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Una leggenda viva...
Estate 1960. Il rombo rimbalza tra le pareti della Val d'Intelvi. Le curve strette, il pubblico a bordo strada, l'odore di benzina e passione.Tutto è elettricità.
Il paesaggio magnifico e lussureggiante, il sole caldo, sale la tensione... e poi, all'improvviso, sbuca un'auto dalla curva. E' veloce, ruggisce, la gente s'accende, è lui, il campione.
D'un tratto il boato, la folla lo acclama, lo sprona, lo festeggia... VAIIIII...
Il Trofeo Val d'Intelvi non era solo una gara, era una sfida contro il tempo e contro sè stessi.
Le origini
C'è stato un tempo in cui grandissimi campioni, uomini eroici, si sfidavano a colpi di velocità su auto senza tempo su strade pubbliche in mezzo a città e paesi.
All'epoca si cercavano le strade più adatte, un luogo in cui i piloti potessero andare molto veloci perché a quei tempi si voleva dimostrare che le auto potevano andare velocissime e la gente amava vedere quelle auto sfrecciare alla massima velocità. Perciò si sceglieva un circuito o tracciato a scorrimento veloce con rettilinei e curve molto strette che attraversavano i paesi.
L'auto veniva sottoposta a una incredibile varietà di prove, ricordiamoci per esempio che le strade non erano asfaltate.
Il territorio di sviluppò attorno alla corsa, divenne un centro vacanziero importante al punto che nella settimana in cui si correva, c'era il rischio di non trovare posto negli alberghi e nelle pensioni. Fu grazie alle corse che alcuni tratti di strada iniziarono ad essere asfaltati; e sul nastro asfaltato della nostra Valle iniziò la leggenda...
🏁 Campionato italiano Sport 1937-1965
Il campionato per auto sportive iniziò con la Mille Miglia del 1937 a cui seguirono la Parma-Poggio di Berceto (cronoscalata), la Coppa Ascoli, la Susa-Montecenisio (cronoscalata) e la Targa Abruzzo.
Le vetture dovevano mantenere il telaio e la configurazione del motore originale "come specificato nei cataloghi delle fabbriche". La Commissione Sportiva dell'Autoclub d'Italia (CSAI) stilò una lista di telai " di serie" che erano ammissibili, escludendo in ogni caso le vetture sovralimentate. I motori potevano essere liberamente elaborati, rialesati, eccetera; le carrozzerie, realizzate dai grandi carrozzieri dell'epoca (Siata, Touring, Zagato, Bertone ecc..), dovevano rispettare le misure imposte dall'Allegato C.
Alla fine del 1937 La CSAI fu chiusa dal governo fascista e per il 1938 e il 1939 un nuovo organo di governo, chiamato FASI, cambiò nome al campionato in "Sport Nazionale" e rese i regolamenti più flessibili. Ciò permise di aggiungere nuove gare...
1938 - I° TROFEO VAL D'INTELVI
Calendario Campionato Italiano Sport Nazionale 1938
- 03 Aprile: Trofeo Mille Miglia
- 24 Aprile: Salita dei colli torinesi (cronoscalata)
- 29 Maggio: Parma-Poggio di Berceto
- 19 giugno: Coppa Ascoli
- 03 Luglio: Trofeo Val d'Intelvi (cronoscalata)
- 10 luglio: Pontedecimo-Govi (cronoscalata)
- 15 agosto: Targa Abruzzo
- 21 Agosto: Corsa dello Stelvio (cronoscalata)
La gara fu vinta da Franco Cortese che su un'Alfa Romeo 6C 2300B M.M. Spider Zagato (Scuderia Ambrosiana) tagliò il traguardo di Lanzo con 6,4 secondi di vantaggio sulla Fiat 1550 Zagato di Ovidio Capelli (Scuderia Ambrosiana), che a sua volta giunse davanti all'Alfa Romeo 8C 2300 B di Rodolfo Haller (Scuderia Ambrosiana).
Da segnalare che nell'elenco partenti c'era anche il grande Gigi Villoresi (anch'egli appartenente alla Scuderia Ambrosiana).
La nostra corsa venne subito definita avvincente dal giornalista Franco degli Uberti: « …uno dei più bei percorsi in salita che si possano trovare e non solo nell'ambito dei percorsi nazionali. Il Tracciato si presta allo sviluppo di buone velocità in conseguenza delle curve tutte stupendamente disegnate e in buona parte anche sopraelevate.»
