SPIAGGIA DI SANTA MARGHERTA DI PULA
La spiaggia di Santa Margerita di Pula, rinomata per la sua sabbia bianca e fine e per l'ampia distesa per chilometri dall'hotel Flamingo fino a Pinus Village è da tempo nelle mire di imprenditori che, malgrado l'assenza di una qualunque insenatura, vorrebbero costruire innanzi ad essa un porto turistico di consistente dimensione. In particolare la Società Calaverde, costruttrice del villaggio Calaverde e del porticciolo scavato nell'entroterra ha per due volte tentato di creare un nuovo porto in mare già ipotizzato di 550 poi ridimensionato a 350 posti barca per natanti fino a 35 metri di lunghezza.
La spiaggia di Santa Margherita è meta di un turismo balneare di famigliole con bambini, che vi giungono per la fama di una sabbia finissima ed un'acqua cristallina priva di inquinamenti di qualunque tipo e nautici in particolare.
IMPATTO DELLA FASE COSTRUTTIVA. I fondali della zona progettata sono bassi e, proprio alla bocca del porto, completamente rocciosi. I lavori di costruzione avrebbero un pesantissimo impatto sul il sistema naturale, dovendosi creare un fondale adatto alle imbarcazioni previste, sia dentro il porto che nell'area esterna di avvicinamento. Si dovrebbero utilizzare immense quantità di esplosivo e la durata dei lavori si protrarrebbe per più anni. Verrebbero sospesi durante le stagioni balneari??
ASSETTO URBANISTICO. Il porto si verrebbe a trovare innanzi al villaggio di Calaverde e sconfinerebbe ad est innanzi al Villaggio Is Morus. Ignorerebbe del tutto l'assetto urbanistico consolidato delle aree territoriali ad esso adiacenti: villaggi delle Comunioni Is Morus, Calaverde, Stella Marina ed altri, nonché, poco distanti, tre importanti hotels: Is Morus, Forte Village e Abamar. In particolare il porto sarebbe completamente "assediato" da un compatto agglomerato di ville o villette con giardino e non troverebbe pertanto alcuna urbanizzazione idonea ad accogliere un turismo nautico che non voglia limitarsi al rifornimento di carburante, permanenza nella propria imbarcazione ed accesso ad un eventuale bar/pizzeria nell'ambito degli spazi disponibili a terra, che sono assai limitati in quanto proporzionati al porticciolo esistente; gli standard di progettazione dei porti turistici prevedono che si debba mantenere un alto rapporto tra spazi a terra nei quali creare efficienti strutture di servizio e ricettività e specchio d'acqua in senso stretto. Ma, a prescindere dalla limitatezza della stessa area portuale in senso proprio, è palese che l'ipotizzato nuovo grande porto non andrebbe ad integrarsi in alcun tessuto urbano con reciproca valorizzazione. La gestione di un porto in tale situazione sarebbe pertanto soggetta a difficoltà economiche dovute alla scarsa attrattiva verso clienti. Sorge quindi il dubbio che l'interesse imprenditoriale potrebbe essere legato a lucri derivanti dalla sua stessa costruzione, con il rischio di successivo abbandono dell'opera dopo la constatazione della bassa convenienza economica della gestione ordinaria e delle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
IMPATTO SULLE SPIAGGE LIMITROFE. Le considerazioni sul profilo urbanistico riguardano principalmente l'opera in sé, salvo che non sopravvenga l'abbandono del porto per le prevedibili perdite di gestione: in questo caso tutta la popolazione limitrofa nel giro di qualche anno si troverebbe un enorme rudere nel bel mezzo della spiaggia di Santa Margherita e per migliaia di mq in mare.
Ma il profilo di danno certo riguarda l'alterazione delle correnti marine e la conseguente perdita della bellissima spiaggia esistente. Le foto delle pagine che precedono (Porto Columbu a Perd'e sali, Buggerru, Villasimius, Poetto) mostrano a tutti (cittadini e organi pubblici preposti a decidere) ciò che immancabilmente accadrebbe a Santa Margherita: a) sabbia a ridosso i uno dei moli, dove vige il divieto di balneazione; b) scomparsa della spiaggia ed erosione del territorio anche a chilometri a distanza dall'opera; c) insabbiamento del porto e inutilizzabilità della sabbia penetrata in esso per il ripascimento della spiaggia. Tutti questi porti non furono realizzati da impresette sprovvedute, ma da solide società e sulla base di progetti e perizie che scongiuravano ogni pericolo di danni. Più che addentrarsi nelle disquisizioni peritali allegate all'eventuale progetto è quindi meglio andare a guardare ciò che è già successo!
RIPRESENTAZIONE DEL PROGETTO BOCCIATO. Con costanza degna di miglior causa, il progetto, ancorché bocciato, è stato ripresentato dopo alcuni anni, sperando di trovare amministrazioni o giudici di più "benevola" opinione e confidando che sia stato dimenticato quanto già oggetto di valutazione negativa nel passato. Furono raccolte centinaia di firme sulla spiaggia tra la popolazione terrorizzata per le sorti dell'arenile. Sono scaricabili —> le firme raccolte nel 2002 e — le firme raccolte nel 2014.
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La delibera della giunta fu impugnata dalla Società Calaverde, ma il TAR (sent. 26/01/2004, n. 83) ed il Consiglio di Stato (sent. sez. VI, 17/05/2006, n. 2851) la dichiararono valida nella sostanza e nella forma. A questa vicenda processuale partecipò anche il Comitato per la tutela delle spiagge di Santa Margherita di Pula, contribuendo validamente alla conferma della decisione della Giunta regionale da parte dei giudici amministrativi. Altre parti del giudizio: Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Pula, Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente ed Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione, Comunione Calaverde, prof. Giovanni Duni, Comunione Pineta Is Morus, Associazione Gruppo di Intervento Giuridico, M.I.T.A. s.p.a. (Forte Village).
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L'impresa portò avanti la tesi della necessaria segretazione del procedimento. Segretezza che sarebbe stata legata alla riservatezza imposta dalla procedura di "finanza di progetto". Fu intimato alle pubbliche autorità di non fornire informazioni a chicchessia. Pertanto, la richiesta di accesso agli atti presentata dal Comitato per la tutela delle spiagge di Santa Margherita di Pula fu respinta, con differimento alla conclusione del procedimento (provvedimento Dir. Gen. Ass. Enti Locali del 29/10/2013, n. 39474). L'intento era quello di esentare il progetto anche dalla Valutazione di impatto ambientale. La soc. proponente diffidò il Sindaco di Pula dal fornire informazioni. La segretazione del progetto violava le chiare norme europee e nazionali in merito alla pubblicità di progetti idonei a determinare impatto ambientale, essendo invece obbligatoria la pubblicità in varie forme, volta a favorire le osservazioni dei controinteressati.
Il progetto fu poi bocciato dalla giunta regionale (presidente Francesco Pigliaru, assessore ee.ll. Cristiano Erriu).
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Quello che vedremmo dopo qualche anno (foto di altri casi di erosione in Italia)