Analisi delle recenti elezioni regionali in Toscana
di Nicola Bettollini
10/11/2025
Dopo il risultato del voto regionale toscano, è necessaria un analisi reale. La lista Toscana Rossa ha raggiunto il 4.50% circa, mente Antonella Bundu, la candidata presidente, ha superato il 5%, ma purtroppo non è potuta entrare nel consiglio regionale, poiché la contestatissima legge regionale toscana permette l'ingresso nel "parlamentino" regionale solo dopo che la lista, e non la candidata presidente, abbia superato lo sbarramento del 5%. Un risultato (sia della lista, sia della candidata presidente ) che ha lasciato tutti quanti di stucco. A ben guardare, però, le precedenti elezioni regionali avevano sancito per le liste comuniste o di sinistra "vera", delle percentuali che, se sommate, arrivavano al 5% circa, mentre i rispettivi candidati alla presidenza rimanevano al di sotto di tale percentuale. Quindi pensiamo che il bacino elettorale, bene o male, sia questo, cioè intorno al 5%. Parliamo però di votanti, non di militanti e alle varie organizzazioni comuniste o socialiste o di sinistra vera, questi ultimi servono come il pane. Perché serve come il pane avere dei militanti? Perché ciò vorrebbe dire che il progetto sarebbe “sentito” da molti e percepito come degno di fiducia. L'effettiva forza di un progetto politico si denota da quante compagne/i organizzati, coesi e fiduciosi vi partecipano ogni giorno, non solo durante il periodo elettorale. LEGGI ELETTORALI BISLACCHE, complicano non poco la lotta, creano divisioni e spargono il seme del dubbio. Conta la persona o l'ideale che la muove? Noi riteniamo che sia l'ideale ad elevare l'individuo, il quale a sua volta trascina con sé la massa. Un progetto marxista-leninista ha bisogno di tempo e va costruito da un'avanguardia che possa determinare fiducia, coraggio e dignità nella massa. Un problema si pone, però. Innanzitutto possiamo domandarci se esista o meno l'avanguardia. Secondo noi non siamo nella situazione di poter affermare che essa esista pienamente, ma che vi sia solo un suo embrione. Notiamo però che a livello elettorale le preferenze espresse esprimono la volontà della massa a costruire una casa comune. Possiamo affermare che una base esiste ed affermiamo pure che la stessa chiede e pretende una continuità della lotta, non solo col mezzo elettorale, ma con quello rivendicativo e conflittuale. In poche parole, crediamo che le preferenze espresse del popolo marxista-leninista e di vera sinistra, sia per una lista nelle elezioni 2025, sia per molte liste nelle elezioni del 2020, indichino la volontà di essere coinvolti in un progetto unitario, nel quale poter elevare il livello di coscienza di classe ed affermare le degne rivendicazioni del caso. L'unità non è una somma dei partiti comunisti, marxisti-leninisti, socialisti e di sinistra reale, ma essa è l'unità delle classi proletarie, sotto proletarie e di quelle che si stanno proletarizzando. Per realizzare tale processo, secondo la nostra umile opinione, è necessario costituire un fronte unico di lotta di classe, aperto alle organizzazioni di classe e a tutte/i coloro che non finora non hanno aderito a nulla, ma che vengono ugualmente sfruttati dal capitalismo, poiché esso ha ben capito che per opprimere qualcuno è necessario tenerlo isolato. L'unità si crea con nella lotta. Notiamo che qualcosa si muove sotto questo punto di vista, in Toscana come nel resto del paese. Gridiamo a gran voce che le elezioni sono solo un mezzo e non il fine. Il fine dev'essere unicamente la creazione del PARTITO COMUNISTA, DELLA CASA DEL POPOLO. Senza ciò non saremo credibili e ringraziamo le compagne ed i compagni che già da due elezioni ce lo ricordano! Il capitale si abbatte, non si modifica!