« Non esitiamo a dichiarare che questa manifestazione … riscontrerà un sempre maggior concorso di concorrenti attirando ai margini del nastro asfaltato un pubblico sempre più numeroso…»
Curiosità:
Luigi Franco Cortese (1903 - 1986) è il pilota che detiene il record di partecipazioni alla Mille Miglia; ben 14 (fra il 1927 e il 1956)! Fu Pilota Squadra di molte Case automobilistiche, tra cui la Bugatti, la Maserati, l'Alfa Romeo e la Ferrari.
Nel 1937 con Giovanni Lurani, Luigi Villoresi ed Eugenio Minetti fondò la Scuderia Ambrosiana e nel 1938 al comando dell'Alfa Romeo 6C 2300B M.M. Spider Zagato conquistò il Campionato italiano Sport Nazionale.
Franco Cortese divenne famoso per la sua collaborazione con la Ferrari (1947-1951), di cui fu il primo pilota e collaudatore, guidando una Ferrari 125 S con cui vinse il Gran Premio di Roma, al Circuito di Vercelli, al Circuito di Vigevano ed al Circuito di Varese. Fra le sue principali vittorie anche il Gran Premio di Napoli del 1950, la Targa Florio del 1951 (che si aggiudicò con la Frazer Nash), ed ancora il campionato italiano per le vetture con cilindrata 2 litri che vinse nel 1956 con una Ferrari 500. Terminò la sua carriera nel 1958.
Più che manifesti arte allo stato puro
I manifesti del 1938 & del 1939 testimoniano l'arte futurista.
il Futurismo, è un movimento italiano dell'inizio del XX secolo, nonché una delle prime avanguardie europee.
Esprimendosi nella pittura, nella scultura, nella letteratura (poesia), nel teatro, nella musica, nell'architettura (Liberty), nella danza, nella fotografia, nel cinema e persino nella gastronomia, ebbe influenza su movimenti affini che si svilupparono in altri paesi d'Europa, in Russia, Francia, negli Stati Uniti d'America e in Asia.
1939 - II° TROFEO VAL D'INTELVI
Nel 1939 il Campionato si arricchì di altre corse. Allo scopo di creare un calendario più selettivo, la nostra corsa, giudicata molto severa, fu spostata e posizionata ad una sola settimana di distanza dalla massima prova in salita del calendario internazionale: la Corsa dello Stelvio. Ciò favorì la presenza di piloti del centro e sud d'Italia ma al tempo stesso svantaggiò chi nella gara dello Stelvio aveva danneggiato la propria macchina (come Franco Cortese).
Calendario Campionato Italiano Sport Nazionale 1939
- 26 Marzo: Bengasi-Tripoli
- 04 Aprile: Catania - Etna
- 21 Maggio: Parma-Poggio di Berceto
- 11 Giugno: Circuito dell'impero Roma
- 02 Luglio: Sassi - Superga (cronoscalata)
- 16 Luglio: Corsa dello Stelvio (cronoscalata)
- 23 Luglio: Trofeo Val d'Intelvi (cronoscalata)
- 15 agosto: Targa Abruzzo
* nel 1939 la Mille Miglia fu sospesa a causa di un grave incidente avvenuto nel 1938.
Nel 1939 la Scuderia Ambrosiana fece cappotto per la seconda volta piazzando 3 piloti sui gradini del podio :
1° Giosuè Calamai su Alfa Romeo 2500 S.S. Touring
2° Mario Tadini (ex presidente della Scuderia Ferrari) su Alfa Romeo 8C 2900B Spider MM Touring
3° Angelo Marelli su Lancia Aprilia Sport Zagato.
Giosuè Calamai al traguardo di Lanzo d'Intelvi
Angelo Marelli su Lancia Aprilia Sport Zagato - Donington race
Il II° TROFEO VAL D'INTELVI venne spostato ad una sola settimana di distanza dalla corsa più importante e selettiva del campionato: la Corsa dello Stelvio. Ciò favorì la partecipazione di piloti del sud Italia ma al contempo sfavorì chi nella gara dello Stelvio avevano danneggiato la propria vettura, come Franco Cortese che non riuscì a parteciparvi. La corsa intelvese assunse così ancora più importanza nella lotta per la vittoria che si giocò in pochi centesimi di secondo.
Franco degli Uberti nel suo articolo ne sottolinea la validità:
«…una massa notevole di pubblico che lungo i 16 chilometri del percorso ha assistito a questa prova interessantissima…» «…questo Trofeo Val d'Intelvi ha assunto un carattere di viva passionalità per i molti conti in sospeso che sarebbero stati regolati sulla sinuosa verdeggiante strada della Val d'Intelvi... offrendo battaglie decise fino all'ultimo centesimo di secondo.»
