L'arrivo dei ragazzi francesi
La settimana tra il 2 e il 7 marzo la mia famiglia ed io abbiamo voluto ospitare un ragazzo francese. Fin da subito abbiamo amato l’idea di avere in casa nostra una persona diversa da noi, con la sua cultura e la sua provenienza. Tutto questo è stato organizzato dalla scuola; è la prima volta che ragazzi di un altro paese vengono a soggiornare a casa di noi studenti di Altino e Casoli. In questi giorni ci stiamo impegnando al massimo affinché il nostro ospite non si senta un semplice turista, ma parte della nostra famiglia e della nostra comunità. Vogliamo che porti con sé non solo il ricordo dei nostri paesaggi e dei nostri sapori, ma soprattutto il calore della nostra ospitalità. Questa esperienza sta arricchendo lui, ma sta lasciando un segno profondo anche in noi, insegnandoci che la diversità è un dono e che ogni incontro è un’occasione per guardare il mondo con occhi nuovi. Hanno iniziato visitando le bellissime Gole di Fara San Martino e le sorgenti di Acque Vive, vedendo da vicino anche come si produce la pasta nel famoso Pastificio De Cecco. Il tour è continuato a Casoli, dove hanno visitato il Castello e scoperto come nasce l'olio d'oliva al Frantoio Masciantonio. Infine, sono andati ad Altino per ammirare Palazzo Pulieri e imparare tutti i segreti del tipico peperone dolce presso l'azienda Terrafonte. È stata una bellissima esperienza tra natura, storia e prodotti tipici. È stata una settimana intensa che ci ha permesso di conoscere una cultura diversa e di stringere una bella amicizia. Siamo felici di aver aperto la nostra casa e speriamo che per Oscar sia stato un soggiorno indimenticabile, proprio come è stato per noi ospitarlo.
Anna Monfrecola, 3°B – Scuola Secondaria di Altino
Un'esperienza indimenticabile: la mia settimana con Soan
Ciao! Mi chiamo Gregorio Gentile e frequento la 1B di Casoli. Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza con Soan, un ragazzo francese che è venuto a trovarmi.
Ospitare un coetaneo straniero a casa mia è stato bellissimo. All'inizio ero molto emozionato, soprattutto il primo giorno, perché non avevo mai diviso la mia cameretta con qualcuno che venisse da un altro Paese.
Soan non ha espresso molti giudizi sull'Italia a parole, ma mi è sembrato davvero entusiasta di tutte le attività che abbiamo svolto insieme. Purtroppo non abbiamo potuto fare dei laboratori veri e propri in classe, ma lui è rimasto comunque felicissimo del tempo passato con gli altri ragazzi della nostra scuola.
Parlando del più e del meno, ho scoperto come funziona la sua scuola in Francia: i ragazzi restano lì fino al pomeriggio, dal lunedì al venerdì, e fanno tantissime attività sportive e ricreative insieme ai loro professori. Mi piacerebbe molto visitare una scuola strutturata in questo modo e spero, un giorno, di poter fare anche io un'esperienza con il progetto Erasmus!
La classe 1°B – Scuola Secondaria di Casoli
Nel nostro giornalino scolastico abbiamo incontrato uno degli studenti appena rientrati da un’esperienza Erasmus, Christian Odorisio della classe 1^A, per farci raccontare emozioni, difficoltà e momenti indimenticabili di questo viaggio.
A rompere il ghiaccio è stata la domanda sulle emozioni della partenza. Il ragazzo ha raccontato con entusiasmo che, fin dall’inizio, le sensazioni sono state positive: “Ho subito creato forti legami di amicizia, e questo mi ha aiutato a vivere tutto con serenità”.
Alla domanda su cosa lo avesse colpito di più, non ha avuto dubbi: “L’Oceanario di Lisbona. Vedere i pinguini e tante altre specie dal vivo è qualcosa che difficilmente avrei potuto fare altrove”. Un ricordo che custodisce come uno dei più preziosi dell’intero viaggio.
Non è mancato un passaggio sulla cucina locale, che lo studente ha apprezzato molto: “Sì, soprattutto la picanha, una carne buonissima che abbiamo assaggiato in un ristorante tipico”.
Parlando delle sensazioni provate, emergono emozioni contrastanti ma intense: “Felicità, ansia – soprattutto per l’aereo – ma anche stupore e meraviglia”. Un mix che ben rappresenta ciò che significa uscire dalla propria zona di comfort. Proprio questo desiderio di mettersi alla prova è stato il motivo principale della partenza: “Volevo fare nuove esperienze e superare le mie paure”.
