Manuel Angelucci, 3B, Casoli.
In questo lavoro ho scelto di reinterpretare "L'Ansia" di Edvard Munch perché è un'opera che, più di molte altre, riesce a trasformare un'angosciante emozione collettiva in un'immagine, per questo ho voluto rivisitare proprio questo quadro.
Al posto dei soggetti dipinti da Munch ho rappresentato i ragazzi morti durante la strage di Crans-Montana, mantenendo lo stesso stile: le vesti in bianco e nero e i volti invece colorati, come se l'unica traccia viva rimasta fosse la loro identità.
Alla destra del disegno, dove nel quadro originale il paesaggio si dissolve in forme confuse, ho inserito delle rose appassite, anch'esse in bianco e nero. I petali, però, sono colorati come i volti dei ragazzi: un legame simbolico tra ciò che è stato perso e ciò che continua a esistere, ovvero il loro ricordo.
Lo sfondo riprende il cielo di Munch, ma trasformato in fiamme che rappresentano al meglio l'accaduto, l'incendio, la strage che non ha colpito solo le vittime ma tutti noi.
La mia composizione rappresenta cio che può succedere quando un ambiente diventa tossico e distruttivo.
La parte grigia in alto non è solo un colore scuro: è il fumo di un locale, un fumo che offusca la mente e copre i pensieri. Il fumo simboleggia la confusione, la perdita di lucidità, il sentirsi intrappolati in qualcosa che all'inizio può sembrare divertente ma che lentamente ti toglie l'aria.
Sotto, il fuoco non è solo un elemento scenografico: rappresenta le conseguenze. Il fuoco brucia, consuma, trasforma. È la rabbia, il dolore, ma anche la propria distruzione.
Quando si entra troppo in ceti ambienti senza consapevolezza, il fuoco può prendere il controllo e distruggere parti di noi.
Le facce rovinate e divise mostrano come una persona possa cambiare, non c'è più un volto intero, ma frammenti e ciò significa
perdita di identità.
È come se ogni parte del viso raccontasse una conseguenza diversa.
L'orologio ovale al centro è il simbolo del tempo che passa, il tempo nei locali sembra fermarsi per qualche ora, ma in realtà continua a scorrere.
Ogni scelta ha un peso nel tempo.
Lara De Camillis, 3A, Casoli.
Ludovica Troilo, 3C, Casoli.
Capodanno 2026, Crans-Montana, quella che doveva essere una festa tra amici si è trasformata in una tragedia.
Il locale dove molti ragazzi stavano festeggiando l'arrivo del nuovo anno ha preso fuoco a causa di una stella filante accesa per fare scena, gli estintori messi in posti dove non si vedevano, le uscite di sicurezza bloccate e i ragazzi poco svegli da non scappare via subito... insomma una serie di errori che nel giro di pochi minuti hanno fatto perdere la vita a circa 40 ragazzi e ne hanno feriti molti altri che ancora oggi lottano tra la vita e la morte.
Nella mia composizione ho disegnato le fiamme con delle sagome di ragazzi che rappresentano appunto l'incendio e le vite perse; l'orario della disgrazia rappresentato da un orologio rotto dal fuoco della stella filante e sotto ho inserito un riferimento al quadro
"Guernica di Picasso". Una madre che piange per la perdita di suo figlio.
Le mamme, i genitori che spesso rompono, sono pesanti e che a volte vorremmo cambiare con quelli dei nostri amici... ecco io non so cosa avrebbero fatto i miei genitori se io fossi stata li, ma sicuramente dopo questa disgrazia penso che quando ci dicono qualcosa lo fanno per noi, per proteggerci e aiutarci a crescere bene, ma purtroppo queste cose spesso le capiamo quando è troppo tardi.
Ci sentiamo grandi ma la verità è che non lo siamo.