Curiosità:
Il pilota bergamasco Mario Tadini, soprannominato "Il re dello Stelvio" (vinse in ben 7 edizioni) fu, insieme a Alfredo Caniato, uno dei soci azionisti e il presidente della Scuderia Enzo Ferrari. Tadini è il simbolo della transizione tra l'automobilismo pioneristico e quello sportivo moderno. Il suo nome è inciso nella leggenda del motorsport italiano
LO STOP E LA RIPARTENZA DOPO LA GUERRA
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale anche le corse furono interrotte.
Nel 1947 le corse ripartirono ma c'erano due campionati: Sport Internazionale (Allegato C) e Nazionale, ma il TROFEO VAL D'INTELVI non vi faceva più parte.
Nel 1948 il campionato Nazionale fu abolito e fino al 1965 si tenne solo il campionato Sport Internazionale (per le auto Annesse C).
La nostra corsa ritornò nel 1950...
1950 - III TROFEO VAL D'INTELVI
Il III TROFEO VAL D'INTELVI si svolse il 23 luglio del 1950 ed era valido per il Campionato Granturismo internazionale e per il Campionato italiano turismo, vide la partecipazione di numerose vetture, mosse sicuramente anche dai numerosi e cospicui premi in palio:
- Trofeo Val d'Intelvi (coppa in argento messa in paio dalla Camera di commercio di Como) + premio in denaro di 1 milione di lire. (lo stipendio di un operaio era di 15-20.000 £/ mese - un giornale costava 2 £)
- Coppa Lanzo d'Intelvi messa in palio dall'Unione Sportiva di Lanzo (USLI) e riservata al più veloce residente in valle
- Coppa Glangi (messa in palio dall'industriale Giuseppe Reggiani di Fenegrò) destinata al concorrente della provincia di Como che realizzerà il miglio tempo.
- Coppa ACI destinata al 2° concorrente nella categoria speciale berlinette 750
Premi speciali in denaro:
- Premio Pirelli: 30.000 £ al primo di ogni classe e 15.000 £ al secondo di ogni classe
- Premio Zagato: 20.000 £ al primo classificato della categoria speciale berlinette 750
A tutti questi premi si aggiungevano inoltre ulteriori premi in gomme, benzina e cambi olio.
A vincere la corsa sul tracciato Argegno - Lanzo, fu Giovanni Bracco su Maserati 2000, seguito da Gino Valenzano. 3° posto assoluto per il pilota Sergio Mantovani su Fiat Stanguellini 1100 Sport Colli.
Curiosità:
Giovanni Bracco (Biella, 6 giugno 1908 – Biella, 6 agosto 1968) è stato un pilota automobilistico italiano ricordato anche per aver perso il controllo della propria Delage 3000 durante l'VIII Circuito Automobilistico di Modena del 28 settembre 1947, uccidendo cinque spettatori e ferendone altri 19.
A cavallo della seconda guerra mondiale corse su una Lancia Aprilia sport.
Nel 1948 vinse il Gran Premio d'Italia (classe 2 litri di cilindrata) su una Maserati A6GCS e la Coppa d'Oro delle Dolomiti.
Il suo anno migliore fu il 1950 quando iniziò il suo sodalizio (1950 -1952) con la Ferrari, vincendo la Mille Miglia su una Ferrari 166 e arrivò secondo nella Coppa d'Oro delle Dolomiti.
Con il suo pupillo più giovane, Umberto Maglioli, arrivò secondo alla Mille Miglia del 1951 guidando una Lancia Aurelia B20. Nel 1955 corse su una Maserati 200S.
Il 22 Luglio 1956 corse e vinse l'ultima corsa della sua vita, la Biella-Pettinengo, al volante di un'Alfa Romeo Giulietta Sprint.
Vanta in carriera la partecipazione a più di 70 competizioni nelle quali ottenne per 27 volte il primo posto assoluto.
È stato Campione italiano nella categoria Sport internazionale fino a 2000cc nel 1948 e nella categoria Sport internazionale oltre 1500cc nel 1950, oltre che Campione italiano della montagna nella categoria Sport nel 1951.
Fra le star troviamo anche Umberto Castiglioni che vinse la sua categoria su Lancia Aprilia B20.
Curiosità:
Umberto Castiglioni era un grandissimo pilota, per questo correva con lo pseudonimo di "Ippocampo"; nel 1951 arrivò 2° di un soffio alla Coppa d'oro delle Dolomiti su una Lancia Aurelia B20-2000 Coupè.
