendono il mercato del lavoro stagnante, ad esempio attivando uno sportello municipale che offra consulenza ed assistenza per favorire l’incontro tra i giovani che vogliono intraprendere un’attività ed il mondo bancario e le istituzioni.
Oggi le valli versano in uno stato di colpevole abbandono mentre sarebbe necessario farne oggetto di una cura costante ad esempio per favorire il ricambio delle acque, conservare il giusto livello di salinità, il livello delle acque stesse, e operare per la manutenzione degli argini e dei dossi.
A tutto ciò è necessario provvedere se, come noi auspichiamo, si voglia ripristinare e riqualificare la vallicoltura dell’anguilla in primis attraverso la semina e l’allevamento. Il rapporto collaborativo tra Comune ed Ente Parco deve sostanziarsi nell’obbiettivo di risanare l’ambiente vallivo ripristinando le naturali attività vallive come la pesca e l’allevamento ittico.
Il Parco del Delta, l’amministrazione comunale, in concertazione con provincia e regione, organi deputati alla governance dell’attività produttiva e al controllo complessivo, si impegnino, inoltre, a coinvolgere nella acquacoltura, cooperative di pescatori locali. Anche le saline devono essere interessate alla ripresa e al rilancio della loro attività produttiva per la produzione del sale di Comacchio, sempre sotto l’egida pubblica e appassionando giovani comacchiesi al mestiere tradizionale. Si potranno creare così posti di lavoro continuativi.
Finanzieremo il progetto attingendo anche a fondi europei, oltre che regionali.
Allo scopo di perseguire tali obiettivi noi ribadiamo con forza la necessità di creare un centro di ricerca e di formazione professionale ed universitaria con una sede decentrata della facoltà di acquacoltura e igiene delle produzioni ittiche (Università di Bologna) oggi a Cesenatico.
Ciò consentirebbe la formazione di giovani in grado di avere le conoscenze adatte a migliorare la qualità e la quantità delle produzioni ittiche, nonché a gestire la produzione, l’innovazione e la commercializzazione dei prodotti. In questo senso il Comune e il Parco del Delta devono candidare le Valli di Comacchio a sede ideale di un progetto di respiro internazionale di salvaguardia dell’anguilla, specie che ormai rischia l’estinzione.
A Porto Garibaldi vi è una delle marinerie più importanti d’Italia, ma oggi la pesca in mare patisce per i problemi che interessano tutto il mediterraneo. Per questo, straordinario dovrà essere l’impegno del comune nell’inquadrare le proprie politiche a sostegno della marineria, con il pieno coinvolgimento delle associazioni della pesca.
Si dovrà procedere innanzi tutto ad un’indagine sulla crisi della pesca e sul ruolo dell’allevamento del pesce per poi su questa base predisporre interventi di sostegno per le attività del settore. Per quanto riguarda il settore della molluschicoltura, riteniamo necessaria una sua riorganizzazione, favorendo tutte le modalità che consentono di affrontare la crisi prodotta dalla comparsa del granchio blu.
Già nel 2023 avevamo proposto in Consiglio comunale un ordine del giorno affinché l’amministrazione si impegnasse per creare uno stabilimento per la lavorazione del pesce di mare e di valle.
La costa del Delta continua per le sue caratteristiche dinamiche ad essere interessata da fenomeni di erosione di subsidenza e di penetrazione del cuneo salino. A questo si è aggiunta la diffusa impermeabilizzazione del suolo dovuta alla sconsiderata urbanizzazione del litorale.
In questo senso vanno rafforzate tutte le misure di gestione integrata del sistema costiero e della sua protezione flessibile previste dal Master Plan del Parco. In particolare si deve operare per un risezionamento dei canali di bonifica al fine di ottenere maggiore efficienza idraulica con tutto vantaggio per l’agricoltura nostrana. In questi ultimi anni purtroppo abbiamo assistito al progressivo abbandono dei comacchiesi dei terreni delle ultime bonifiche mentre resistono i vecchi centri agricoli tradizionali.
Questi problemi dovranno essere affrontati dalla futura amministrazione, che dovrà pure intervenire sulla commercializzazione dei prodotti, favorendone la vendita diretta, incoraggiando ad esempio il mercato a Km zero di bancarelle ortofrutticole in centro a Comacchio.
