Bentornati
La biblioteca vi aspetta nel nuovo anno 2023 nella scelta di un libro da leggere con interesse e passione.
Scegliere sempre un argomento che piace e che appassiona o interessa o un argomento di studio che può essere letterario, classico o attuale scientifico, geografico, storico o di religione o di sociologia ecc...
Coltivare le proprie passioni è importante anche attraverso lo studio che vi aiuterà a comprendere e apprendere meglio le varie tematiche di studio e ciò che vi interessa che comunque sono preferenze e scelte personali per ognuno di noi.
LIBRI CONSIGLIATI
IL LIBRO CUORE- EDMONDO DE AMICIS
IL LIBRO CUORE è l'esempio di una educazione continua e attenta del fanciullo, basata prima sull'apprendimento dei valori di base che costituiscono una buona e sana società e poi sulla formazione culturale e trasversale delle varie discipline. E' una educazione del cuore forse anche i sentimenti. Cuore è un romanzo per ragazzi scritto da Edmondo de Amicis a Torino, nel 1886. E' un diario fittizio di un ragazzo di terza elementare che racconta lo svolgimento del proprio anno scolastico 1881-1882. E' un libro di successo tra il pubblico sia in Italia e all'estero. E' dedicato a ragazzi tra i 9 anni e i 13 anni. Si tratta della terza di una scuola municipale d'Italia.
L'intento pedagogico di De Amicis, l'autore, è di ispirare ai giovani l'amore per la patria, il rispetto per l'autorità e per i genitori, l'eroismo, la carità e pietà degli umili.
Eventi ambientati a scuola nella città di Torino nel 1878, periodo dell'UNITA' D'ITALIA.
Sonia Pandolfi
Bibliotecaria d'Istituto
Presentazione del libro “La diade negata: la relazione tra madre e bambino non vedente”- Antonio Passaro
Lunedì 18 gennaio 2023 alle ore 17 nell'aula Biblioteca della sede di via Anagni 48, è stato presentato il libro "La diade negata" dell’autore Antonio Passaro. La dirigente scolastica dott.ssa Maura Frasca che ha curato e coadiuvato l’intera serata alla presenza di un cospicuo numero di partecipanti costituito da docenti ma anche da alcuni genitori.
Il prof. Passaro è noto a tutti come pscicopedagogista per noi assolutamente rilevante perché tutti i temi che oggi affrontiamo in maniera molto più specifica grazie anche alle risorse e a tutto quello che è stata la letteratura e che prende le mosse dai primi anni ‘60 quando al liceo Vittorio Colonna il suo percorso di studio era affiancato dalla presenza di tre persone non vedenti, suoi compagni di classe, cogliendo quella capacità in maniera lungimirante e comprendere il suo contributo, di creare quell’ambiente favorevole, di confort, recandosi all’Istituto Sant’Alessio (ove i tre erano residenti ) come ripetitore ,leggeva ad alta voce i libri ,condivideva con loro gli studi, e poi anche una amicizia quindi un percorso di vita , un ambiente umano in grado di far germogliare quei semi mettendoli nelle condizioni di dare il meglio. Il professore di questa esperienza umana ne ha fatto una professione; oltre che essere stato dirigente scolastico lavorando al Romagnoli, al Sant’Alessio oltre che all’Unione Nazionale Ciechi.
Questa generosissima operosità ha trovato una cristallizzazione in dei volumi, l’ultimo dei quali è la Diade Negata, la diade appunto, questa relazione tra la mamma e il bambino, una relazione visiva di condivisione, di complicità negata laddove il bimbo abbia un deficit visivo. Ha parlato di intervento precoce, nei primi tre mesi in cui inizia a vedere, a rischierarsi la vista dopo la fase acquatica, inizia a riconoscere la madre e poi agli otto mesi, nel momento in cui riconosce gli altri, vuole tornare dalla madre rifiutando l’abbraccio degli altri perché è un po’ disorientato, non cominciando a riconoscere più la madre e ha paura di averla persa. Ecco tutto questo, in questi otto mesi precoci ma importantissimi in un bambino cieco acquisiscono una connotazione del tutto peculiare al punto poi che se non disponiamo del medium, delle capacità di leggere e cogliere cosa sta avvenendo, rimarranno delle devianze e difficoltà persistenti per tutta la vita.
In questo libro, Passaro ha voluto fortemente sottolineare l’importanza della relazione madre- bambino nei primi due anni di vita ponendo attenzione a spiegare come il corpo della madre divenga nella fase iniziale l’unico mondo percettibile del bambino e come la madre debba essere aiutata a agire verso il figlio , a toccarlo, a manipolarlo ,a farsi toccare e a farsi manipolare. L’importanza di comprendere come un cieco ha un mondo percettibile diverso, come si può accostare meglio a lui vivendo la sua difficoltà, la sua diversità mettendosi nelle condizioni di essere uguale a lui quindi il corpo della madre diventa il mondo percettibile . Avvicinarsi e andar via, toccare e sfuggire in una continua ricerca di essere assicurato. Il bambino cieco, diceva Donald Winnicott (pediatra), spesso rimane solo, solo con se stesso e deve abituarsi a star solo sapendo però che la madre c’è e può essere richiamata. Ma quante volte loro mandano segnali e non vengono compresi perché sono segnali che non andiamo a guardare ? Questa è la situazione che l’autore ha voluto mettere in evidenza: l’importanza in questa fase di sviluppo sta nell’ aiutare i genitori a comprendere il mondo percettivo e percettibile del bambino, aiutarli a porlo nelle condizioni di essere capace ad avvicinarsi al mondo. Bisogna portare il bambino a scoprire il mondo collegando gli stimoli con risposte, contatti ed emozioni: qui nasce una sensazione che diventa percezione. Un processo di ricezione guidata a scoprire l’altro da se, il mondo, il cibo, lo spazio sono esperienze che vanno costruite insieme dall’ambiente di vita del bambino. Deve essere aiutato al raggiungimento di queste cose solo che alla fine questo discorso comporta che non possiamo lasciare soli i genitori a condividere la loro esperienza negativa. Bisogna aiutarli a crescere, comprendere cosa va fatto e cosa no, a capire il mondo di chi non vede, come devono agire e comportarsi, quanto è utile abbinare il tatto a udito e quanto è negativo l’udito senza il tatto, senza il contatto. I genitori devono essere aiutati nella loro crescita personale perché non è facile esser madre di un bambino che non vede. Mentre alcune mamme sono restie all’aiuto, altre voglio fare agendo in modo positivo. Occorre essere presenti in queste situazioni stando attenti a non immischiarsi nella relazione ma ponendo dei presupposti di operatività corretta e scientifica. L’operatore deve essere autorevole, competente e capace di dare sicurezza ai genitori istruendoli a stare loro accanto, ad aiutarli, ad educarli. Questa è la sintesi del libro raccontata con molti esempi e confronti affrontati direttamente dall’autore che si è preoccupato del dopo…La lettura del libro quindi dovrebbe abilitare all’accompagnamento, al percorso di crescita che significa separazione, lasciarsi andare. Bisogna credere alle capacità che hanno queste persone e porlo nelle condizioni di poterlo fare. Queste possibilità di espressioni corporee devono e possono renderlo felice.
Dalla lettura del libro si traggono degli spunti concreti per poter aiutare un genitore nell’accogliere ,nell’accettazione per quello che è il figlio e non per quello che dovrebbe essere nella mente della madre.
Prof. Giovanni Di Ruzza