Nel 1952 la Lancia diede 7 vetture ufficiali (Aurelia B20) ad altrettanti campioni (Salvatore Ammendola, Enrico Anselmi, Felice Bonetto, Giovanni Bracco, Luigi Fagioli, Umberto Castiglioni e Gino Valenzano) con il compito di compiere un'impresa leggendaria: dominare la scena conquistando vittorie assolute o di classe in gare iconiche come il Giro di Sicilia, la Mille Miglia, la 24 Ore di Le Mans (in cui Castiglioni e Valenzano si classificarono sesti assoluti con la vettura n° 39), la Targa Florio e la Coppa d'Oro delle Dolomiti.
Nel 1953, visto il successo riscontrato dalle gare su strada e di durata negli anni precedenti, la Federazione Internazionale dell'Automobile tramite la Commissione Internazionale istituì il primo Campionato del mondo vetture sport.
Maggio 1957 - A seguito della tragedia di Guidizzolo (11 morti: 9 spettatori, 5 dei quali bambini e 2 piloti della scuderia Ferrari: De Portago e Nelson) avvenuta nelle ultime fasi della 24° Mille Miglia, le corse motoristiche di velocità furono pesantemente limitate sull'intero territorio nazionale.
1959 - IV TROFEO VAL D'INTELVI
Il 23 luglio sul tracciato Argegno - San Fedele venne disputato il IV TROFEO VAL D'INTELVI - Coppa Alborghetti. La corsa era riservata le vetture Turismo ed era organizzata dalla famiglia Alborghetti (villeggianti di Lanzo) in ricordo del figlio Mario morto nel 1955 (a soli 26 anni) all'esordio in Formula 1.
A vincere quell'edizione fu Giancarlo Rigamonti su OSCA S-187 del 1956 telaio 751; una delle (forse) 19 prodotte dalla casa del tridente (Maserati).
L'auto, prima di appartenere a Rigamonti (dal 1957) era stata un auto ufficiale e fu guidata da tre nomi di spicco:
Louis Chiron alla Mille Miglia del 1956,
Giulio Cabianca alla 6 Ore di Castelfusano (1° di classe) e al Premio Modena,
Gigi Villoresi alla Targa Florio e alla Coppa D'Oro delle Dolomiti (1° di classe)
Al secondo posto giunse "Anacleto" (Marco Vannucci) su OSCA 1500, al terzo Gianni Manelli su OSCA S-273 e al quarto "Jeki" su 1100 Stanguellini da corsa.
Alfa Romeo Giulietta Sprint - Foto scattata da Attual Bologna
1960 - V TROFEO VAL D'INTELVI
Il V TROFEO VAL D'INTELVI venne disputato il 12 Giugno 1960 sul tracciato Argegno - San Fedele.
La corsa era valida per il Campionato Turismo e Gran Turismo nazionale.
Nell'elenco delle vetture fecero spicco tre Maserati Birdcage 2.0, una OSCA 1500, due OSCA 1100, una OSCA 850, una OSCA Foglietti Valentini MT4-2AD, una Stanguellini e una Lotus 15 Climax Club.
A vincere fu Giuliano Giovanardi sulla Maserati Birdcage n° 144.
Secondo Danilo Tesini sulla Lotus
Terzo classificato Gianni Brichetti su OSCA Foglietti Valentini MT4-2AD
Cusiosità:
Danilo Tesini l'uomo con la Lotus (fonti: La Gazzetta dello Sport & racingsportscars.com)
Tesini è ricordato come un "pioniere"; secondo le biografie "fu lui a introdurre per primo sui circuiti una Lotus da corsa" - in particolare una "Lotus 11 Barchetta a ruote coperte" dopo un incontro con il fondatore della casa inglese Colin Chapman.
E' noto come meccanico, costruttore e pilota, figura di rilievo del motosport italiano nel dopoguerra, quando divenne titolare dell'officina Martes (Modifiche Auto Riparazioni Tesini), dove mise su modelli elaborati motori speciali e preparazioni di pregio. tanto da attirare l'interesse di grandi marche e nomi del tempo.
