Il tema

Arte, Didattica e nuovi paradigmi educativi

(bozza)


Il tema degli incontri è quello di individuare e analizzare nuovi modelli educativi volti a ridefinire l’organizzazione della didattica con l’aiuto di illustri ospiti esperti del settore.

Si cercherà di delineare il cambiamento che è in atto nei sistemi educativi, appurando che non sempre l’innovazione dipende dalle tecnologie, ma è innegabile la necessità di una revisione profonda del modello formativo.

Tuttavia le tecnologie sono oggi una parte fondamentale della conoscenza: spesso la determinano, la favoriscono, la diffondono, offrendo opportunità di studio e di lavoro.

Nella società contemporanea, frammentata, “liquida” (Baumann), l’arte ha tentato di comprenderne, in anticipo rispetto alle scienze, la complessità. L’arte si presenta, infatti, come metafora epistemologica costituendo un nuovo modo di vedere, di sentire, di capire un universo in cui i rapporti tradizionali sono andati in frantumi e in cui si stanno delineando nuove possibilità di relazione (Eco 2009).

Il lavoro di un artista non si configura come una serie di classificazioni e schemi, ma possiede un universo di forme, una problematica e un percorso che gli appartengono. Ciò che gli artisti condividono è il fatto di operare in seno alla sfera dei rapporti interumani. Queste relazioni interpersonali in rapporto con le opere d’arte e ciò che producono o suscitano vengono definite da Bourriad Estetica relazionale (Bourriod 2009).

Da una percezione prevalentemente visiva si è passati ad una esperienza pluri-sensoriale e globale. In una parola, multimediale. Partendo da questo assunto, si può riconoscere l’esistenza di un’idea di multimedialità precedente alla rivoluzione digitale che, dal Romanticismo in poi, percorre la cultura occidentale come utopia della sintesi delle arti (Gesamtkunstwerk). La scelta di considerare i fenomeni attuali alla luce dell’osservazione del passato permette da un lato di costruire la consapevolezza storico-critica necessaria a valutare gli elementi di continuità e di rottura fra le arti precedenti e post-digitali, dall’altro di dare un più largo respiro alla riflessione sulla contemporaneità, uscendo dalla polemica che vede contrapposti coloro che rifiutano le nuove tecnologie a coloro che ne esaltano acriticamente la novità.

In questa prospettiva, occorre riconoscere che il supporto multimediale può assecondare quella propensione dell’uomo ad utilizzare tutti i sensi per entrare in contatto con il mondo e con l’altro per imparare.

Gilbert Simondon, il maggiore filosofo della tecnica del secondo '900, in un articolo del 1954, da filosofo visionario, anticipa interessanti suggestioni che caratterizzano la didattica contemporanea. In un articolo, Forme e Linguaggi sulla revisione dell'insegnamento pubblicato scrive “mentre nel XIX sec. la distanza in rapporto ai grandi centri creava una invincibile struttura di gerarchia verticale, nel XX sec. una relazione orizzontale si appresta a sostituire la relazione verticale”. La causa e la diffusione di questa orizzontalizzazione è secondo lui l'avvento e la diffusione della elettricità, questo comporta secondo Simondon “una configurazione diversa dell'accesso alle informazioni più libero, senza filtro ed una diversa conformazione delle relazioni sociali [...] ad una società stabile, quella del sec. XIX succede una società metastabile che sarà quella del XX sec. pertanto ci sarà un ordine orizzontale che si sostituisce a un ordine verticale“ il problema è che ”il gesto dell'insegnate oggi (1954!) è ancora soprattutto un gesto vocale, ovvero un gesto che funziona come uno strumento di autorità che crea la struttura verticale mentre si tratterebbe di implementare gesti visuali, strumenti di coordinazione orizzontale. Solo un linguaggio visivo, ideografico potrà essere un mezzo di relazioni inter-gruppali davvero orizzontali“.

Siamo in una società orizzontale dove l'accesso alle informazioni dovrebbe essere libero e i saperi si dovrebbero costruire nella cooperazione, mentre l'evoluzione economica e sociale si sposta dal verticale in orizzontale l’insegnamento continua a rimanere incagliato nel verticale, non c'è la capacità di adottare forme e linguaggi della contemporaneità.

Noi siamo fermi all'apprendimento insegnato, non siamo ancora pronti ad accettare che ci siano insegnamenti autonomi spesso più significativi di quelli insegnati (Rivoltella 2020).

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