Scriveremo filastrocche per cammelli e gliele leggeremo in sogno. Mangeremo le nuvole a grandi morsi, ma continueremo ad avere fame. Ci incontreremo al centro della terra e dovremo usare tutto tranne che gli occhi per riconoscerci. Tu saprai che sono io dal fatto che riderò. A chi dice che va tutto bene io non rispondo nemmeno. Se non vuoi avere il pensiero di ascoltarmi, non lo fare, ma non chiedermi di fingere insieme a te. Ma di fronte a chi dice che va tutto male, scappo. Ancora peggio. Va tutto in qualche modo, e a volte ci piace, a volte per niente. Dove siamo, noi? Balliamo tra qui e là, tra l'estasi e l'angoscia, cercando di non farci cogliere impreparati dal vento che soffia forte, dalla pioggia che cade tutta insieme, dal sole che ci cuoce senza pietà.
Le nostre gambe e i nostri cuori ci portano in posti bellissimi e ci fanno fuggire dalle prigioni. Tu vai, io vado, andiamo a mangiare una pizza? Ok. Andiamo? Sì. Andiamo dove vuoi te, io resto dove sono, io resto dove sei, continuamente altrove, eppure sempre qui. Sul divano che ho comprato per te nella mia testa. Nel mio cuore scheggiato a dondolare. Non riesco nemmeno a pronunciarle alcune parole, perché mi sembrerebbe di far tuonare. Ma quando ci riesco, quando finalmente te le consegno, passano tutte le paure e resta quello che siamo. Gioia e bellezza in continua costruzione.