Si intende infine dare sostegno ad una agricoltura biologica che si avvalga di sistemi alternativi sia per il diserbo che per la concimazione.
Siamo contrari all’accordo UE-Mercosur perché siamo per una politica commerciale che non sia orientata solo alla liberalizzazione degli scambi e all’accesso ai mercati ma anche e soprattutto alla tutela del lavoro, la sostenibilità ambientale, la salvaguardia dei modelli agricoli
Il settore commerciale nel nostro comune pur essendo variegato ha bisogno nel suo complesso di una programmazione lungimirante: per questo sarà indispensabile un Piano strategico commerciale concordato con i commercianti e le loro associazioni.
Intendiamo incentivare gli “esercizi di prossimità” che da sempre hanno reso vivi i nostri paesi e i nostri Lidi: occorre innanzitutto riaprire le saracinesche del centro storico, attivare politiche che consentano ad esempio al Lido degli Estensi l’apertura delle attività commerciali tutto l’anno.
Per quanto riguarda il mondo artigianale si assiste almeno dal 2010 ad una crisi: sono diminuite le piccole imprese e si assiste in generale ad un impoverimento qualitativo.
Le criticità sono dovute alle difficoltà di accesso al credito, all’eccessiva burocrazia, alla pressione fiscale.
Pertanto è necessario portare la piccola e media impresa al centro dell’attenzione e della politica promuovendo buone pratiche, cioè semplificare i regolamenti comunali, ridurre la pressione fiscale (per es. la tassa sui rifiuti), agevolare l’accesso al credito, canalizzare i fondi europei.
Il turismo rappresenta per Comacchio un’importante risorsa. Mentre le antiche attività produttive, come la vallicoltura e le attività artigianali ad essa collegate soffrono una profonda crisi e l’agricoltura sui terreni bonificati non ha ottenuto dovunque gli stessi risultati, il turismo è diventato sempre più l’unica attività economica del nostro territorio.
Occorre quindi avere un’attenzione particolare per tale settore, ma ad un tempo ripensare con coraggio il quadro economico generale. Per questo noi pensiamo che la programmazione turistica e la gestione del patrimonio storico-culturale e paesaggistico debbano svilupparsi nel rispetto delle peculiarità della città, avendo a cuore il benessere di chi vi abita e puntando ad una crescita sostenibile.
Tutte le attività economiche e gli interventi urbanistici dovranno tener presente la sostenibilità ambientale, la sicurezza idrogeologica, e la funzionalità degli interventi stessi in una visione strategica. La politica del patrimonio storico-artistico e ambientale avrà come motivo ispiratore l’art. 9 della Costituzione, che prescrive che la tutela e la valorizzazione si realizzano attraverso attività dirette a promuovere la conoscenza del nostro patrimonio, assicurando le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso.
Per cui riteniamo importante impegnarci per:
superare la frammentazione nella gestione del turismo e nella politica del patrimonio attraverso l’istituzione di un’unica cabina di regia a livello comunale o comprensoriale con un forte ruolo di indirizzo, programmazione e controllo del settore pubblico.
migliorare la visibilità e la promozione del territorio in Italia e all’estero favorendo il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati
promuovere una crescita della qualità degli eventi anche a scapito della quantità
realizzare una programmazione di medio-lungo periodo con l’obiettivo della destagionalizzazione
favorire l’accesso al credito agevolato
promuovere un osservatorio nazionale sull’extra alberghiero
favorire la realizzazione il tratto ferroviario Ostellato-Porto Garibaldi o metropolitana di superficie che non riguarda solo l’ambito commerciale ma anche la mobilità delle persone e dei turisti
per migliorare il Sistema museale: il museo del Delta Antico e il museo Brindisi siano essenzialmente volti alla conoscenza del territorio e dell’arte contemporanea per la popolazione e i turisti.
Per quanto riguarda la direttiva Bolkestein, si dovrà creare un tavolo di confronto tra le associazioni di categoria del settore e l’Amministrazione comunale per definire le modalità delle procedure, i bandi di gara, gli indennizzi.
Siamo per un nuovo modello di città che miri ad una riorganizzazione urbana con al centro l’attenzione ai bisogni delle persone, alla gestione pubblica delle risorse alla partecipazione diretta dei cittadini on in forma associata senza ricorrere a tavoli in cui il confronto delle opinioni è solo lo schermo per politiche dirigistiche.
