Tatà di Valérie Perrin è un intreccio raffinato, un’indagine nella vita degli altri, per capire la propria, ed è un romanzo che come una scatola cinese ne contiene diversi.
È un racconto molto personale, ambientato nei luoghi dell’infanzia dell’autrice, che con discrezione e delicatezza tratta le vite dei suoi protagonisti, dando voce anche a chi in apparenza non l’ha mai avuta.
Colette è stata agli occhi di tutti una donna senza storia, una semplice calzolaia, solitaria e silenziosa, un po’ stramba: la sua vita è stata definita dall’impegno e dalla generosità, votata soprattutto al riscatto e al successo del fratello, il padre di Agnès, talento musicale. Colette è stata una donna senza figli, con un lavoro anomalo per una femmina, senza frivolezza e senza amori, tranne quello per la squadra di calcio di Gueugnon.