Interessante anche il racconto sull’alloggio: spazi condivisi e non sempre ampi, ma un’importante occasione di crescita. Il ragazzo ha ricordato con ironia una scritta trovata su una parete: “Se vedi uno zombie, scappa!!” Per fortuna non è stato necessario applicarla!
L’accoglienza degli studenti portoghesi è stata calorosa, anche se non immediata: “All’inizio erano impegnati nella settimana sportiva, ma dal terzo giorno hanno organizzato per noi attività molto belle e coinvolgenti”. Sul piano linguistico, nessun problema: “Abbiamo parlato soprattutto in inglese, che conoscevamo bene entrambi”.
Infine, lo studente ha descritto la scuola come un ambiente moderno e accogliente: campi da calcio, biblioteche, aree ricreative e laboratori informatici hanno reso le giornate ancora più piacevoli.
L’intervista si conclude con una certezza: è stata un’esperienza divertente e profondamente formativa, capace di lasciare un segno importante nella crescita personale di chi l’ha vissuta.
Vittoria Missika, 3^B, con il supporto della classe 1^A di Casoli
Erasmus 2026: destinazione Lisbona
L'esperienza Erasmus da me vissuta è stata molto bella e formativa. È stato interessante conoscere altre tradizioni e culture e scoprire nuovi posti e caratteristiche di altri Paesi in questo caso il Portogallo. Io e il mio gruppo siamo partiti il 21 e ritornati il 28 marzo. In questi giorni abbiamo visitato la città e provato molte cose caratteristiche. Siamo andati al Cristo Rei, un monumento unico, abbiamo visitato l'Oceanario di Lisbona che contiene moltissime specie di pesci. Oltre a visitare la città siamo andati a scuola, abbiamo vissuto una realtà molto più grande e diversa dal punto di vista didattico. Infatti abbiamo partecipato ad un laboratorio ed abbiamo realizzato un video dove parlavamo del nostro Paese e quindi della nostra regione, ovviamente, in inglese. Abbiamo partecipato a tornei di basket e questo ci ha permesso di conoscere e fare amicizia con altri ragazzi portoghesi. Il resto dei giorni, quando non siamo andati a scuola, oltre a visitare il Cristo Rei e l'Oceanario, abbiamo fatto visita al Museo delle illusioni. Inoltre abbiamo provato molti piatti tipici, soprattutto l'ultimo giorno, siamo andati a cena fuori anche con le ragazze dell'I.C. di Palena-Torricella Peligna e con la nostra guida portoghese Marta, con cui abbiamo stretto un legame forte. La sera stessa abbiamo assaggiato piatti come il baccalà cucinato in molti modi, mentre negli altri giorni, oltre al salato, abbiamo mangiato dolci come il pastel de nata che è molto buono soprattutto per la sua crema. In quei giorni però, ho avuto nostalgia di casa, ma comunque mi sono divertita molto soprattutto quando abbiamo ricevuto l'attestato, quando abbiamo passato la serata in ostello e abbiamo mangiato cose italiane portate da un ragazzo del nostro gruppo.
Alessia Zinni, III A - Altino
Isabella racconta un’esperienza fatta di emozioni forti: un po’ di ansia all’inizio, ma anche tanta curiosità e felicità. La scuola diversa, i nuovi compagni e la possibilità di viaggiare hanno reso questo viaggio speciale.
Per Ludovica l’Erasmus è stato soprattutto relazione e scoperta. Ha vissuto una scuola molto diversa dalla nostra e ha portato con sé il ricordo più bello: le amicizie nate durante il viaggio.
Alysia descrive un’esperienza fatta di crescita personale. Dalla paura iniziale alla scoperta di nuovi luoghi e persone, il viaggio è diventato un’occasione per superare sé stessa.
Ilaria racconta un’esperienza intensa, tra nostalgia e gioia. La scoperta di nuove scuole, città come Bordeaux e momenti condivisi con il gruppo hanno reso il viaggio indimenticabile.
Per tanti la sensazione è stata quella di un vero e proprio tuffo nel passato, tra le architetture medievali e il castello del trovatore Bernard De Ventadour!
Per Domenico è stato interessante scoprire sapori diversi dai nostri e vivere anche questo aspetto della cultura francese come parte del viaggio.
Un video... da Bordeaux!