La pianificazione del territorio e la regia pubblica delle trasformazioni deve essere la regola non l’eccezione. Nel nostro fragile territorio, patrimonio dell’umanità e riserva della biosfera, il tema non è” dove si costruisce”, ma dare senso agli spazi dell’abitare e del vivere, migliorare le nostre aree urbanizzate, rigenerarle e riqualificarle per rispondere alle nuove esigenze abitative.
Il primo obiettivo è salvare il territorio, risanarlo e metterlo in sicurezza. Lo sviluppo urbanistico sarà basato sul risparmio di suolo e sulla bonifica delle aree dismesse, sviluppando un’intensa attività di recupero e valorizzazione e sostituzione del patrimonio edilizio obsoleto. In questo quadro è di vitale importanza che il Parco del Delta del Po riprenda il dialogo coi cittadini per definire meglio il suo ruolo nella salvaguardia e nello sviluppo dell’ambiente del Delta, e delle valli.
L’ecosistema è ad alta qualità ma particolarmente fragile:
un luogo artificiale che richiede una protezione dinamica perché senza l’intervento dell’uomo questo è un ambiente che sparisce o viene fagocitato dall’invadente retroterra urbanizzato e turisticizzato. Noi riteniamo che per una maggiore protezione della biodiversità di tale ambiente e per esaltarne la vocazione di laboratorio della sostenibilità e per evitare una sua gestione carente e confusa si debba lavorare perché il Parco del Delta diventi Parco nazionale.
Per quanto riguarda lo sviluppo urbano siamo decisamente critici nei confronti del modello a cui si sono ispirate le ultime amministrazioni che hanno deciso a esempio nuovi campeggi con varianti al piano Regolatore senza elaborare preventivamente un piano complessivo di sviluppo del territorio.
Per quanto riguarda il centro storico di Comacchio, esso appare abbandonato a se stesso, sempre più deserto mentre sulle porte delle case e dei negozi compare sempre più spesso il cartello vendesi. Un caso che rivela più di altri la concezione della città propria di questa amministrazione è la trasformazione del sito del monastero di S. Agostino in una ulteriore sala polivalente.
È’ nostra opinione che la città non ne abbia proprio bisogno, e si può pensare piuttosto alla creazione di un sito archeologico e/o per una moderna, accogliente e luminosa scuola, mettendo naturalmente innanzi tutto in sicurezza ciò che rimane del monastero.
Pertanto non comprendiamo come mai l’attuale Amministrazione abbia progettato il Polo dell’infanzia in Raibosola cioè fuori dal centro storico, contribuendo così all’ulteriore desertificazione della città.
Noi riteniamo infine che il Piano Urbanistico Generale debba essere varato quanto prima, e debba configurarsi in una logica di risparmio di suolo e nella direzione indicata dalle osservazioni presentate dalle associazioni e dai comitati cittadini (Legambiente ecc.).
La città deve offrire case accessibili ai suoi cittadini salvaguardando quei luoghi, spazi, che rappresentano fattori importanti di identità e di coesione sociale. Per cui:
approvare il Piano Urbanistico Generale; ripensare e ripopolare il centro storico di Comacchio con un progetto complessivo che favorisca la residenzialità recuperando le case vuote e sfitte; recuperare le aree periferiche usando i fondi stanziati dal Governo; rigenerare l’area dell’ex zuccherificio (su cui si è prospettato recentemente un progetto che dovrà essere valutato attentamente); sulla costa, riqualificazione turistica in senso alberghiero di parte del patrimonio immobiliare di seconde case esistente, secondo Piani di recupero. Inoltre sarà nostro impegno asfaltare le strade bianche del comune.
Il 2027 segnerà un bivio per il nostro territorio. Oggi, mentre CADF (pubblica al 100%) offre servizi eccellenti a Comacchio, altrove la gestione è affidata a multiutility quotate in borsa che rispondono agli azionisti prima che ai cittadini.
Noi scegliamo la gestione pubblica. Ci batteremo per unificare il servizio idrico provinciale sotto un unico soggetto a controllo pubblico. Vogliamo che ogni euro pagato in bolletta torni ai cittadini sotto forma di investimenti sulla rete e tariffe più giuste, non in dividendi per i mercati finanziari.
