"La psicoterapia è quella cosa che ti succede mentre sei impegnato a parlare d'altro con uno sconosciuto"
(Daniele Prezzi)
CURRICULUM VITAE
Dal 2018 psicoterapeuta ad indirizzo psicanalitico presso studio privato
Specializzazione in psicoterapia psicoanalitica presso l'Istituto Cerp (Centro di Ricerca di Psicoterapia Trento-Milano) conseguita a febbraio 2018 con 110/110
Dal 2014 al 2016 collaborazione di specializzazione presso il Centro di Ascolto del Centro di Salute Mentale di Trento
Nel 2013 collaborazione di specializzazione presso il Centro Franca Martini di Trento
Nel 2012 collaborazione di specializzazione presso l'Unità Operativa di Psicologia di Riva del Garda (TN)
Iscrizione all'Albo degli Psicologi della Provincia di Trento, sezione A, num. 705, nel 2010
Dal 2010 insegnante di scuola primaria presso la Provincia Autonoma di Trento
Da maggio 2009 a maggio 2010 presso Il Centro di Salute Mentale di Trento e presso il Servizio di Consulenza Psicologica dell’Opera Universitaria di Trento
Laurea specialistica con Lode in psicologia clinico-dinamica presso la Facoltà di Psicologia di Padova nel 2008
Da sempre interessato alla sfera dei rapporti umani, non solo a livello interpersonale, ma anche nelle relazioni con il mondo che ci circonda in senso simbolico, mi sono avvicinato alla psicologia durante gli studi superiori. Gli amici cominciarono a dirmi che mi avrebbero visto bene come psicologo e un po' alla volta capii che non si trattava semplicemente di battute fra adolescenti; anche se l'ultima volta che avevo avuto una chiara visione del mio futuro lavorativo risaliva a molti anni prima, quando avrei voluto diventare pompiere o astronauta; o, al limite, veterinario.
Nel corso degli studi accademici, scelti a dispetto del consiglio di privilegiare campi del sapere "più solidi" come lettere e filosofia, l'interesse teorico si è lentamente consolidato e trasformato in un percorso di formazione personale che passava attraverso di me, anzichè tramite la nomenclatura diagnostica appresa dai libri: la materia di studio diventava un'occasione di riflessione soggettiva, i lavori di gruppo erano la culla di amicizie nate e coltivate poi per molto tempo; partecipavamo ad animati dibattiti, a corsi di formazione sulle dinamiche di gruppo e alcuni di noi, fra cui il sottoscritto, fecero l'esperienza dell'analisi personale; perciò gradualmente io e la professione clinica ci siamo scelti a vicenda.
Tra la fine dell'università e l'inizio della specializzazione post-universitaria mi sono affacciato al mondo della scuola primaria, dove insegno tutt'ora: esperienza inizialmente scelta per opportunità ma che ad oggi ritengo parte integrante della mia formazione e terreno concreto di relazioni e di conoscenza, dove la formazione teorica si incontra con i rapporti umani; non solo con i bambini, ma anche con la complessità delle loro situazioni familiari e con le esigenze di una società in rapida evoluzione (talvolta, forse, troppo rapida).
Certamente ci sono dei fattori personali che spingono una persona a diventare terapeuta. Una voce popolare abbastanza diffusa sostiene che gli psicologi sarebbero in realtà dei "matti" impegnati a curare sè stessi attraverso l'esercizio della professione. Io non credo che tale affermazione sia da intendere in senso letterale, tuttavia c'è sicuramente un desiderio personale profondo che attinge al campo della soggettività e che entra in gioco nel processo terapeutico. E' proprio nel delicato equilibrio tra ascolto dell'altro e risonanze personali che si situa il luogo dello psicologo clinico.