Come pilota Tesini gareggiò con le Lotus con continuità dal 1955 al 1961. In diversi risultati d'archivio di gare si vede Tesini iscritto su vetture Lotus con motore Climax, nelle classi riservate a sport-car leggere (es. 1100 cc) ottenendo risultati di rilievo con piazzamenti sul podio nelle competizioni nazionali di sport-prototipi:
18 ottobre 1959 6° nella gara "Graz-Thalerhof"
16 ottobre 1960 3° alla "Coppa d'Oro di Modena"
12 giugno 1960 2° al "Trofeo Val d'Intelvi"
28 maggio 1961 3° al "Trofeo Shell"
1961 - VI TROFEO VAL D'INTELVI
Il VI TROFEO VAL D'INTELVI - Coppa Alborghetti si corse il 18 Giugno 1961 sul tracciato Argegno - San Fedele.
La corsa era valevole per il Trofeo della montagna e per il Campionato ACI Como.
L'elenco iscritti conta ben112 partenti, fra cui moltissimi campioni di varie classi, con auto da sogno come una Aston Martin Z 3700 e due Ferrari 250 GT SWB Competizione.
L'auto apripista di quell'anno era una Giulietta 1300 Sprint speciale, la 2 volumi disegnata da Bertone:
Ferrari 250 GT SWB Scaglietti
NSU Prinz Sport - Foto scattate da Attual Bologna e FOTOCOLOR di Augusto Salandin
A vincere fu Gianfranco Moroni su Stanguellini,
al secondo posto Domenico Lo Coco su Moretti,
terzo Giancarlo Rigamonti su Osca.
1965 - VII TROFEO VAL D'INTELVI
L'ultima edizione del TROFEO VAL D'INTELVI , la VII, si corse il 10 Ottobre 1965 sullo storico tracciato Argegno - San Fedele. Alla corsa parteciparono 150 piloti delle più note scuderie d'Italia. Nell'elenco partecipanti figurano infatti conduttori di Milano, Brescia, Torino, Livorno, Sanremo, Varese, Verona, Trento, Aosta, Genova, Napoli ed altre città.
La corsa era valida per il Campionato Turismo e Gran Turismo nazionale.
A vincere fu Giacomo Moioli "Noris" su Porsche 904 GTS, al secondo posto (per 6 decimi di secondo), il pilota Ildefonso Torriani su Alfa Romeo 1900 SS Zagato (scuderia del Lario), terzo Enrico Pinto su Alfa Romeo Giulia Sprint1600 (scuderia Auto Delta).
Enrico Pinto, prima guida della Scuderia del Lario, reduce dalla vittoria conseguita a Monza la domenica precedente, era assai atteso alla prova e fu incitato a gran voce dal pubblico di casa.
La fine di un'epoca - Perché il Trofeo si fermò nel 1965
Dopo sette edizioni vari fattori influirono sul proseguimento della nostra corsa:
Declino delle corse su strada
Negli anni '60 l'Italia (come altri Paesi europei) iniziò a ridurre le corse su strada pubbliche a causa dei rischi crescenti.
Il tragico incidente alla Mille Miglia del 1957, in cui morirono De Portago e 11 spettatori, aveva già portato a una stretta normativa.
Le cronoscalate furono sospese o trasformate in eventi non competitivi.
Inoltre nel 1964 Il Codice della Strada divenne più restrittivo, rendendo più difficile ottenere permessi.
Costi crescenti e minor sponsor
Organizzare una corsa in montagna richiedeva:
chiusura di lunghi tratti di strada
presidi medici, commissari e sicurezza lungo tutto il percorso
copertura assicurativa
Con pochi sponsor , e l'assenza di un supporto industriale o di una casa automobilistica locale, i costi divennero insostenibili per organizzatori locali o amatori.
Centralizzazione delle competizioni
Negli anni '60 molte gare minori vennero escluse dai calendari nazionali o regionali:
la FIA e l'ACI Sport puntavano a concentrare i campionati su piste chiuse o eventi più noti e controllabili
la concorrenza di eventi come il Rally dei Fiori , il Giro d'Italia Automobilistico o nuove gare in autodromo, resero marginali queste corse.
Cambiamento del territorio e delle priorità
Negli anni '60 la Valle Intelvi cambiò volto. da zona alpina agricola a zona turistica.
Sempre più votata al turismo e al traffico verso la Svizzera, divenne più difficile continuare a utilizzare il tracciato storico dato che le strade si riempirono di traffico locale, frontalieri e villeggianti.
La rinascita
Una pausa lunga sessant'anni... ma non definitiva
Nel 2025 il TROFEO VAL D'INTELVI è rinato come rievocazione storica non competitiva per:
- ricordare quei pionieri dell'automobilismo sportivo che trasformarono le nostre montagne in leggenda
- celebrare l'armonia fra tecnica ed arte in movimento,
- tornare a valorizzare il territorio.