La costituzione nell’art. 9 afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura. Da ciò discende che la cultura e la conoscenza siano fondamentali per la formazione della persona umana, per lo sviluppo dello spirito critico, per essere pienamente cittadini.
I nostri giovani devono poter studiare per formare la loro personalità di cittadini, di attori sociali quindi non solo per poter imparare un mestiere, ma soprattutto per poter affrontare le ansie e le paure connesse ad un mondo incerto, in continua trasformazione; lo studio deve favorire altresì una visione della società, il senso che ha lo stare insieme, nella condivisione di un progetto.
La cultura perciò deve assumere la forma di un servizio pubblico essenziale che miri a comporre in unità le diverse esperienze proprie della città sulla base di una conoscenza critica della storia della comunità Va tenuto presente che dal punto di vista culturale lo spazio urbano è un tempo stratificato storicamente; purtroppo si assiste, al ricorso allo “storico” solo ai fini di una utilizzazione turistica. Tutto sta in bella mostra al solo fine di essere fotografato e servire da sfondo per i selfie dei turisti. In questo caso la comunità fatica a farsi tale, perché non attinge ad un’origine comune. Per cui intendiamo lavorare affinché:
venga potenziato l’istituto R. Brindisi del Lido degli Estensi, all’interno del quale è venuto meno con questa amministrazione il Liceo linguistico;
venga attivata la facoltà di acquacoltura e igiene delle produzioni ittiche (Università di Bologna) e/o master postlaurea;
vengano inaugurati corsi estivi universitari a Comacchio in archeologia con possibilità di scavi;
vengano promosse borse di studio per gli studenti diplomati che non riescono ad iscriversi all’Università per problemi economici;
vengano resi gratuiti i bus scolastici.
venga garantito il segnale della fibra Internet in tutto il territorio comunale;
fare di Palazzo Bellini finalmente il Palazzo della cultura dove i giovani possano trovare aperta la biblioteca ininterrottamente tutto il giorno e la sera, con connessione wifi, pc, laboratorio linguistico, con un giardino che potrebbe diventare un luogo di studio e di lettura all’aperto, con un archivio accessibile e con una galleria d’arte capace di proporre mostre importanti come in passato;
venga riprogettato il Museo Delta antico in Museo delle culture umane del Delta del Po, cioè un sistema integrato territoriale delle emergenze storiche, artistiche, archeologiche e naturalistiche. Un museo particolare e vivo che raccoglie materiali in unità di luogo e in una struttura espositiva, ma che anche si articola in un territorio che va “letto” nella sua estensione e nell’articolazione dei suoi insiemi ambientali e paesaggistici.
Il Museo dovrà essere diretto da un gruppo di specialisti che elabora un progetto scientifico, fa ricerca e comunica la conoscenza ed è autonomo finanziariamente. Va ripensata la governance del Museo e del Parco archeologico.
Il Museo deve diventare la sede di un centro di ricerca sulle società d’acqua e i diversi equilibri d’ambiente; nonché, sulla base di un organico e fondato progetto, il Museo deve richiedere al Museo di Spina di Ferrara una dotazione permanente di vasi attici;
venga delineato un Museo del Risorgimento per documentare e far conoscere la storia locale contraddistinta da personaggi del calibro di Gioacchino Bonnet che salvò Giuseppe Garibaldi, scrivendo così la storia d’Italia, la sede potrebbe essere individuata presso Palazzo Patrignani;
così pure un Museo della Resistenza, che si è combattuta nelle valli di Comacchio, la cui sede potrebbe essere presso la casa del partigiano medaglia d’oro Edgardo Fogli;
sollecitare il restauro e la musealizzazione della Nave romana di valle Ponti.
Mettere in sicurezza pedoni e ciclisti attraverso la valutazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un percorso ciclopedonale sul Ponte Albani, di competenza ANAS, nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione della mobilità sostenibile.
Negli ultimi anni la crisi economica e le scelte politiche messe in campo hanno reso più marcate le diseguaglianze economiche e sociali che rendono fragile la comunità comacchiese. Sarà nostro impegno la riduzione delle disuguaglianze attraverso il sostegno ai servizi sociali.
Di fronte alle difficoltà indotte dai tagli della politica economica dei governi, il Comune deve operare scelte oculate e responsabili nell’allocazione delle risorse, eliminando sprechi e indirizzando le spese sulla base di un’analisi valutativa dei bisogni sociali.
Le politiche sociali non sono un costo ma un investimento, devono rispondere ai bisogni e ai diritti fondamentali. Per questo intendiamo porre un’attenzione particolare al problema della CASA: c’è infatti una richiesta di alloggi a prezzo contenuto da parte del mondo del lavoro dipendente, dalle famiglie monoreddito dalle giovani coppie, che spesso trovano più conveniente trasferirsi nei comuni vicini.
Occorre promuovere accordi tra domanda e offerta a canoni calmierati, usando appartamenti inutilizzati, sviluppare programmi di riqualificazione ambientale dei quartieri popolari, intervenire sulle numerose case sfitte o in vendita del centro storico, favorendo la residenzialità dei giovani. Occorre cioè un PIANO CASA che affronti la richiesta di 200 alloggi popolari che c’è oggi.
Per quanto riguarda il diritto alla SALUTE, vanno ascoltati i cittadini che anche attraverso forme associative esprimono i loro bisogni socio-sanitari. A tale scopo va prevista l’istituzione di un organo consultivo, composto dalle associazioni competenti, per monitorare e migliorare l’attività delle strutture sanitarie e il potenziamento della Casa della salute.
Vanno previsti aiuti alle famiglie dopo una diagnosi di disabilità, assistendole nella gestione degli aspetti burocratici, mappando i servizi sul territorio, oltre ad un sostegno per le famiglie con persone con difficoltà fisiche e/o mentali, varando progetti di integrazione sociale e miglioramento dei trasporti.
I servizi rivolti agli anziani devono permettere la loro permanenza nell’ambiente familiare, sostenendo l’assistenza domiciliare, anche con aiuti di tipo economico. Ci si deve occupare anche della loro vita sociale creando occasioni di incontro, con la creazione di un centro diurno per anziani.
Per il mondo della SCUOLA, come detto sopra, si cercherà di garantire il diritto allo studio aiutando chi è in difficoltà economica nel proseguimento degli studi, e borse di studio ai neo-diplomati con scarse possibilità economiche per frequentare l’Università; verranno previsti anche abbonamenti agevolati ai bus scolastici e una carta dello studente. Rafforzare il coordinamento operativo tra Comune, ASP, Servizi Sociali e Terzo Settore per garantire risposte rapide ai cittadini evitando passaggi burocratici inutili e assicurare interventi tempestivi alle persone in difficoltà attivando un sistema stabile di collaborazione.
Non intendiamo trascurare infine il MONDO ANIMALE; sollecitati dalle associazioni animaliste sarà nostro impegno 1) riammodernare il canile, 2) progettare finalmente un gattile, 3) affidare alle dette associazioni il monitoraggio sulla loro gestione.
La nuova amministrazione nelle sue politiche economico sociali sarà guidata dal principio dell’uguaglianza tra uomini e donne. A questo scopo ci pare utile il BILANCIO di genere, che ci pare utile per utilizzare in modo più efficace le risorse, identificando i diversi destinatari, sviluppando una maggiore giustizia distributiva e una più sensibile uguaglianza tra uomini e donne; ci pare necessaria una democrazia paritaria nella nomina della giunta comunale.
Il Comune si impegna inoltre a sensibilizzare uomini e donne sulla violenza domestica e a promuovere la cultura del rispetto reciproco, in stretta collaborazione con le associ azioni e le iniziative già attive, mettendo le basi per la creazione di un centro antiviolenza.
Vogliamo una amministrazione che attui buone pratiche di democrazia partecipativa con i cittadini. Il bilancio partecipativo è uno strumento per promuovere la partecipazione della cittadinanza alla vita attiva e decisionale dell’amministrazione pubblica, attraverso un confronto e proposte condivise. Verrà attivato uno SPORTELLO DEI DIRITTI, per raccogliere segnalazioni su condizioni di strade, scuole, canali, funzionamento dei servizi pubblici ecc. La macchina amministrativa verrà riorganizzata all’insegna della trasparenza e della semplificazione per la qualità effettiva dei servizi pubblici, e per rispondere alle esigenze e attese dei cittadini.
Si istituirà un ufficio/gruppo di lavoro specializzato nel reperimento di fondi europei.